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Trentasei capolavori della Cina

Tremila anni in sei sale: la pittura e la calligrafia, il bronzo, la giada, la seta e la porcellana, la scultura, l'architettura e le grandi opere d'ingegneria. Per ogni opera, chi l'ha fatta, quando, dove si trova oggi, perché è un capolavoro e che cosa guardare da vicino. La Cina e l'Italia, due civiltà millenarie, si capiscono meglio guardando ciò che hanno saputo fare.

La linea del tempo Dove vederli Mettiti alla prova

Come li abbiamo scelti

  • Vertici riconosciuti. Opere che la Cina stessa considera 国宝 guóbǎo, «tesori del paese», e che la sua tradizione mette al primo posto, dai «tre tesori rari» dell'imperatore Qianlong ai grandi siti del Patrimonio mondiale.
  • Da vedere davvero. Ognuna si trova in un museo, in Cina, a Taipei, a Londra o a New York, oppure sul posto, dove è stata costruita.
  • Tutte le arti, tremila anni. Dalla pittura all'ingegneria, dai bronzi dell'età Shang alle case di terra del Fujian.
  • Dati controllati. Misure, date e luoghi vengono dalle schede ufficiali dei musei e dell'UNESCO, a cui ogni opera rimanda.

Perché non ci sono fotografie. Le immagini delle opere appartengono ai musei, e questo sito non carica nulla da altri siti, per rispetto della tua privacy. Ogni scheda porta alla pagina ufficiale, dove le opere si vedono in alta definizione.

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Sala I · opere 1–6

La pittura 绘画

In Cina pittura e calligrafia sono sorelle: stesso pennello, stesso inchiostro, stessa carta o seta. Il rotolo orizzontale non si appende al muro: si svolge sul tavolo, da destra a sinistra, un tratto alla volta, come un viaggio. I sigilli rossi e le iscrizioni che i collezionisti hanno aggiunto nei secoli fanno parte dell'opera.

  1. Opera 01

    Gli ammonimenti dell'istitutrice alle dame di corte

    女史箴图 Nǚshǐ zhēn tú

    Chi
    Attribuito a Gu Kaizhi 顾恺之 (circa 345–406)
    Quando
    Copia del V–VII secolo di un originale perduto
    Materia
    Rotolo orizzontale, inchiostro e colori su seta · 24,4 × 343,8 cm

    Perché è un capolavoro

    Uno dei più antichi rotoli dipinti cinesi che si conoscano. Illustra, scena per scena, un testo del poeta Zhang Hua (III secolo) che insegnava alle dame del palazzo come comportarsi. Gu Kaizhi è il primo grande nome della pittura cinese, e per secoli fu il modello della pittura di figura. Delle dodici scene ne restano nove; il rotolo è fragile e si espone di rado.

    Guarda da vicino

    La dama Feng che si para davanti all'imperatore per difenderlo da un orso fuggito dal recinto. E le linee delle vesti, sottili e continue: la tradizione le paragona al filo di seta che esce dal baco.

    La parola 箴言 zhēnyán massima, ammonimento: è il 箴 del titolo.

    Un filo con l'Italia Gu Kaizhi era contemporaneo di sant'Agostino.

  2. Opera 02

    Bianco che illumina la notte

    照夜白图 Zhào yè bái tú

    Chi
    Han Gan 韩幹 (attivo circa 742–756)
    Quando
    Circa 750 · dinastia Tang
    Materia
    Rotolo orizzontale, inchiostro su carta · 30,8 × 34 cm
    Dove
    Metropolitan Museum of Art, New York La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Il ritratto del cavallo preferito dell'imperatore Xuanzong: uno stallone legato a un palo, che si impenna con la criniera ritta e l'occhio spalancato. Han Gan era famoso perché dipingeva i cavalli dal vero, nelle scuderie imperiali, e non copiando i maestri. Intorno al piccolo dipinto, più di mille anni di sigilli e di commenti dei collezionisti, fra cui quello di Li Yu, l'ultimo sovrano dei Tang meridionali.

    Guarda da vicino

    Il palo e la corda tesa: il cavallo vorrebbe correre e non può. Tutta l'energia del dipinto sta in quella tensione.

    La parola 千里马 qiānlǐmǎ «cavallo da mille li»: si dice di una persona di grande talento.

  3. Opera 03

    Viaggiatori fra monti e ruscelli

    溪山行旅图 Xī shān xínglǚ tú

    Chi
    Fan Kuan 范宽 (attivo fra X e XI secolo)
    Quando
    Inizio dell'XI secolo · dinastia Song del Nord
    Materia
    Rotolo verticale, inchiostro e colori leggeri su seta · 206,3 × 103,3 cm
    Dove
    Museo nazionale del Palazzo, Taipei La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Una montagna immensa occupa due terzi del dipinto e sembra venirti incontro; in basso, minuscola, passa una carovana di muli. È il manifesto della grande pittura di paesaggio: l'uomo è piccolo, la natura è grande, e la nebbia separa e unisce. Molti la considerano il vertice della pittura cinese di paesaggio.

    Guarda da vicino

    La firma. Per secoli nessuno l'aveva vista: nel 1958 Li Lin-ts'an, studioso del Museo del Palazzo, la trovò nascosta fra le foglie dell'albero dietro i viaggiatori, in basso a destra.

    La parola 山水 shānshuǐ «montagne e acque»: in cinese, il paesaggio.

  4. Opera 04

    Lungo il fiume durante la festa di Qingming

    清明上河图 Qīngmíng shàng hé tú

    Chi
    Zhang Zeduan 张择端
    Quando
    Inizio del XII secolo · dinastia Song del Nord
    Materia
    Rotolo orizzontale, inchiostro e colori leggeri su seta · 24,8 × 528 cm

    Perché è un capolavoro

    Cinque metri di vita quotidiana a Bianjing, l'odierna Kaifeng, allora una delle città più grandi del mondo: si parte dalla campagna e si entra in città, fra barche, botteghe, osterie, carri e cammelli. Più di cinquecento persone, ognuna intenta a fare qualcosa. Tredici iscrizioni e novantasei sigilli raccontano chi l'ha posseduto. È il ritratto più famoso di una città cinese, copiato e reinventato per secoli.

    Guarda da vicino

    Il Ponte dell'Arcobaleno, al centro: una grande barca sta per passarci sotto con l'albero ancora alzato, i marinai gridano e la folla si sporge dal parapetto. È il momento più teso del rotolo.

    La parola 清明 qīngmíng «luminoso e puro»: è il nome della festa di aprile.

    Un filo con l'Italia Sei secoli prima delle vedute di Venezia del Canaletto.

  5. Opera 05

    Mille li di fiumi e montagne

    千里江山图 Qiānlǐ jiāngshān tú

    Chi
    Wang Ximeng 王希孟
    Quando
    1113 · dinastia Song del Nord
    Materia
    Rotolo orizzontale, colori minerali su seta · 51,5 × 1191,5 cm

    Perché è un capolavoro

    Quasi dodici metri di montagne azzurre e verdi, laghi, villaggi, ponti e barche: il capolavoro del «paesaggio blu e verde», dipinto con pigmenti minerali come l'azzurrite e la malachite. Secondo l'iscrizione del ministro Cai Jing, l'autore aveva diciotto anni e aveva imparato direttamente dall'imperatore Huizong. È l'unica sua opera rimasta: di Wang Ximeng non sappiamo altro. Nel 2022 uno spettacolo di danza ispirato al rotolo è andato in onda nel programma televisivo più visto del Capodanno cinese.

    Guarda da vicino

    Le persone: pescatori, viaggiatori, un uomo su un ponte lunghissimo. Più guardi da vicino, più ne trovi.

    La parola 江山 jiāngshān «fiumi e montagne»: vuol dire anche «il paese», e il potere su di esso.

    Un filo con l'Italia Wang Ximeng aveva diciotto anni: Raffaello ne aveva ventuno quando dipinse lo «Sposalizio della Vergine».

  6. Opera 06

    Dimora fra i monti Fuchun

    富春山居图 Fùchūn shān jū tú

    Chi
    Huang Gongwang 黄公望 (1269–1354)
    Quando
    1347–1350 · dinastia Yuan
    Materia
    Rotolo orizzontale, inchiostro su carta · 33 × 636,9 cm, la parte di Taipei
    Dove
    Museo nazionale del Palazzo, Taipei; la prima parte al Museo provinciale dello Zhejiang, Hangzhou La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Il pittore aveva quasi ottant'anni e ci lavorò per tre o quattro anni, a pennello quasi asciutto, colline dopo colline lungo il fiume Fuchun. È il modello della pittura dei letterati: non un paesaggio visto, ma un paesaggio pensato. Nel 1650 un collezionista che lo adorava ordinò, sul letto di morte, di bruciarlo con sé; un nipote lo strappò al fuoco, già spezzato in due.

    Guarda da vicino

    La bruciatura fra le due parti. Separate da più di tre secoli, si sono riunite per la prima volta in una mostra a Taipei nel 2011.

    La parola 合璧 hébì «i due pezzi di giada che si ricongiungono»: così si chiamò la mostra del 2011.

    Un filo con l'Italia Fu dipinto negli anni della Peste nera e del «Decameron», ambientato nel 1348.

Sala II · opere 7–12

La calligrafia 书法

Per i letterati cinesi la calligrafia era la prima delle arti: nel tratto si legge la persona. La tradizione ha la sua classifica: i tre più bei testi in «scrittura corrente» sono la prefazione del Padiglione delle orchidee, l'elogio funebre di Yan Zhenqing per il nipote e le poesie del Cibo freddo di Su Shi. Sono tutti in questa sala, con due dei «tre tesori rari» dell'imperatore Qianlong.

  1. Opera 07

    Prefazione alle poesie del Padiglione delle orchidee

    兰亭序 Lántíng xù

    Chi
    Wang Xizhi 王羲之 (303–361); copia di Feng Chengsu 冯承素
    Quando
    353 l'originale, perduto; la copia è del VII secolo, dinastia Tang
    Materia
    Rotolo orizzontale, inchiostro su carta · 24,5 × 69,9 cm

    Perché è un capolavoro

    Nel 353 Wang Xizhi e una quarantina di amici si riunirono al Padiglione delle orchidee per la festa di primavera: lasciavano scorrere coppe di vino sul ruscello, e chi se la vedeva fermare davanti doveva comporre una poesia. Wang scrisse di getto la prefazione alla raccolta, 324 caratteri in 28 colonne, che la tradizione considera il più bel testo in «scrittura corrente» mai tracciato. L'originale, si racconta, fu sepolto con l'imperatore Taizong dei Tang; questa è la copia più fedele che ci resta.

    Guarda da vicino

    Il carattere 之: compare una ventina di volte, e non è mai scritto due volte nello stesso modo.

    La parola 曲水流觞 qūshuǐ liúshāng «le coppe che scorrono sull'acqua che serpeggia»: il gioco dei poeti di quel giorno.

  2. Opera 08

    Lettera a Boyuan

    伯远帖 Bóyuǎn tiè

    Chi
    Wang Xun 王珣 (349–400)
    Quando
    Fine del IV secolo · dinastia Jin orientale
    Materia
    Inchiostro su carta · 25,1 × 17,2 cm · 5 colonne, 47 caratteri

    Perché è un capolavoro

    Una breve lettera a un amico: cinque colonne, quarantasette caratteri. È uno dei rarissimi autografi della dinastia Jin giunti fino a noi: non una copia, ma l'inchiostro della mano di un calligrafo di sedici secoli fa. Nel 1746 l'imperatore Qianlong lo mise con altre due lettere dei Wang nella sua «Sala dei tre tesori rari». Finito a Hong Kong, nel 1951 fu ricomprato dal governo cinese e tornò a Pechino.

    Guarda da vicino

    La scioltezza: è una lettera privata, scritta di corsa, e proprio per questo è il ritratto più vero della scrittura del suo tempo.

    La parola 三希堂 Sānxītáng la «Sala dei tre tesori rari» di Qianlong, nella Città proibita.

  3. Opera 09

    Una nevicata rapida, poi il sereno

    快雪时晴帖 Kuài xuě shí qíng tiè

    Chi
    Wang Xizhi 王羲之 (303–361); copia a ricalco di epoca Tang
    Quando
    IV secolo l'originale; la copia è di epoca Tang
    Materia
    Inchiostro su carta · 28 caratteri
    Dove
    Museo nazionale del Palazzo, Taipei La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Ventotto caratteri: Wang Xizhi saluta un amico dopo una nevicata, il cielo è tornato sereno, spera che stia bene. È una copia a ricalco di epoca Tang, così fedele da diventare il tesoro più caro all'imperatore Qianlong: la chiamò «senza pari sotto il cielo» e la mise al primo posto fra i suoi tre tesori rari.

    Guarda da vicino

    Le iscrizioni e i sigilli di Qianlong, che ci tornò sopra più e più volte. Oggi i tre tesori sono divisi: due a Pechino, uno a Taipei.

    La parola 快雪时晴 kuài xuě shí qíng è il titolo stesso: 快 «veloce», 雪 «neve», 时 «momento», 晴 «sereno».

  4. Opera 10

    Bozza dell'elogio funebre per il nipote

    祭侄文稿 Jì zhí wéngǎo

    Chi
    Yan Zhenqing 颜真卿 (709–785)
    Quando
    758 · dinastia Tang
    Materia
    Rotolo orizzontale, inchiostro su carta
    Dove
    Museo nazionale del Palazzo, Taipei La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Durante la ribellione di An Lushan il nipote di Yan Zhenqing, Yan Jiming, fu ucciso, e di lui si ritrovarono pochi resti. Il calligrafo, a 49 anni, scrisse l'elogio di getto, con cancellature e correzioni: l'inchiostro si consuma e si ricarica seguendo il dolore. È considerato il secondo più bel testo in scrittura corrente della storia, dopo il Padiglione delle orchidee.

    Guarda da vicino

    Le parole cancellate, rarissime in un'opera d'arte: qui sono la prova che non è un esercizio di bella scrittura, ma un uomo che piange.

    La parola 行书 xíngshū «scrittura corrente»: a metà fra lo stile regolare e il corsivo.

  5. Opera 11

    Autobiografia

    自叙帖 Zì xù tiè

    Chi
    Huaisu 怀素, monaco calligrafo (VIII secolo)
    Quando
    777 · dinastia Tang
    Materia
    Rotolo orizzontale, inchiostro su carta · 28,3 × 755 cm
    Dove
    Museo nazionale del Palazzo, Taipei La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Il monaco Huaisu racconta la sua vita di calligrafo e ricopia le lodi che i poeti gli hanno dedicato, in sette metri e mezzo di «corsivo folle»: i caratteri si legano l'uno all'altro, si ingrandiscono, si rimpiccioliscono, corrono come un torrente. La tradizione racconta che la carta per lui costava troppo, e che si esercitava sulle foglie dei banani piantati intorno al tempio.

    Guarda da vicino

    I caratteri verso la fine, sempre più grandi: il ritmo accelera come in una musica.

    La parola 草书 cǎoshū «scrittura d'erba»: il corsivo, lo stile più libero.

  6. Opera 12

    Poesie della festa del Cibo freddo

    寒食帖 Hánshí tiè

    Chi
    Su Shi 苏轼 (1037–1101)
    Quando
    1082 · dinastia Song del Nord
    Materia
    Rotolo orizzontale, inchiostro su carta · 34,2 × 199,5 cm
    Dove
    Museo nazionale del Palazzo, Taipei La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Su Shi, il più grande letterato della sua epoca, è in esilio a Huangzhou da tre anni, povero; piove da settimane e cade la festa del Cibo freddo. Ne nascono due poesie, scritte con caratteri che crescono di riga in riga insieme all'angoscia. È considerato il terzo più bel testo in scrittura corrente della storia. In coda l'amico Huang Tingjian aggiunse un commento ammirato, a sua volta un capolavoro. Il rotolo passò in Giappone e scampò all'incendio del grande terremoto di Tokyo del 1923.

    Guarda da vicino

    Le due mani nella stessa opera: la scrittura larga e piatta di Su Shi e quella slanciata di Huang Tingjian.

    La parola 寒食节 Hánshíjié la festa del Cibo freddo, il giorno prima di Qingming, quando non si accendeva il fuoco.

Sala III · opere 13–18

Bronzo, giada, seta e porcellana 青铜 · 玉 · 丝 · 瓷

Oggetti di rito, di potere e d'eternità: un recipiente per gli antenati, la spada di un re, una veste di giada e una di seta per l'aldilà. E due delle invenzioni con cui la Cina ha cambiato il gusto del mondo: la seta e la porcellana, che in inglese porta ancora il suo nome, «china».

  1. Opera 13

    Il grande tripode di Houmu Wu

    后母戊鼎 Hòumǔwù dǐng

    Chi
    Fonditori della corte Shang
    Quando
    Tarda dinastia Shang, XIII–XI secolo a.C.
    Materia
    Bronzo · alto 133 cm, 832,84 kg
    Dove
    Museo nazionale della Cina, Pechino La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Il più grande e pesante bronzo dell'antichità cinese: più di otto quintali di metallo fuso in forme di terracotta, un lavoro che secondo le stime richiedeva centinaia di persone. Era un recipiente rituale, dedicato dalla casa reale a una regina madre il cui nome è scritto all'interno. Fu trovato nel 1939 ad Anyang, l'ultima capitale degli Shang; durante l'occupazione giapponese gli abitanti del villaggio lo seppellirono di nuovo per salvarlo.

    Guarda da vicino

    I manici: due tigri a fauci spalancate intorno a una testa umana. E l'iscrizione all'interno, tre caratteri: 后母戊.

    La parola 一言九鼎 yì yán jiǔ dǐng «una parola pesa come nove tripodi»: si dice di chi mantiene la parola.

    Un filo con l'Italia Fu fuso circa quattro secoli prima della fondazione di Roma.

  2. Opera 14

    La spada di Goujian, re di Yue

    越王勾践剑 Yuèwáng Gōujiàn jiàn

    Chi
    Fonditori del regno di Yue
    Quando
    V secolo a.C. · epoca delle Primavere e degli Autunni
    Materia
    Bronzo, vetro blu e turchese · 55,6 × 5 cm
    Dove
    Museo provinciale dello Hubei, Wuhan La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Trovata nel 1965 in una tomba del regno di Chu, era ancora affilata e quasi senza ruggine dopo venticinque secoli. Sulla lama, in caratteri a forma di uccello, otto caratteri: 越王鸠浅自作用剑, «Goujian, re di Yue, fece questa spada per il suo uso». La lega, la decorazione a losanghe nere e la guardia intarsiata ne fanno un vertice della metallurgia antica.

    Guarda da vicino

    Il pomo dell'impugnatura: undici cerchi concentrici, sottili come capelli.

    La parola 卧薪尝胆 wò xīn cháng dǎn «dormire sulla legna e assaggiare il fiele»: Goujian, sconfitto, lo faceva ogni giorno per non dimenticare, finché si prese la rivincita. Vuol dire perseverare.

  3. Opera 15

    La veste di giada cucita d'oro di Liu Sheng

    金缕玉衣 Jīn lǚ yù yī

    Chi
    Artigiani della corte Han
    Quando
    II secolo a.C. · dinastia Han occidentale
    Materia
    2.498 placchette di giada cucite con circa 1.100 grammi di filo d'oro · lunga 1,88 m
    Dove
    Museo dello Hebei, Shijiazhuang La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    I principi Han credevano che la giada proteggesse il corpo dalla corruzione. Per Liu Sheng, principe di Zhongshan e fratellastro dell'imperatore Wu, morto nel 113 a.C., gli artigiani tagliarono e forarono a uno a uno quasi 2.500 pezzi di giada, sagomati sul corpo, e li unirono con fili d'oro. Fu la prima veste completa mai ritrovata: la scoprirono nel 1968 alcuni soldati, scavando nella collina di Mancheng, insieme a quella della moglie Dou Wan.

    Guarda da vicino

    Le mani e i piedi: le placchette si fanno piccolissime per seguire la forma delle dita.

    La parola 宁为玉碎,不为瓦全 nìng wéi yù suì, bù wéi wǎ quán «meglio giada in frantumi che tegola intera»: meglio morire con onore che vivere senza.

  4. Opera 16

    La veste di garza senza fodera

    素纱襌衣 Sù shā dān yī

    Chi
    Tessitori del regno di Changsha
    Quando
    II secolo a.C. · dinastia Han occidentale
    Materia
    Seta · lunga 128 cm, maniche 190 cm, 49 grammi

    Perché è un capolavoro

    Una veste lunga quasi un metro e trenta che pesa 49 grammi, meno di un uovo: uno dei tessuti più leggeri mai prodotti prima dell'età moderna. Viene dalla tomba n. 1 di Mawangdui, scavata nel 1972, dove riposava la marchesa Xin Zhui con un corredo intatto. Mostra che cosa sapevano fare i tessitori cinesi più di duemila anni fa: per i Romani la Cina era il paese dei Seri, il «popolo della seta».

    Guarda da vicino

    La trasparenza: i fili sono così sottili che la veste lascia vedere quello che c'è dietro. Il carattere 襌 del titolo vuol dire proprio «senza fodera».

    La parola 丝绸之路 Sīchóu zhī lù la Via della seta.

    Un filo con l'Italia A Roma Seneca si scandalizzava per le «vesti di seta, se si possono chiamare vesti», che non riparano né il corpo né il pudore.

  5. Opera 17

    Vaschetta per narcisi color cielo, senza crettature

    汝窑天青无纹水仙盆 Rǔyáo tiānqīng wú wén shuǐxiān pén

    Chi
    Fornaci di Ru, per la corte Song
    Quando
    Fine XI – inizio XII secolo · dinastia Song del Nord
    Materia
    Ceramica con invetriatura azzurra · alta 6,9 cm, 23 × 16,4 cm
    Dove
    Museo nazionale del Palazzo, Taipei La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Le fornaci di Ru lavorarono per la corte dei Song solo per pochi decenni, e i pezzi rimasti nel mondo sono meno di cento. Lo smalto ha il colore del cielo dopo la pioggia, quando le nuvole si aprono. Quasi tutte le ceramiche Ru hanno la superficie percorsa da sottili crepe; questa no, ed è per questo la più celebre di tutte.

    Guarda da vicino

    Il fondo: lo smalto copre tutto, perché il pezzo cuoceva appoggiato su minuscoli supporti, che hanno lasciato segni piccoli come semi di sesamo.

    La parola 雨过天青 yǔ guò tiān qīng «passata la pioggia, il cielo azzurro»: il colore delle ceramiche Ru.

  6. Opera 18

    I vasi David

    大维德瓶 Dà Wéidé píng

    Chi
    Fornaci di Jingdezhen
    Quando
    1351 · dinastia Yuan
    Materia
    Porcellana dipinta in blu di cobalto sotto vetrina · alti circa 64 cm

    Perché è un capolavoro

    Una coppia di vasi d'altare fatti a Jingdezhen e offerti a un tempio taoista: l'iscrizione dice chi li donò, un certo Zhang Wenjin, e il mese, il quarto del 1351. Sono la più antica porcellana bianca e blu con una data, e per questo il punto di riferimento con cui si datano tutte le altre. Il cobalto veniva dalla Persia: il «bianco e blu» nasce da un incontro fra la Cina e il mondo islamico, e da lì conquisterà il mondo.

    Guarda da vicino

    L'iscrizione verticale sul collo, accanto alle anse a testa d'elefante, e il drago che gira intorno al corpo del vaso.

    La parola 青花 qīnghuā «fiori blu»: la porcellana bianca e blu.

    Un filo con l'Italia A Firenze, intorno al 1575, Francesco I de' Medici fece fare la prima porcellana d'Europa proprio per imitare il bianco e blu cinese.

Sala IV · opere 19–24

La scultura 雕塑

Dal bronzo misterioso di Sanxingdui all'esercito del Primo imperatore, dal cavallo che vola ai Buddha scolpiti nelle montagne. Il buddhismo arrivò dall'India lungo le vie della seta e cambiò la scultura cinese: le grotte e i Buddha giganti di questa sala segnano la sua strada, da Dunhuang a Luoyang fino al Sichuan.

  1. Opera 19

    Il grande uomo in piedi di Sanxingdui

    三星堆青铜大立人像 Sānxīngduī qīngtóng dà lìrén xiàng

    Chi
    La civiltà di Sanxingdui, nel Sichuan
    Quando
    Circa tremila anni fa
    Materia
    Bronzo · alto 260,8 cm con la base, la figura 180 cm, circa 180 kg
    Dove
    Museo di Sanxingdui, Guanghan (Sichuan) La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    La più alta figura umana in bronzo giunta intera da quell'epoca, e la più misteriosa: viene da una civiltà che non ha lasciato scrittura e di cui i testi antichi tramandavano solo leggende. Fu trovata nel 1986 in una fossa di offerte rituali, insieme a maschere con gli occhi sporgenti e ad alberi di bronzo. Non somiglia a niente di ciò che si faceva, negli stessi secoli, nella pianura del Fiume Giallo.

    Guarda da vicino

    Le mani: enormi, chiuse a cerchio, stringevano qualcosa che non c'è più. Una zanna d'avorio? Uno scettro? Nessuno lo sa.

    La parola 青铜 qīngtóng «bronzo», letteralmente «rame verde-azzurro», il colore della patina.

  2. Opera 20

    L'esercito di terracotta del Primo imperatore

    兵马俑 Bīngmǎyǒng

    Chi
    Le botteghe imperiali dei Qin
    Quando
    Prima del 210 a.C. · dinastia Qin
    Materia
    Terracotta, in origine dipinta · si stimano circa ottomila figure
    Dove
    Mausoleo di Qin Shi Huang, Xi'an · Patrimonio UNESCO dal 1987 La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Un esercito a grandezza naturale, schierato in fosse sotterranee a un chilometro e mezzo dalla tomba del primo imperatore della Cina unita: fanti, arcieri, cavalieri, carri e cavalli, rivolti a est. Lo trovarono nel 1974 alcuni contadini che scavavano un pozzo. Ogni volto è diverso, e in origine tutte le figure erano dipinte a colori vivaci.

    Guarda da vicino

    L'arciere inginocchiato, una delle poche figure ritrovate quasi intatte: sotto le suole delle scarpe si vedono perfino le cuciture.

    La parola 俑 yǒng «statua funeraria»: 兵马俑 sono le «statue di soldati e cavalli».

    Un filo con l'Italia Negli anni in cui il Primo imperatore regnava sulla Cina unita, Roma combatteva contro Annibale.

  3. Opera 21

    Il cavallo al galoppo

    铜奔马 Tóng bēn mǎ

    Chi
    Fonditori della dinastia Han
    Quando
    II secolo d.C. · dinastia Han orientale
    Materia
    Bronzo · alto 34,5 cm, lungo 45 cm, 7,3 kg
    Dove
    Museo provinciale del Gansu, Lanzhou La scheda del museo (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Un cavallo lanciato al galoppo, con tre zoccoli in aria e il quarto in equilibrio perfetto su un uccello in volo. Fu trovato nel 1969 in una tomba di Wuwei, lungo la Via della seta. Dal 1983 è il simbolo del turismo cinese, ed è fra le opere che non possono lasciare la Cina per le mostre.

    Guarda da vicino

    L'uccello sotto lo zoccolo, che si volta sorpreso. Il nome popolare dice «rondine»; gli studiosi discutono ancora di che uccello si tratti.

    La parola 马到成功 mǎ dào chénggōng «arriva il cavallo, arriva il successo»: si augura a chi comincia un'impresa.

  4. Opera 22

    Le grotte di Mogao

    莫高窟 Mògāokū

    Chi
    Monaci, mercanti e pittori di dieci secoli
    Quando
    Dal IV al XIV secolo
    Materia
    Grotte scavate nella roccia, pitture murali e sculture di argilla dipinta
    Dove
    Dunhuang (Gansu) · Patrimonio UNESCO dal 1987 La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Per mille anni, all'incrocio delle vie della seta, monaci e mercanti fecero scavare grotte nella parete di roccia e le fecero dipingere. Ne restano 492 con pitture e sculture: un'enciclopedia dell'arte buddhista dal IV al XIV secolo. Nel 1900 il monaco Wang Yuanlu scoprì una grotta murata con decine di migliaia di manoscritti; da lì viene anche il Sutra del Diamante, l'opera n. 36.

    Guarda da vicino

    Le figure celesti che volano senza ali, sostenute solo dal movimento delle vesti e dei nastri.

    La parola 飞天 fēitiān «volare in cielo»: le figure celesti delle grotte.

    Un filo con l'Italia Marco Polo passò per questa città, che nel Milione chiama Sachiu.

  5. Opera 23

    Il Buddha Vairocana delle grotte di Longmen

    龙门石窟卢舍那大佛 Lóngmén shíkū Lúshěnà dàfó

    Chi
    Scultori di corte; offerta dell'imperatrice Wu Zetian
    Quando
    Grotte dalla fine del V secolo; il Buddha è del 675, dinastia Tang
    Materia
    Calcare · il Buddha è alto circa diciassette metri
    Dove
    Luoyang (Henan) · Patrimonio UNESCO dal 2000 La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Lungo un chilometro di parete sul fiume Yi, oltre duemila grotte e nicchie e circa centomila statue, scolpite dalla fine del V secolo. Il vertice è il gruppo del tempio Fengxian, terminato nel 675: un Buddha Vairocana di diciassette metri, sereno e solenne, fra discepoli e guardiani. Un'iscrizione ricorda che l'imperatrice Wu Zetian vi contribuì con ventimila filze di monete prese dal suo denaro «per il trucco».

    Guarda da vicino

    Il volto. La leggenda vuole che abbia i tratti dell'imperatrice Wu: è una leggenda, ma spiega bene la sensazione di trovarsi davanti a un sovrano.

    La parola 鲤鱼跳龙门 lǐyú tiào lóngmén «la carpa salta la Porta del Drago» e diventa drago: si dice di chi supera una grande prova. La porta del proverbio è un'altra, sul Fiume Giallo.

  6. Opera 24

    Il Grande Buddha di Leshan

    乐山大佛 Lèshān Dàfó

    Chi
    Il monaco Haitong e i suoi successori
    Quando
    713–803 · dinastia Tang
    Materia
    Scolpito nella parete di arenaria · alto 71 metri
    Dove
    Leshan (Sichuan) · Patrimonio UNESCO dal 1996, con il monte Emei La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Il più grande Buddha di pietra del mondo, scolpito in novant'anni nella roccia rossa dove tre fiumi si incontrano. Lo volle il monaco Haitong per calmare le acque che rovesciavano le barche. Nella testa e nel corpo corre un sistema di canali nascosti che porta via la pioggia: per questo è ancora in piedi dopo dodici secoli.

    Guarda da vicino

    Guardalo dal fiume, in barca: è così che lo vedevano i barcaioli che doveva proteggere.

    La parola 山是一尊佛,佛是一座山 shān shì yì zūn fó, fó shì yí zuò shān «la montagna è un Buddha, il Buddha è una montagna»: un detto di Leshan.

    Un filo con l'Italia È alto 71 metri: quindici più della Torre di Pisa.

Sala V · opere 25–30

L'architettura 建筑

Legno, terra e acqua. Per più di duemila anni l'architettura cinese ha usato lo stesso sistema: un'ossatura di colonne e travi in legno che porta il tetto, mentre i muri fanno solo da riparo. Un detto lo riassume: 墙倒屋不塌 «il muro crolla, la casa resta in piedi». Sei modi di costruire: il palazzo dell'imperatore, l'altare del Cielo, il tempio buddhista, il giardino del letterato, il villaggio dei mercanti e la fortezza di un clan.

  1. Opera 25

    La Città proibita

    故宫 Gùgōng

    Chi
    Architetti e artigiani dei Ming
    Quando
    1406–1420 · dinastie Ming e Qing
    Materia
    Legno, mattoni, marmo e tegole smaltate · circa 72 ettari
    Dove
    Pechino · Patrimonio UNESCO dal 1987, oggi Museo del Palazzo La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Per quasi cinque secoli, dal 1420 al 1912, fu il centro del potere di ventiquattro imperatori Ming e Qing. È il più grande complesso di palazzi in legno giunto fino a noi, costruito su un asse nord-sud: le sale delle udienze in fila, le corti sempre più riservate, i tetti gialli, il colore dell'imperatore. Dal 1925 è un museo, con più di un milione e ottocentomila oggetti.

    Guarda da vicino

    Le statuette in fila sugli spigoli dei tetti: più sono, più l'edificio è importante. La Sala dell'Armonia suprema ne ha dieci, caso unico in Cina.

    La parola 故宫 Gùgōng «il palazzo di prima»: così lo chiamano i cinesi da quando non ci abita più nessun imperatore.

    Un filo con l'Italia Nel 1601 Matteo Ricci fece arrivare in dono all'imperatore Wanli due orologi a suoneria; più tardi il gesuita milanese Giuseppe Castiglione vi lavorò per cinquant'anni come pittore di corte.

  2. Opera 26

    Il Tempio del Cielo

    天坛 Tiāntán

    Chi
    Architetti dei Ming, ampliato nel XVI e XVIII secolo
    Quando
    1420 · dinastia Ming
    Materia
    Legno, marmo e tegole smaltate blu · 273 ettari, 92 edifici antichi
    Dove
    Pechino · Patrimonio UNESCO dal 1998 La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Qui l'imperatore, il «Figlio del Cielo», pregava per il raccolto in primavera e al solstizio d'inverno rendeva conto al Cielo del suo governo. Tutto è simbolo: il recinto è rotondo a nord e quadrato a sud, perché il cielo è rotondo e la terra quadrata; le tegole sono blu come il cielo. La Sala della preghiera per il buon raccolto, con il suo triplo tetto conico, è l'immagine stessa dell'architettura imperiale cinese.

    Guarda da vicino

    Le colonne della Sala della preghiera: le quattro al centro sono le stagioni, le dodici intorno i mesi, le dodici esterne le ore del giorno cinese. E il Muro dell'eco: due persone che parlano piano ai due capi si sentono.

    La parola 天圆地方 tiān yuán dì fāng «il cielo è rotondo, la terra è quadrata»: l'idea antica del cosmo.

  3. Opera 27

    La Sala orientale del tempio Foguang

    佛光寺东大殿 Fóguāngsì Dōng dàdiàn

    Chi
    Costruita con le offerte della devota Ning Gongyu
    Quando
    857 · dinastia Tang
    Materia
    Legno, su una terrazza di pietra; statue di argilla dipinta all'interno
    Dove
    Wutaishan (Shanxi) · Patrimonio UNESCO dal 2009, con il monte Wutai La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Negli anni Trenta alcuni studiosi sostenevano che in Cina non restasse nessun edificio in legno dell'epoca Tang. Nel 1937 gli architetti Liang Sicheng e Lin Huiyin, dopo giorni a dorso di mulo, trovarono questa sala in un tempio di montagna; Lin Huiyin, salita fra le travi, lesse la data dell'857 scritta sotto la trave. Per l'UNESCO è il più importante edificio in legno della dinastia Tang giunto fino a noi, e mostra in grande scala l'architettura della Cina più cosmopolita.

    Guarda da vicino

    Le mensole sotto il tetto: blocchi e bracci di legno incastrati che portano lo sbalzo del tetto e assorbono le scosse. Qui sono enormi, alte circa la metà delle colonne.

    La parola 斗拱 dǒugǒng le mensole a incastro dell'architettura cinese.

  4. Opera 28

    I giardini classici di Suzhou

    苏州古典园林 Sūzhōu gǔdiǎn yuánlín

    Chi
    Letterati, funzionari e mercanti di Suzhou
    Quando
    Dall'XI al XIX secolo
    Materia
    Acqua, rocce, piante, padiglioni e gallerie · nove giardini protetti
    Dove
    Suzhou (Jiangsu) · Patrimonio UNESCO dal 1997, ampliato nel 2000 La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Nel giardino del letterato la natura intera sta in pochi passi: un laghetto è un lago, una roccia del lago Tai è una montagna, una finestra traforata incornicia un bambù come un quadro. Il Giardino dell'amministratore umile, quello del Maestro delle reti e quello dell'Indugio sono il vertice di un'arte che unisce architettura, pittura, poesia e calligrafia: ogni padiglione ha un nome e una poesia.

    Guarda da vicino

    Le porte e le finestre a forma di luna, di vaso, di foglia: ognuna inquadra una scena diversa. È il principio del 移步换景, a ogni passo un paesaggio nuovo.

    La parola 上有天堂,下有苏杭 shàng yǒu tiāntáng, xià yǒu Sū Háng «in cielo c'è il paradiso, in terra Suzhou e Hangzhou».

    Un filo con l'Italia Marco Polo la descrive come una città grande e nobile, piena di ponti di pietra. E per vedere un cortile di Suzhou senza andare in Cina c'è l'Astor Court del Metropolitan Museum di New York, modellato sul Giardino del Maestro delle reti.

  5. Opera 29

    I villaggi di Xidi e Hongcun

    西递宏村 Xīdì Hóngcūn

    Chi
    Le famiglie dei mercanti di Huizhou
    Quando
    Villaggi dell'XI e del XII secolo; case dei secoli Ming e Qing
    Materia
    Muri imbiancati, tegole scure, legno e pietra intagliati
    Dove
    Contea di Yi, Huangshan (Anhui) · Patrimonio UNESCO dal 2000 La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Sono i villaggi più celebri dello stile di Huizhou: case dai muri bianchi e dai tetti di tegole scure, costruite dai mercanti che facevano fortuna lontano e tornavano a investire al paese. L'UNESCO li protegge perché conservano intatto un tipo di villaggio rurale scomparso quasi ovunque nel Novecento: la trama delle vie, le case, gli intagli, il sistema delle acque. A Hongcun un canale passa davanti alle case e porta l'acqua a un laghetto a mezzaluna e a un lago.

    Guarda da vicino

    I muri «a testa di cavallo»: i timpani a gradini che sporgono sopra i tetti. Servivano a fermare il fuoco fra una casa e l'altra.

    La parola 马头墙 mǎtóuqiáng «muro a testa di cavallo», il segno dello stile di Huizhou.

  6. Opera 30

    Le case-fortezza di terra del Fujian

    福建土楼 Fújiàn tǔlóu

    Chi
    I clan hakka e minnan del Fujian
    Quando
    Dal XII al XX secolo
    Materia
    Terra battuta, legno e pietra · 46 edifici protetti dall'UNESCO
    Dove
    Fujian sud-occidentale · Patrimonio UNESCO dal 2008 La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Enormi edifici rotondi o quadrati di terra battuta, a più piani, che potevano ospitare fino a ottocento persone: un intero clan sotto lo stesso tetto. Fuori, mura spesse e quasi senza finestre ai piani bassi, per difendersi dai briganti; dentro, ballatoi di legno che corrono intorno a un cortile con la sala degli antenati al centro. Un modello di vita in comune e un capolavoro di architettura in terra.

    Guarda da vicino

    Il cortile: dal centro si vedono tutte le porte, tutte uguali. Le stanze delle famiglie hanno la stessa misura.

    La parola 四世同堂 sì shì tóng táng «quattro generazioni sotto lo stesso tetto».

Sala VI · opere 31–36

Ingegneria e invenzioni 工程与发明

Acque, muraglie, ponti, torri e libri: opere che hanno cambiato un paese intero e, in qualche caso, il mondo. Alcune funzionano ancora oggi, dopo più di duemila anni.

  1. Opera 31

    Il sistema d'irrigazione di Dujiangyan

    都江堰 Dūjiāngyàn

    Chi
    Li Bing 李冰, governatore di Shu, e suo figlio
    Quando
    Circa 256 a.C. · stato di Qin
    Materia
    Argini, canali e un varco tagliato nella roccia sul fiume Min
    Dove
    Dujiangyan (Sichuan) · Patrimonio UNESCO dal 2000, con il monte Qingcheng La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Li Bing non costruì una diga: divise il fiume. Un argine a forma di bocca di pesce separa le acque in due rami; uno sfioratore rimanda nel letto del fiume l'acqua in eccesso e la sabbia; un varco tagliato nella montagna, la «bocca della bottiglia», porta l'acqua alla pianura di Chengdu. Funziona da più di duemiladuecento anni e ha fatto del Sichuan il «paese dell'abbondanza».

    Guarda da vicino

    La «bocca di pesce»: d'inverno manda più acqua nel ramo interno, per irrigare; con le piene di primavera ne manda di più in quello esterno. Senza nessuna paratia.

    La parola 天府之国 tiānfǔ zhī guó «il paese del granaio del cielo», cioè dell'abbondanza: così si chiama il Sichuan.

  2. Opera 32

    La Grande Muraglia

    长城 Chángchéng

    Chi
    Stati e dinastie diverse, per più di duemila anni
    Quando
    Dal VII secolo a.C. al XVII secolo; i tratti più famosi sono Ming
    Materia
    Terra battuta, pietra e mattoni · 21.196 km in tutto
    Dove
    Dal Liaoning allo Xinjiang; i tratti più visitati vicino a Pechino · Patrimonio UNESCO dal 1987 La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Non un muro, ma molte muraglie, costruite e ricostruite per più di duemila anni da stati e dinastie diverse per difendere il nord. Il rilevamento ufficiale concluso nel 2012 ha contato in tutto 21.196 chilometri: più di metà della circonferenza della Terra. I tratti in mattoni con le torri di guardia, quelli delle cartoline, sono della dinastia Ming (1368–1644).

    Guarda da vicino

    Le torri di segnalazione: di giorno con il fumo, di notte con il fuoco, un allarme correva da una torre all'altra molto più veloce di un cavallo.

    Si dice«La Grande Muraglia si vede dallo spazio.»

    In realtàNon a occhio nudo: è lunghissima ma stretta, e ha il colore del terreno. Nel 2003 lo ha confermato anche Yang Liwei, il primo astronauta cinese.

    La parola 不到长城非好汉 bú dào Chángchéng fēi hǎohàn «chi non arriva alla Grande Muraglia non è un vero eroe»: un verso di una poesia del 1935, diventato proverbio.

  3. Opera 33

    Il Grande Canale

    大运河 Dà Yùnhé

    Chi
    Le dinastie Sui, Tang, Yuan, Ming e Qing
    Quando
    Dal V secolo a.C.; unificato nel VII secolo, sotto i Sui
    Materia
    Canali, chiuse, argini e porti
    Dove
    Da Pechino a Hangzhou, e verso Luoyang e Ningbo · Patrimonio UNESCO dal 2014 La scheda del Patrimonio mondiale (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    La più lunga via d'acqua costruita dall'uomo: quasi 1.800 chilometri soltanto fra Pechino e Hangzhou. Per più di mille anni portò il riso del sud, ricco e piovoso, alla capitale del nord; con il riso viaggiavano soldati, funzionari, mercanti, poeti e idee. Fu la spina dorsale dell'unità della Cina.

    Guarda da vicino

    Le chiuse: sul Grande Canale, nel 984, entrò in funzione la prima chiusa a due porte di cui si abbia notizia, che permetteva alle barche di salire e scendere di livello.

    La parola 南来北往 nán lái běi wǎng «chi viene dal sud, chi va al nord»: il viavai continuo.

    Un filo con l'Italia Le porte delle chiuse dei Navigli di Milano, disegnate da Leonardo, arrivarono cinque secoli dopo.

  4. Opera 34

    Il ponte di Zhaozhou

    赵州桥 Zhàozhōu qiáo

    Chi
    Li Chun 李春, mastro costruttore
    Quando
    595–605 · dinastia Sui
    Materia
    Pietra calcarea · una sola arcata di 37 metri
    Dove
    Contea di Zhao (Hebei) · Pietra miliare dell'ingegneria civile per l'ASCE La scheda dell'ASCE (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    Il più antico ponte ancora in piedi in Cina, e il più antico al mondo con un arco «a spalle aperte»: sopra l'arcata principale, quattro piccoli archi alleggeriscono il peso e lasciano passare l'acqua delle piene. Così un solo arco di 37 metri resta sottile e basso, comodo per i carri. Resiste da quattordici secoli a piene, guerre e terremoti.

    Guarda da vicino

    I quattro archetti sulle spalle del ponte: sono l'invenzione che lo rende leggero.

    La parola 过河拆桥 guò hé chāi qiáo «passato il fiume, smontare il ponte»: si dice di un ingrato.

    Un filo con l'Italia Il Ponte Vecchio di Firenze, ad archi ribassati, è del 1345: più di sette secoli dopo.

  5. Opera 35

    La pagoda di legno di Yingxian

    应县木塔 Yìngxiàn mùtǎ

    Chi
    Costruttori della dinastia Liao
    Quando
    1056 · dinastia Liao
    Materia
    Legno, a pianta ottagonale · alta 67,31 metri
    Dove
    Contea di Ying (Shanxi) · nella Lista propositiva UNESCO La scheda UNESCO (si apre in una nuova scheda)

    Perché è un capolavoro

    La più antica e la più alta pagoda interamente in legno del mondo: cinque piani visibili e quattro nascosti fra l'uno e l'altro, tenuti insieme da incastri e da 54 tipi diversi di mensole. Ha resistito quasi mille anni ai terremoti, e ogni piano custodisce le sue statue del Buddha.

    Guarda da vicino

    La leggera torsione: dopo quasi mille anni la torre si è un po' piegata, e gli ingegneri studiano da decenni come salvarla senza smontarla.

    La parola 塔 tǎ «pagoda, torre»: è lo stesso carattere della Torre di Pisa, 比萨斜塔 Bǐsà xiétǎ.

    Un filo con l'Italia Sette anni dopo, nel 1063, a Pisa si cominciava il Duomo; il campanile arrivò nel 1173.

  6. Opera 36

    Il Sutra del Diamante

    金刚经 Jīngāng jīng

    Chi
    Fatto stampare da Wang Jie 王玠
    Quando
    868 · dinastia Tang
    Materia
    Stampa xilografica su carta · alto 27,6 cm, lungo quasi 5 metri

    Perché è un capolavoro

    Il più antico libro stampato completo che porti una data. In fondo al rotolo si legge che un uomo di nome Wang Jie lo fece fare il quindicesimo giorno del quarto mese dell'anno 868, per i suoi due genitori, da distribuire gratuitamente. La stampa con matrici di legno era già un'arte matura: l'illustrazione iniziale, con il Buddha che predica, è finissima. Viene dalla grotta-biblioteca di Mogao, l'opera n. 22, e arrivò a Londra con la spedizione di Aurel Stein nel 1907.

    Guarda da vicino

    La dedica finale di Wang Jie, con la data: è la prima di questo tipo nella storia della stampa.

    La parola 印刷术 yìnshuāshù «la stampa», una delle quattro grandi invenzioni cinesi con la carta, la polvere da sparo e la bussola.

    Un filo con l'Italia Quasi sei secoli prima della Bibbia di Gutenberg.

Tremila anni in una riga

Le trentasei opere in ordine di tempo, dalla più antica alla più recente. Per i cantieri durati secoli conta l'inizio.

  1. XIII–XI sec. a.C.Il grande tripode di Houmu Wu后母戊鼎
  2. circa 1100 a.C.Il grande uomo in piedi di Sanxingdui三星堆青铜大立人像
  3. dal VII sec. a.C.La Grande Muraglia长城
  4. dal V sec. a.C.Il Grande Canale大运河
  5. V sec. a.C.La spada di Goujian, re di Yue越王勾践剑
  6. circa 256 a.C.Il sistema d'irrigazione di Dujiangyan都江堰
  7. prima del 210 a.C.L'esercito di terracotta del Primo imperatore兵马俑
  8. II sec. a.C.La veste di garza senza fodera素纱襌衣
  9. II sec. a.C.La veste di giada cucita d'oro di Liu Sheng金缕玉衣
  10. II sec.Il cavallo al galoppo铜奔马
  11. 353Prefazione alle poesie del Padiglione delle orchidee兰亭序
  12. IV sec.Una nevicata rapida, poi il sereno快雪时晴帖
  13. dal 366Le grotte di Mogao莫高窟
  14. fine IV sec.Lettera a Boyuan伯远帖
  15. V–VII sec.Gli ammonimenti dell'istitutrice alle dame di corte女史箴图
  16. 595–605Il ponte di Zhaozhou赵州桥
  17. 675Il Buddha Vairocana delle grotte di Longmen龙门石窟卢舍那大佛
  18. 713–803Il Grande Buddha di Leshan乐山大佛
  19. circa 750Bianco che illumina la notte照夜白图
  20. 758Bozza dell'elogio funebre per il nipote祭侄文稿
  21. 777Autobiografia自叙帖
  22. 857La Sala orientale del tempio Foguang佛光寺东大殿
  23. 868Il Sutra del Diamante金刚经
  24. inizio XI sec.Viaggiatori fra monti e ruscelli溪山行旅图
  25. dall'XI sec.I giardini classici di Suzhou苏州古典园林
  26. dall'XI sec.I villaggi di Xidi e Hongcun西递宏村
  27. 1056La pagoda di legno di Yingxian应县木塔
  28. 1082Poesie della festa del Cibo freddo寒食帖
  29. fine XI sec.Vaschetta per narcisi color cielo, senza crettature汝窑天青无纹水仙盆
  30. inizio XII sec.Lungo il fiume durante la festa di Qingming清明上河图
  31. 1113Mille li di fiumi e montagne千里江山图
  32. dal XII sec.Le case-fortezza di terra del Fujian福建土楼
  33. 1347–1350Dimora fra i monti Fuchun富春山居图
  34. 1351I vasi David大维德瓶
  35. 1406–1420La Città proibita故宫
  36. 1420Il Tempio del Cielo天坛

Dove vederli

21 opere sono nei musei, le altre 15 si visitano sul posto. Pitture e calligrafie su seta e carta sono fragili: i musei le espongono a rotazione, per poche settimane. Prima di partire, controlla sulla pagina del museo se l'opera è in sala.

Nei musei

Mettiti alla prova sei domande

  1. Quanti anni aveva Wang Ximeng quando dipinse «Mille li di fiumi e montagne»?

    Mostra la risposta

    Diciotto. Lo dice l'iscrizione del ministro Cai Jing, del 1113. È l'unica opera che ci resta di lui.

  2. Qual è il più antico libro stampato completo che porti una data?

    Mostra la risposta

    Il Sutra del Diamante. Il Sutra del Diamante, oggi alla British Library, porta la data dell'anno 868: quasi sei secoli prima di Gutenberg.

  3. Che cosa trovarono nel 1937 Liang Sicheng e Lin Huiyin, in un tempio di montagna dello Shanxi?

    Mostra la risposta

    Un edificio in legno dell'epoca Tang. La Sala orientale del tempio Foguang, dell'857: la prova che in Cina restavano ancora edifici in legno dell'epoca Tang.

  4. Perché il ponte di Zhaozhou è così leggero?

    Mostra la risposta

    Ha quattro piccoli archi sopra l'arcata principale. Gli archetti «a spalle aperte» alleggeriscono il peso e lasciano passare l'acqua delle piene. È il più antico ponte di questo tipo al mondo.

  5. Quanto pesa la veste di seta di Mawangdui, lunga quasi un metro e trenta?

    Mostra la risposta

    49 grammi. 49 grammi, meno di un uovo: è fatta di una garza di seta finissima, senza fodera.

  6. La Grande Muraglia si vede dallo spazio a occhio nudo?

    Mostra la risposta

    No: è lunga ma stretta, e del colore del terreno. Nel 2003 anche Yang Liwei, il primo astronauta cinese, ha detto di non averla vista.

Testi a cura di Simon Luo Wei. Fonti: le schede ufficiali dei musei e del Patrimonio mondiale UNESCO collegate a ogni opera; per il ponte di Zhaozhou, l'American Society of Civil Engineers. Dati controllati a ottobre 2026.

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