Scienze cognitive e storia delle religioni · Capitolo 4 di 4
人 rén Il bene, il dolore, il senso
L'uomo, il bene, il dolore, il senso
Che cos'è un essere umano, come deve vivere, perché soffre, e a che cosa serve la sua vita?
Quasi tutte le tradizioni conoscono una regola d'oro, ma la fondano in modi diversi; quasi tutte guardano in faccia il dolore, ma pochissime lo spiegano allo stesso modo. Questo capitolo confronta quattro domande, la natura umana, il bene, il dolore e il senso, attraverso i testi, i ragionamenti e le emozioni di dodici tradizioni.
In breve
- Sulla natura umana le linee di frattura non seguono le famiglie religiose: Mencio è più vicino alla fiṭra islamica che a Xunzi.
- La regola d'oro si trova da Hillel a Confucio, dal Mahābhārata al Vangelo; cambiano il fondamento e la forma: la legge, la virtù, la disciplina della mente.
- Il dolore genera tre grandi famiglie di risposte, la teodicea, il karma, la trasformazione; e in ognuna c'è chi rifiuta di consolare.
- Il senso si colloca nell'aldilà, in questo mondo trasfigurato, o nell'uscita dal ciclo delle rinascite; ogni tradizione conosce tutte e tre le tentazioni.
- Le religioni non sono tutte uguali né incomparabili: si somigliano come i membri di una famiglia, ciascuno con i suoi tratti.
未知生,焉知死? Se non conosci ancora la vita, come potresti conoscere la morte?
Quanto è certo ciò che leggiOgni passo porta il suo grado. Tocca un grado per trovarlo nel testo.
Che cos'è un essere umano
Fatto: Mencio, nel IV secolo a.C., propone un esperimento mentale: chiunque vedesse un bambino sul punto di cadere in un pozzo proverebbe spavento e compassione, non per guadagnarsi l'amicizia dei genitori né la lode dei vicini. Quel moto, 恻隐之心, è il germoglio dell'umanità: la natura umana è buona, come l'acqua tende a scendere.nota 2
Fatto: Un secolo dopo Xunzi risponde con una frase che fa ancora scandalo: «la natura umana è cattiva; il bene è opera dell'artificio», 人之性恶,其善者伪也. Il bene si costruisce con l'educazione, i riti e la musica, come il legno storto si raddrizza con la pressa.nota 3
Consenso: Le neuroscienze del sé mostrano che ciò che chiamiamo «io» è il prodotto di molti processi, la memoria, la rappresentazione del corpo, il pensiero su di sé, che coinvolgono reti come quella di default.nota 4 Il dato è compatibile con il non-sé buddhista come con un sé costruito; non decide fra le due letture, come mostra il dibattito fra Wright e Thompson raccontato nel capitolo precedente.nota 5
Le parole del bene
Fatto: Il rabbino Hillel, nel I secolo a.C., a un pagano che gli chiedeva di insegnargli tutta la Torah stando su un piede solo: «ciò che è odioso per te, non farlo al tuo prossimo: questa è tutta la Torah; il resto è commento. Va' e studia».nota 6 Gesù: «tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro».nota 7 Confucio: «ciò che non vuoi per te, non farlo agli altri». Il Mahābhārata: non si faccia agli altri ciò che è sgradito a se stessi; questo, in breve, è il dharma.nota 8 E un hadith: nessuno crede davvero finché non desidera per il fratello ciò che desidera per sé.nota 9
Ipotesi: La regola è quasi universale; il fondamento no. Per Hillel è la sintesi di una legge rivelata; per Confucio la misura della reciprocità, 恕, fra persone legate da relazioni; per il Mahābhārata la quintessenza di un ordine cosmico. E la forma con cui il bene si insegna cambia: la legge e il suo commento, la parabola, l'aforisma, il sutra, la poesia cantata dei sikh, il proverbio.
Ragionare sul male
Fatto: La parola «teodicea», la giustificazione di Dio davanti al male, è stata inventata da Leibniz nel 1710.nota 10 Il terremoto di Lisbona del 1755 la mise in crisi: Voltaire scrisse un poema contro chi diceva che tutto è bene. Ma la domanda è molto più antica, e il libro di Giobbe la pone già senza risolverla.
Consenso: Max Weber chiamò la dottrina indiana del karma la teodicea più coerente mai prodotta dalla storia: ogni sofferenza è la conseguenza di azioni passate, in questa vita o in un'altra, e il mondo è giusto sul lungo periodo.nota 11 Il prezzo di questa coerenza, notavano già i riformatori indiani, è il rischio di giustificare l'ingiustizia sociale.
Ipotesi: Le risposte al dolore si possono raccogliere in tre famiglie. La teodicea, che cerca di conciliare il dolore con un Dio buono; il karma, che lo spiega con una causalità morale; la trasformazione, che non spiega ma cambia chi soffre, come nel buddhismo o nello Zhuangzi. Ogni famiglia ha i suoi ribelli: Giobbe contro i suoi amici, i mistici contro i teologi, Zhuangzi che canta al funerale della moglie.
Il dolore e la compassione
Fatto: Ogni tradizione ha una parola per la risposta al dolore altrui: la compassione, karuṇā, dei buddhisti; la misericordia, raḥma, con cui si apre ogni sura del Corano; l'agape cristiana; il «cuore che soffre per gli altri» di Mencio; la cura per ogni essere vivente dei giainisti.
Consenso: Le neuroscienze distinguono due risposte: l'empatia che fa soffrire con l'altro, e che può portare all'esaurimento, e la compassione, che vuole il bene dell'altro e attiva circuiti legati alla ricompensa e all'affetto positivo. Allenare la compassione, in uno studio del 2014, cambiava le risposte del cervello alla sofferenza altrui in modo diverso dall'allenare l'empatia.nota 12
Il senso, e la morte
Fatto: Quando gli morì la moglie, racconta il libro che porta il suo nome, Zhuangzi fu trovato seduto a gambe larghe, a cantare battendo su un catino. All'amico che lo rimproverava rispose che aveva pianto, all'inizio; poi aveva capito che la vita e la morte sono trasformazioni del soffio, come il succedersi delle stagioni.nota 13
Fatto: La filosofia occidentale contemporanea ha studiato la morte con gli strumenti dell'analisi, chiedendosi perché sia un male per chi muore e se l'immortalità sarebbe desiderabile;nota 14 la storia ha mostrato quanto il modo di morire e di piangere i morti sia cambiato in pochi secoli, in Europa.nota 15
Ipotesi: Le tradizioni collocano il senso in tre luoghi diversi: in un altro mondo, in questo mondo trasfigurato, o nell'uscita dal ciclo delle rinascite. Ma la frase di Confucio in epigrafe ricorda che il senso, in molte di esse, si gioca prima della morte.
Dodici tradizioni a confronto
Quattro temi, dodici tradizioni: la posizione prevalente, le differenze interne, un testo. Scegli il tema, o una sola famiglia.
La natura umana
Che cos'è un essere umano: un'anima immortale, un sé da scoprire, un flusso senza sé? È buono, ferito, o da educare?
Le tradizioni abramitiche
Ebraismo Yahadut
L'uomo è creato a immagine di Dio, ed è libero: in lui convivono l'inclinazione al bene e quella al male, yetzer tov e yetzer ha-ra. Non c'è un peccato originale che corrompa la natura.
Dentro la tradizione La Qabbalah affida all'uomo il compito di «riparare il mondo», tiqqun; il pensiero moderno ne fa una responsabilità etica e sociale.
«Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò.»
Genesi 1, 27 Bibbia ebraica
Cristianesimo Christianismós
Immagine di Dio, ferita dal peccato originale, salvata dalla grazia. Il cuore umano desidera Dio.
Dentro la tradizione Agostino e Lutero insistono sulla corruzione della natura; la tradizione ortodossa sulla divinizzazione, theosis; il cattolicesimo moderno sulla dignità della persona.
«Ci hai fatti per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.»
Agostino, Confessioni, I, 1 Agostino, Confessioni
Islam al-Islām
Ogni essere umano nasce con una natura originaria buona, la fiṭra, orientata verso Dio. L'uomo è debole e smemorato, ma non corrotto, ed è vicario di Dio sulla terra.
Dentro la tradizione I teologi discutono quanto l'uomo sia libero davanti alla volontà divina; i sufi descrivono un sé da purificare per gradi, da quello che spinge al male a quello pacificato.
«Rivolgi il tuo volto alla religione, da puro credente: è la natura originaria secondo cui Dio ha creato gli uomini.»
Corano 30, 30 Corano
Fede bahá'í Bahā'
L'essere umano ha un'anima razionale che non muore; la sua natura ha un lato animale e uno spirituale, e l'educazione ne fa emergere le potenzialità, come gemme da una miniera.
Dentro la tradizione L'immagine della miniera è di Bahá'u'lláh; le interpretazioni divergono più sull'educazione e sulla società che sulla dottrina dell'anima.
Fonte: Bahá'u'lláh, Spigolature Bahá'u'lláh, Spigolature
Le tradizioni nate in India
Induismo sanātana dharma
Il sé profondo, ātman, è eterno e rinasce in molti corpi secondo il karma. Ogni persona ha doveri diversi secondo l'età della vita e la condizione sociale.
Dentro la tradizione La riflessione moderna, da Gandhi ad Ambedkar, ha criticato le gerarchie di casta giustificate in nome del dharma; le scuole divergono sul rapporto fra il sé e il divino.
«Come un uomo lascia gli abiti logori e ne prende di nuovi, così il sé incarnato lascia i corpi logori e ne prende di nuovi.»
Bhagavadgītā 2, 22 Bhagavadgītā
Buddhismo Buddhadharma
Non c'è un sé permanente, anattā: la persona è un flusso di processi fisici e mentali. La radice della sofferenza è la brama; ma ogni essere può risvegliarsi.
Dentro la tradizione Il Mahāyāna parla di una «natura di buddha» presente in tutti; e il dibattito moderno, fra Robert Wright ed Evan Thompson, riguarda proprio se la scienza confermi il non-sé.
«Le cose sono precedute dalla mente, guidate dalla mente, fatte di mente.»
Dhammapada 1 Dhammapada
Giainismo Jaina dharma
Ogni essere vivente, perfino una pianta o una goccia d'acqua, ha un'anima, jīva, pura per natura, ma appesantita dal karma, che vi si attacca come polvere.
Dentro la tradizione Le due correnti condividono la dottrina dell'anima; divergono sulle pratiche ascetiche e sul percorso delle donne verso la liberazione.
«Le anime si sostengono a vicenda.»
Tattvārthasūtra 5, 21 Tattvārthasūtra 5.21
Sikhismo Sikhī
L'anima è una scintilla della luce divina, separata da Dio dall'ego, haumai, che si crede indipendente. Tutti gli esseri umani sono uguali, senza distinzione di casta o di genere.
Dentro la tradizione L'uguaglianza è un principio fondante, espresso dalla cucina comune, langar, aperta a tutti; nelle comunità si discute ancora dei residui della casta.
Le tradizioni dell'Asia orientale
Confucianesimo 儒家 rújiā
La natura umana è buona, dice Mencio: chiunque veda un bambino sul punto di cadere in un pozzo prova spavento e compassione. È cattiva, risponde Xunzi: il bene è opera dell'educazione e dei riti.
Dentro la tradizione La disputa fra Mencio e Xunzi attraversa tutta la storia cinese; i neoconfuciani scelgono Mencio, ma distinguono la natura originaria dalle disposizioni del soffio.
«Chi non ha un cuore che soffre per gli altri non è umano.»
Mengzi, «Gongsun Chou shang» Mengzi
Taoismo 道教 dàojiào
L'uomo nasce semplice, come un bambino o il legno non intagliato, 朴; la civiltà, i desideri e le distinzioni lo allontanano dal Dao. Il corpo è un piccolo cosmo da coltivare.
Dentro la tradizione Il taoismo filosofico invita a tornare alla semplicità; quello religioso cerca la lunga vita e l'immortalità con la dieta, il respiro e l'alchimia.
Fonte: Laozi
Shintō 神道 shintō
L'essere umano è fondamentalmente buono, figlio dei kami. Il male è impurità, kegare, che si toglie con la purificazione, harae; la virtù principale è la sincerità del cuore, makoto.
Dentro la tradizione Non c'è una dottrina comune dell'anima; gli accenti cambiano fra i santuari, le famiglie e le nuove religioni.
Religione popolare cinese 民间信仰 mínjiān xìnyǎng
Ogni persona ha più anime: quelle leggere, 魂, salgono, quelle pesanti, 魄, restano con il corpo. Dopo la morte si diventa antenati, se la famiglia continua a onorarli, o spiriti affamati, se nessuno li ricorda.
Dentro la tradizione Le credenze sull'anima variano molto per regione; molti le praticano senza professarle, come parte della pietà filiale, 孝.
Fonte: Yang 1961
Tra le tradizioni. Le tradizioni abramitiche, l'induismo, il giainismo e il sikhismo parlano di un'anima o di un sé che dura; il buddhismo lo nega; le tradizioni cinesi pensano più spesso a una persona fatta di relazioni e di soffio. Sulla bontà della natura umana il confine non segue le famiglie: Mencio e la fiṭra islamica sono più vicini fra loro che a Xunzi o ad Agostino.
Dentro le tradizioni. Il dibattito più acceso è spesso interno: Mencio contro Xunzi, Agostino contro Pelagio, la natura di buddha contro il non-sé, le caste contro l'uguaglianza delle anime.
Il bene
Come si deve vivere? Con una legge, con delle virtù, con un'intenzione? E perché?
Le tradizioni abramitiche
Ebraismo Yahadut
La Torah contiene 613 precetti, e la legge, halakhah, regola la vita quotidiana. Al centro: la giustizia, la misericordia, l'amore per il prossimo e per lo straniero.
Dentro la tradizione Ortodossi, conservativi e riformati divergono su quanto la legge sia vincolante e su come possa cambiare.
«Ciò che è odioso per te, non farlo al tuo prossimo: questa è tutta la Torah; il resto è commento. Va' e studia.»
Hillel, Talmud, Shabbat 31a Talmud, Shabbat 31a
Cristianesimo Christianismós
Amare Dio e il prossimo come se stessi, amare perfino il nemico. La morale si fonda sull'imitazione di Cristo e, per molte chiese, anche su una legge naturale accessibile alla ragione.
Dentro la tradizione Le chiese divergono sulla sessualità, sulla famiglia, sulla bioetica e sul rapporto fra fede e politica.
«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.»
Matteo 7, 12 Nuovo Testamento
Islam al-Islām
La legge, sharī'a, comprende il culto e la vita sociale; l'intenzione, niyya, dà valore all'azione. I cinque pilastri: la testimonianza di fede, la preghiera, l'elemosina, il digiuno, il pellegrinaggio.
Dentro la tradizione Quattro scuole giuridiche sunnite e la tradizione sciita interpretano la legge in modi diversi; il dibattito contemporaneo riguarda il metodo stesso dell'interpretazione.
«Nessuno di voi crede davvero, finché non desidera per il fratello ciò che desidera per se stesso.»
Hadith in al-Bukhārī e Muslim; al-Nawawī, n. 13 al-Bukhari, Sahih
Fede bahá'í Bahā'
L'unità del genere umano, l'uguaglianza fra uomo e donna, l'armonia fra scienza e religione, la fine dei pregiudizi, l'educazione per tutti.
Dentro la tradizione Le leggi personali, come la preghiera quotidiana e il digiuno, convivono con un forte impegno sociale; l'equilibrio fra i due è oggetto di discussione nelle comunità.
«La terra è un solo paese, e l'umanità i suoi cittadini.»
Bahá'u'lláh, Spigolature, CXVII Bahá'u'lláh, Spigolature
Le tradizioni nate in India
Induismo sanātana dharma
Il dharma: un ordine cosmico, sociale e personale insieme. La Bhagavadgītā insegna ad agire secondo il proprio dovere senza attaccarsi ai frutti dell'azione.
Dentro la tradizione Il dharma di casta è stato ripensato radicalmente in età moderna; la non violenza, ahiṃsā, è stata portata da Gandhi nella politica.
«Hai diritto all'azione, mai ai suoi frutti.»
Bhagavadgītā 2, 47 Bhagavadgītā
Buddhismo Buddhadharma
La via di mezzo e l'ottuplice sentiero: retta visione, intenzione, parola, azione, modo di vivere, sforzo, consapevolezza, concentrazione. Al centro la compassione e la non violenza.
Dentro la tradizione I monaci seguono centinaia di regole, i laici cinque precetti; il buddhismo «impegnato» del Novecento porta la compassione nella politica e nell'ecologia.
«Non fare alcun male, compiere il bene, purificare la propria mente: questo è l'insegnamento dei buddha.»
Dhammapada 183 Dhammapada
Giainismo Jaina dharma
La non violenza portata all'estremo: non nuocere a nessun essere vivente, nemmeno al più piccolo. E il pluralismo dei punti di vista, anekāntavāda: nessuna verità si coglie da un solo lato.
Dentro la tradizione I monaci osservano cinque grandi voti in forma assoluta, i laici in forma attenuata; le due correnti condividono l'etica.
Fonte: Tattvārthasūtra 5.21
Sikhismo Sikhī
Ricordare il Nome di Dio, lavorare onestamente, condividere con gli altri. Il servizio disinteressato, sevā, è una forma di preghiera.
Dentro la tradizione Il codice di condotta, il Rehat Maryada, regola la vita del Khalsa; la sua applicazione varia nelle comunità della diaspora.
Le tradizioni dell'Asia orientale
Confucianesimo 儒家 rújiā
Umanità, 仁, giustizia, 义, rito, 礼, saggezza, 智, affidabilità, 信: virtù coltivate nelle relazioni, a partire dalla famiglia.
Dentro la tradizione La pietà filiale è stata letta come fondamento dell'ordine sociale e criticata, nel Novecento, come strumento di autoritarismo.
«Ciò che non vuoi per te, non farlo agli altri.»
Lunyu 15.24 Lunyu
Taoismo 道教 dàojiào
Agire senza forzare, 无为; preferire la morbidezza alla durezza, la semplicità al lusso, la misura all'eccesso.
Dentro la tradizione Il taoismo religioso aggiunge registri dei meriti e delle colpe e codici morali per i fedeli.
«Governare un grande Stato è come cuocere un piccolo pesce.»
Daodejing 60 Laozi
Shintō 神道 shintō
Sincerità, gratitudine, armonia con la comunità e con la natura; evitare l'impurità e purificarsi. L'etica è una sensibilità più che un codice.
Dentro la tradizione Non c'è un testo normativo comune: l'etica passa attraverso i riti, le feste e le famiglie.
Religione popolare cinese 民间信仰 mínjiān xìnyǎng
La reciprocità, 报: il bene e il male ricevono la loro risposta, in questa vita o in un'altra. I libri morali popolari contano i meriti e le colpe.
Dentro la tradizione Si mescolano il karma buddhista, i registri taoisti e la pietà filiale confuciana; le pratiche cambiano con le generazioni.
«La fortuna e la sventura non hanno porta: è l'uomo stesso che le chiama.»
Taishang ganying pian Taishang ganying pian
Tra le tradizioni. Una regola si ritrova, con parole diverse, quasi ovunque: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Cambia il fondamento: il comando di Dio, l'ordine del cosmo, la natura umana, la reciprocità. E cambia la forma: la legge nelle tradizioni abramitiche, la virtù in quelle cinesi, la disciplina della mente in quelle indiane.
Dentro le tradizioni. Le controversie etiche più vive del nostro tempo, sulla famiglia, sul corpo, sulla violenza, sull'ambiente, attraversano ogni tradizione e la dividono al suo interno, spesso più di quanto la separino dalle altre.
Il dolore
Perché si soffre? Il dolore ha un senso, una causa, un rimedio?
Le tradizioni abramitiche
Ebraismo Yahadut
Il libro di Giobbe rifiuta la risposta facile, il dolore come punizione: Dio risponde dalla tempesta mostrando un mondo più grande di ogni giustificazione umana. Dopo la Shoah la domanda è tornata radicale.
Dentro la tradizione Dalle teologie dell'«eclissi di Dio» a quelle che rinunciano all'onnipotenza divina, fino a chi trova nella fedeltà al patto la sola risposta possibile.
«Dov'eri tu, quando io ponevo le fondamenta della terra?»
Giobbe 38, 4 Bibbia ebraica
Cristianesimo Christianismós
Dio non spiega il dolore: lo attraversa, sulla croce. La sofferenza può essere unita a quella di Cristo, e il male non ha l'ultima parola.
Dentro la tradizione Dalla teodicea di Leibniz, che coniò la parola nel 1710, alle sue critiche, da Voltaire dopo il terremoto di Lisbona a Dostoevskij.
Fonte: Leibniz, Teodicea
Islam al-Islām
Il dolore è anche una prova, e la pazienza, ṣabr, una virtù. Dio è il Misericordioso, e ciò che accade ha un senso nella sua sapienza, anche quando non lo vediamo.
Dentro la tradizione I mu'taziliti sostenevano che Dio agisce secondo una giustizia comprensibile alla ragione; gli ash'ariti che è giusto tutto ciò che Dio fa.
«Vi metteremo certamente alla prova con un po' di paura e di fame, con perdite di beni, di vite e di frutti. Ma annuncia la buona novella ai pazienti.»
Corano 2, 155 Corano
Fede bahá'í Bahā'
Le prove fanno crescere l'anima; il male non ha esistenza propria, è assenza di bene, come il buio è assenza di luce.
Dentro la tradizione La comunità bahá'í ha conosciuto persecuzioni, soprattutto in Iran, e la sofferenza è letta anche come testimonianza di fedeltà.
Le tradizioni nate in India
Induismo sanātana dharma
Il dolore è frutto del karma, cioè delle azioni passate, in questa vita o in altre: una spiegazione morale che rende il mondo giusto sul lungo periodo. La liberazione spezza il ciclo.
Dentro la tradizione La devozione, bhakti, insegna che la grazia di Dio può spezzare il peso del karma; i riformatori moderni rifiutano di usare il karma per giustificare l'ingiustizia sociale.
Buddhismo Buddhadharma
La prima nobile verità è la sofferenza, dukkha: nascita, vecchiaia, malattia, morte, separazione da ciò che si ama. La seconda è la sua origine, la brama; la terza, la sua cessazione; la quarta, la via che vi conduce.
Dentro la tradizione Le scuole differiscono nei metodi, dalla meditazione alla devozione, alla recitazione del nome di Amitābha, non nella diagnosi.
Giainismo Jaina dharma
La sofferenza nasce dal karma, che per i giainisti è materia sottile che si attacca all'anima. La si brucia con l'ascesi e con il digiuno, e la si evita non nuocendo.
Dentro la tradizione Monaci e laici differiscono nell'intensità dell'ascesi, non nella dottrina.
Sikhismo Sikhī
Dolore e gioia vengono dal comando di Dio, hukam: accettarlo senza ribellione è la via. La sofferenza più profonda è la separazione da Dio causata dall'ego.
Dentro la tradizione La memoria dei guru martiri, Arjan e Tegh Bahadur, lega la sofferenza alla difesa della libertà religiosa.
Le tradizioni dell'Asia orientale
Confucianesimo 儒家 rújiā
Il dolore può formare la persona: chi deve ricevere un grande compito viene prima messo alla prova. Il destino, 命, delimita ciò che non dipende da noi; la virtù è ciò che dipende da noi.
Dentro la tradizione La pazienza davanti al destino convive, in Mencio e in Xunzi, con un forte invito ad agire sulle cause umane del dolore.
«Quando il Cielo sta per affidare un grande incarico a un uomo, prima ne affligge la mente e la volontà, ne affatica le ossa e i muscoli.»
Mengzi, «Gaozi xia» Mengzi
Taoismo 道教 dàojiào
Vita e morte sono trasformazioni del soffio, come le stagioni. Quando gli morì la moglie, Zhuangzi cantava battendo su un catino: prima aveva pianto, poi aveva capito.
Dentro la tradizione Il taoismo religioso cerca invece di prolungare la vita e di vincere la morte, con l'alchimia e la disciplina.
Fonte: Zhuangzi, cap. 18 Zhuangzi
Shintō 神道 shintō
La sventura è legata all'impurità, compresa quella della morte: per questo in Giappone i funerali sono per lo più buddhisti.
Dentro la tradizione La divisione del lavoro fra shintō, per la vita e le feste, e buddhismo, per la morte e gli antenati, è un tratto storico della religiosità giapponese.
Religione popolare cinese 民间信仰 mínjiān xìnyǎng
La sventura ha cause che si possono cercare: antenati trascurati, spiriti, un errore di fengshui, colpe passate. Si risponde con offerte, riti e cambiamenti di condotta.
Dentro la tradizione Oggi molte pratiche convivono con la medicina e la scienza; per molti hanno un valore familiare e rituale più che esplicativo.
Fonte: Pew Research Center 2023
Tra le tradizioni. Le tradizioni abramitiche devono conciliare il dolore con un Dio buono e onnipotente: è il problema della teodicea. Quelle indiane lo spiegano con il karma, una causalità morale che attraversa le vite. Il buddhismo ne fa il punto di partenza di tutto. Le tradizioni cinesi lo leggono piuttosto come parte delle trasformazioni del mondo, da accettare o da correggere.
Dentro le tradizioni. Ovunque esiste una risposta consolatoria e una risposta che rifiuta di consolare: Giobbe accanto agli amici di Giobbe, Zhuangzi che canta accanto ai riti funebri confuciani.
Il senso
A che cosa serve vivere? Che cosa c'è dopo, se c'è qualcosa?
Le tradizioni abramitiche
Ebraismo Yahadut
Vivere il patto: santificare la vita quotidiana con i precetti, studiare, riparare il mondo. L'attesa messianica guarda a una redenzione dentro la storia.
Dentro la tradizione Sull'aldilà la tradizione è sobria e plurale: risurrezione dei morti, mondo a venire, o soprattutto la memoria e la discendenza.
Cristianesimo Christianismós
La comunione con Dio, cominciata ora e compiuta nella risurrezione; l'amore come senso della vita.
Dentro la tradizione Dalle immagini del giudizio e dell'inferno alla speranza che tutti siano salvati, l'apocatastasi, sostenuta da una minoranza di teologi antichi e moderni.
Islam al-Islām
Adorare Dio e vivere come suo vicario sulla terra; la vita è un passaggio verso il giudizio e il paradiso.
Dentro la tradizione La mistica sufi cerca già in questa vita l'«estinzione» in Dio, fanā', e la permanenza in lui, baqā'.
Fede bahá'í Bahā'
Conoscere e amare Dio, sviluppare le qualità spirituali dell'anima e contribuire a un mondo unito e in pace.
Dentro la tradizione L'aldilà è pensato come progresso dell'anima verso Dio, descritto più per analogie che per luoghi.
Le tradizioni nate in India
Induismo sanātana dharma
Quattro fini della vita: il dovere, dharma; la prosperità, artha; il piacere, kāma; e la liberazione, mokṣa, dal ciclo delle rinascite.
Dentro la tradizione La liberazione è unione con il Dio amato per le scuole devozionali, riconoscimento dell'identità con il brahman per l'Advaita.
Buddhismo Buddhadharma
Il nirvāṇa: lo spegnersi della brama e della sofferenza, la fine delle rinascite. Nel Mahāyāna il bodhisattva rinvia la propria liberazione finché tutti gli esseri non saranno liberati.
Dentro la tradizione La Terra Pura promette la rinascita in un paradiso dove il risveglio è facile; lo zen cerca il risveglio qui e ora.
Giainismo Jaina dharma
La liberazione: l'anima, libera da ogni karma, sale alla sommità dell'universo, in uno stato di conoscenza e beatitudine infinite.
Dentro la tradizione Per i Digambara solo un uomo, e solo come monaco nudo, può raggiungerla in questa era; gli Śvetāmbara ammettono anche le donne.
Sikhismo Sikhī
L'unione con Dio, raggiunta in questa vita, da laici, attraverso il ricordo del Nome, il lavoro onesto e il servizio.
Dentro la tradizione Il sikhismo rifiuta l'ascesi e il celibato: il senso si realizza nella famiglia e nella società.
Le tradizioni dell'Asia orientale
Confucianesimo 儒家 rújiā
Diventare pienamente umani, coltivando se stessi per mettere in ordine la famiglia, lo Stato e il mondo. Della morte Confucio parla poco.
Dentro la tradizione La continuità con gli antenati e la memoria nella storia valgono come forma di immortalità; i neoconfuciani parlano di un'unità di cielo e uomo, 天人合一.
«Se non sai ancora servire gli uomini, come potresti servire gli spiriti? Se non conosci ancora la vita, come potresti conoscere la morte?»
Lunyu 11.12 Lunyu
Taoismo 道教 dàojiào
Vivere in armonia con il Dao e «vagare liberi», 逍遥游; per il taoismo religioso, anche diventare immortali.
Dentro la tradizione Lo Zhuangzi ironizza sulla paura della morte; i testi alchemici ne fanno il nemico da vincere.
Shintō 神道 shintō
Vivere bene in questo mondo, con gratitudine, in armonia con la comunità, gli antenati e i kami.
Dentro la tradizione Sull'aldilà lo shintō dice poco; i defunti diventano antenati, venerati in casa e nei santuari.
Religione popolare cinese 民间信仰 mínjiān xìnyǎng
Il benessere della famiglia nelle tre forme della felicità, della prosperità e della lunga vita, 福禄寿, e la continuità delle generazioni.
Dentro la tradizione Accanto alla ricerca della fortuna, la pietà filiale e la memoria degli antenati danno alla vita una profondità che supera l'individuo.
Tra le tradizioni. Il senso ultimo si colloca in un altro mondo, in questo mondo trasfigurato, o nell'uscita dal ciclo delle rinascite. Le tradizioni abramitiche guardano a un compimento della storia; quelle indiane alla liberazione; quelle cinesi e giapponesi a una vita piena qui, nella famiglia e nel cosmo.
Dentro le tradizioni. In ogni tradizione c'è chi cerca il senso nell'aldilà e chi in questa vita: il mistico e il riformatore, l'asceta e il padre di famiglia, il monaco zen e il fedele della Terra Pura.
Che cosa insegna il confronto
Dibattito: Nel 1945 Aldous Huxley sostenne che al cuore di tutte le grandi religioni ci sia una stessa «filosofia perenne», un'esperienza mistica comune rivestita di linguaggi diversi.nota 16 Nel 1978 il filosofo Steven Katz rispose che non esiste esperienza pura: il mistico ebreo, buddhista o cristiano vive esperienze già formate dai concetti della propria tradizione.nota 17 La disputa fra perennialisti e costruttivisti è ancora aperta.
Consenso: Una via d'uscita la offre Wittgenstein: i giochi non hanno un'essenza comune, ma «somiglianze di famiglia», tratti che si sovrappongono e si incrociano, come la statura, il colore degli occhi, l'andatura nei membri di una famiglia.nota 18 Le religioni si somigliano così.
Dibattito: Karl Jaspers chiamò «età assiale» i secoli fra l'800 e il 200 a.C., in cui Confucio e Laozi, il Buddha e i giainisti, i profeti d'Israele e i filosofi greci avrebbero aperto, indipendentemente, la riflessione sulla trascendenza e sulla coscienza.nota 19 L'idea è affascinante e discussa: per molti storici le date e i paralleli sono troppo elastici.
Ipotesi: Un confronto dall'alto, dall'occhio di Dio, non è possibile. È possibile un confronto paziente, da molti ponti, che dice da dove guarda e lascia a ogni tradizione le sue parole. È ciò che queste pagine hanno provato a fare.
Mettiti alla prova 3 domande
Con quale immagine Mencio sostiene che la natura umana è buona?
Mostra la risposta
Un bambino sul punto di cadere in un pozzo. Chiunque proverebbe spavento e compassione: è il germoglio dell'umanità. Il legno storto è l'immagine di Xunzi.
Chi coniò la parola «teodicea»?
Mostra la risposta
Leibniz, nel 1710. Weber chiamò invece il karma «la teodicea più coerente» mai prodotta.
Che cosa propone Wittgenstein per pensare la somiglianza fra cose diverse, come le religioni?
Mostra la risposta
Le «somiglianze di famiglia». Tratti che si sovrappongono e si incrociano, senza un elemento comune a tutte.
Domande: 0 su 3 · Risposte giuste: 0
Per andare a fondo
- Libro
Max Weber, Sociologia della religione, Edizioni di Comunità, 2002. Il confronto fra le etiche religiose del mondo, ancora oggi un punto di partenza.
- Libro
Shelly Kagan, Death, Yale University Press, 2012. Le lezioni di Yale sulla morte, con gli strumenti della filosofia analitica.
- Libro
Philippe Ariès, L'uomo e la morte dal Medioevo a oggi, Laterza, 1980. Mille anni di atteggiamenti europei davanti alla morte.
Note
- Lunyu.
- Mengzi. «Gongsun Chou shang» 公孙丑上 e «Gaozi shang» 告子上.
- Xunzi, cap. 23.
- Buckner, Andrews-Hanna e Schacter 2008.
- Thompson 2020. E Wright 2017.
- Talmud, Shabbat 31a.
- Nuovo Testamento. Matteo 7, 12.
- Mahābhārata 13.114. Il Lunyu è citato da 15.24.
- al-Bukhari, Sahih.
- Leibniz, Teodicea.
- Weber 1921.
- Klimecki et al. 2014.
- Zhuangzi. Capitolo 18, «Zhile» 至乐.
- Kagan 2012.
- Ariès 1977.
- Huxley 1945.
- Katz 1978.
- Wittgenstein 1953. §§ 66–67.
- Jaspers 1949.
Bibliografia di questo capitolo 32 opere e fonti citate
Ogni affermazione rimanda, con un numero, alla sua nota; ogni nota porta qui. Gli studi sono citati dalla pubblicazione originale; le prepubblicazioni non ancora sottoposte a revisione sono indicate come tali. Le traduzioni dall'inglese e dal cinese sono di Simon Luo Wei. Dati e collegamenti controllati a ottobre 2026. La bibliografia completa della sezione è nella pagina introduttiva.
Testi classici e documenti storici
- 'Abdu'l-Bahá, Le lezioni di San Giovanni d'Acri 'Abdu'l-Bahá. Mufávaḍát (Some Answered Questions), cap. 47, raccolte da Laura Clifford Barney, 1908.
- Agostino, Confessioni Agostino d'Ippona. Confessiones, I, 1, 1 e XI, 14, 17, 397–400. Ed. Lucas Verheijen, CCSL 27, Turnhout, Brepols, 1981. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- al-Bukhari, Sahih Muḥammad al-Bukhārī. al-Jāmi' al-ṣaḥīḥ, hadith 1 («Le azioni valgono per le intenzioni») e 13; anche nei Quaranta hadith di al-Nawawī, nn. 1 e 13, IX secolo. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Bahá'u'lláh, Spigolature Bahá'u'lláh. Gleanings from the Writings of Bahá'u'lláh (Spigolature dagli scritti di Bahá'u'lláh), CXVII, trad. Shoghi Effendi, 1935.
- Bhagavadgītā Bhagavadgītā 2, 22 e 2, 47, nel Mahābhārata, libro VI. Trad. it. a cura di Anne-Marie Esnoul, Milano, Adelphi, 1976. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Bibbia ebraica Torah, Nevi'im, Ketuvim, testo masoretico: Genesi 1, 1 e 1, 27; Esodo 3, 14; Deuteronomio 6, 4; Isaia 29, 13; Giobbe 38; Qohelet 1, 2. Ed. Biblia Hebraica Stuttgartensia, Stoccarda, Deutsche Bibelgesellschaft, 1977. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Corano al-Qur'ān, sure 1, 2 (vv. 117, 155, 256), 30 (v. 30), 50 (v. 16), 112. Edizione standard del Cairo, 1924. Trad. it. di Alberto Ventura e altri, Il Corano, Milano, Mondadori, 2010. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Dhammapada Dhammapada, versi 1–2 e 183, canone pāli, Khuddaka Nikāya. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Laozi Laozi 老子 (Daodejing 道德经), testo di Wang Bi 王弼. Lou Yulie 楼宇烈 (a cura di), Wang Bi ji jiaoshi 王弼集校释, Pechino, Zhonghua shuju, 1980. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Leibniz, Teodicea Leibniz, Gottfried Wilhelm. Essais de Théodicée sur la bonté de Dieu, la liberté de l'homme et l'origine du mal, Amsterdam, 1710, §§ 405–417.
- Lunyu Lunyu 论语 [I dialoghi di Confucio], in particolare 7.21, 11.12 e 15.24. Ed. Yang Bojun 杨伯峻, Lunyu yizhu 论语译注, Pechino, Zhonghua shuju, 1980. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Mahābhārata 13.114 Mahābhārata, libro XIII (Anuśāsanaparvan), 114, 8, edizione critica di Poona, 1933–1966.
- Mengzi Mengzi 孟子, capp. «Gongsun Chou shang» 公孙丑上, «Gaozi shang» 告子上, «Gaozi xia» 告子下, «Jinxin shang» 尽心上. Ed. Jiao Xun 焦循, Mengzi zhengyi 孟子正义, Pechino, Zhonghua shuju, 1987. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Nuovo Testamento Novum Testamentum Graece: Matteo 7, 12 e 15, 8; Giovanni 1, 1; Prima lettera di Giovanni 4, 8. Ed. Nestle-Aland, 28ª ed., Stoccarda, Deutsche Bibelgesellschaft, 2012.
- Taishang ganying pian Taishang ganying pian 太上感应篇 [Trattato del Supremo sulle azioni e le risposte], XII secolo.
- Talmud, Shabbat 31a Talmud babilonese, trattato Shabbat, 31a, V–VI secolo. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Tattvārthasūtra 5.21 Umāsvāti. Tattvārthasūtra, 5, 21 («parasparopagraho jīvānām»), II–V secolo. Trad. ingl. Nathmal Tatia, That Which Is, San Francisco, HarperCollins, 1994.
- Wittgenstein 1953 Wittgenstein, Ludwig. 1953. Philosophische Untersuchungen / Philosophical Investigations. Oxford, Blackwell. Trad. it. Ricerche filosofiche, Torino, Einaudi, 1967.
- Xunzi, cap. 23 Xunzi 荀子, cap. 23, «Xing e» 性恶 [La natura umana è cattiva]. Ed. Wang Xianqian 王先谦, Xunzi jijie 荀子集解, Pechino, Zhonghua shuju, 1988. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Zhuangzi Zhuangzi 庄子, capp. 2 «Qiwu lun» 齐物论, 4 «Renjian shi» 人间世, 17 «Qiushui» 秋水, 18 «Zhile» 至乐. Ed. Guo Qingfan 郭庆藩, Zhuangzi jishi 庄子集释, Pechino, Zhonghua shuju, 1961. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
Studi
- Ariès 1977 Ariès, Philippe. 1977. L'homme devant la mort. Parigi, Seuil. Trad. it. L'uomo e la morte dal Medioevo a oggi, Roma-Bari, Laterza, 1980.
- Buckner, Andrews-Hanna e Schacter 2008 Buckner, Randy L., Jessica R. Andrews-Hanna e Daniel L. Schacter. 2008. «The Brain's Default Network: Anatomy, Function, and Relevance to Disease». Annals of the New York Academy of Sciences 1124: 1–38. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Huxley 1945 Huxley, Aldous. 1945. The Perennial Philosophy. New York, Harper & Brothers. Trad. it. La filosofia perenne, Milano, Adelphi, 1995.
- Jaspers 1949 Jaspers, Karl. 1949. Vom Ursprung und Ziel der Geschichte. Monaco, Piper. Trad. it. Origine e senso della storia, Milano, Edizioni di Comunità, 1965.
- Kagan 2012 Kagan, Shelly. 2012. Death. New Haven, Yale University Press.
- Katz 1978 Katz, Steven T. 1978. «Language, Epistemology, and Mysticism», in Steven T. Katz (a cura di), Mysticism and Philosophical Analysis. New York, Oxford University Press, 22–74.
- Klimecki et al. 2014 Klimecki, Olga M., Susanne Leiberg, Matthieu Ricard e Tania Singer. 2014. «Differential Pattern of Functional Brain Plasticity after Compassion and Empathy Training». Social Cognitive and Affective Neuroscience 9 (6): 873–879. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Thompson 2020 Thompson, Evan. 2020. Why I Am Not a Buddhist. New Haven, Yale University Press.
- Weber 1921 Weber, Max. 1921. Gesammelte Aufsätze zur Religionssoziologie, vol. II, Hinduismus und Buddhismus. Tubinga, Mohr. Trad. it. Sociologia della religione, vol. II, Torino, Edizioni di Comunità, 2002.
- Wright 2017 Wright, Robert. 2017. Why Buddhism Is True: The Science and Philosophy of Meditation and Enlightenment. New York, Simon & Schuster.
- Yang 1961 Yang, C. K. (Yang Qingkun 杨庆堃). 1961. Religion in Chinese Society: A Study of Contemporary Social Functions of Religion and Some of Their Historical Factors. Berkeley, University of California Press.
Dati, rapporti e documenti ufficiali
- Pew Research Center 2023 Pew Research Center. 2023. Measuring Religion in China. Washington, 30 agosto 2023 (dati CGSS 2018, CFPS 2016 e 2018). Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
Testi di Simon Luo Wei, su studi pubblicati, fonti primarie e indagini ufficiali. I testi sacri e i classici sono tradotti dalle edizioni indicate in bibliografia; le tradizioni sono descritte, non giudicate. Ottobre 2026.
Gratis per tutti
Continua a scoprire
Il percorso, gratis
Dal primo tono all'esame HSK
Tre pagine per chi comincia: un piano di due settimane sul volume 1, la pronuncia da ascoltare e i livelli dell'esame ufficiale.
La biblioteca
Tre libri di cinese, gratis
«Cinese in corso», dal primo carattere all'HSK 9: 110 lezioni e 1328 pagine in PDF, con l'indice completo lezione per lezione.
Il DNA dei caratteri
Ottanta caratteri, pezzo per pezzo
I primi caratteri del volume 1 smontati nei loro pezzi, con una storia per ricordarli, tre parole tradotte e il ripasso a carte.
Arte e civiltà
Trentasei capolavori della Cina
Dal rotolo di Qingming alla Città proibita, dal bronzo di Sanxingdui al ponte di Zhaozhou: tremila anni in sei sale, con le schede dei musei.
Dodici sguardi
Capire la Cina
Dalla filosofia allo spazio: per ogni disciplina un'idea chiave, un luogo comune alla prova dei fatti e tre domande. Con 117 fonti citate.
Il calendario
Le sette feste cinesi
Capodanno, lanterne, barche drago, la luna d'autunno: che cosa si fa, che cosa si mangia, come si fanno gli auguri e le date dei prossimi dieci anni.
I numeri
Cinque numeri per capire la Cina
12, 24, 36, 60, 72: lo zodiaco, il calendario del Sole, gli stratagemmi, il ciclo degli anni e il Re Scimmia.
La Cina
Scopri la Cina, anche senza corso
La storia che ci lega, i paesaggi, i cinesi nel mondo, i consigli per partire, l'Italia vista dalla Cina e la cucina.
Il cinese vivo
Il cinese com'è davvero
Sei sorprese per chi parla italiano, il cinese di internet, otto video con una missione e nove canzoni da ascoltare.
La voce e il cervello
Parla cinese, e guarda il cervello
Una sillaba, una parola, una frase: la pagina ascolta i tuoi toni sul dispositivo e ti mostra, in 3D, le aree del cervello al lavoro, con i consigli della ricerca.
Il Libro dei mutamenti
Il Yijing, dalla prima linea alla ricerca
Gli otto trigrammi, i 64 esagrammi in tre disposizioni animate, il testo completo tradotto, le regole di lettura e un uso per riflettere, non per prevedere.
Il primo carattere
Il tuo nome in cinese
Scrivi il tuo nome e guarda come si scrive in caratteri, come si pronuncia e perché si scelgono proprio quei suoni.
Neuroscienze, linguistica, filosofia, religioni
La mente, il linguaggio, il credere, il tempo
Diciassette capitoli fondati sulla ricerca più autorevole, con tutte le fonti: come impara il cervello, che cos'è il linguaggio, come credono le menti nelle grandi tradizioni, e che cosa resta aperto quando nessuno può guardare il mondo dall'alto.
La mente che impara
4 capitoli. Il cervello che regola e prevede, il linguaggio dalle sillabe alle storie, la parte e il tutto nello studio delle lingue, l'intelligenza artificiale usata senza disimparare.
Che cos'è il linguaggio
5 capitoli. Le origini, settemila lingue, settant'anni di teorie, da dove viene il significato, che cosa insegnano i grandi modelli linguistici.
Sei in questa sezione
La mente che crede
4 capitoli. L'emozione e la ragione da Cartesio a Damasio, il cervello che prega, dodici tradizioni a confronto su Dio, il cosmo, il bene e il dolore.
Non ancora compiuto
4 capitoli. Il tempo, Heidegger e il Dao, il destino e la libertà fra Cina e Italia, i ponti e i miraggi fra fisica quantistica e Libro dei mutamenti.
E se vuoi impararlo davvero, con un insegnante: l'Anno Uno comincia il 6 febbraio 2027, con il Capodanno cinese.
Scopri il corso