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Intelligenza artigianaleCinese online con Simon Luo Wei

Filosofia, fisica, Cina e Italia · Capitolo 3 di 4

命 mìng Fato e libertà

Fato e libertà

Se il cielo decide, che cosa resta a noi? Mencio, Dante e Machiavelli rispondono, in modi sorprendentemente vicini.

La domanda è la stessa a Pechino e a Firenze. Se qualcosa decide al posto nostro, il cielo, Dio, le stelle, la natura, che cosa resta della nostra libertà? Le due tradizioni la pongono contro avversari diversi e arrivano a risposte sorprendentemente vicine. Ma il gesto con cui affrontano l'incertezza resta diverso: costruire argini contro il fiume, o farsi portare dalla corrente nel punto giusto.

In breve

  1. Il cinese classico non ha una parola per «libero arbitrio»: discute di 命 (mandato, destino), 力 (sforzo), 时 (momento) e 势 (propensione).
  2. Mencio e Xunzi, Dante e Machiavelli sono, con linguaggi diversi, compatibilisti: non negano ciò che ci determina, ma ritagliano lo spazio della responsabilità.
  3. La differenza più profonda è di postura: Machiavelli costruisce argini contro il fiume della fortuna, Sunzi usa la corrente per far rotolare le pietre.
  4. La fisica non ha risolto il problema, ma lo ha reso esatto: gli esperimenti di Bell devono supporre che le scelte di chi misura non siano scritte nel passato.
  5. L'idea che le neuroscienze abbiano dimostrato l'inesistenza della libertà non regge: il celebre esperimento di Libet è stato reinterpretato.

Lo cielo i vostri movimenti inizia; / non dico tutti, ma, posto ch'i' 'l dica, / lume v'è dato a bene e a malizia, / e libero voler.

Dante, Purgatorio, XVI, 73–76nota 1

Quanto è certo ciò che leggiOgni passo porta il suo grado. Tocca un grado per trovarlo nel testo.

Prima, le parole

Consenso: Nel cinese classico non c'è un termine per «libero arbitrio». La parola 自由, «libertà», ha un senso moderno solo dalla fine dell'Ottocento, attraverso le traduzioni giapponesi dei testi europei. Il filosofo americano Herbert Fingarette ha descritto il Lunyu come «una via senza crocevia»: Confucio non pensa a una facoltà che sceglie fra due strade, ma a una persona che percorre bene, o male, la propria.nota 2

Ipotesi: Le due tradizioni discutono lungo assi diversi. In Cina gli assi sono 命 e 力, il mandato e lo sforzo; 天 e 人, il cielo e l'uomo; 时 e 势, il momento e la propensione delle cose. In Italia sono la prescienza di Dio, la grazia e l'influsso delle stelle, contro la voluntas, la volontà.

Sei risposte cinesi

Il destino e lo sforzo nel pensiero cinese classico
ChiLa posizioneIl testoCome la chiameremmo oggi
Mozi, V secolo a.C.Contro il destino: chi ci crede smette di lavorare e di governare bene.«Il destino è un'invenzione dei re crudeli e un discorso dei miserabili, non la parola di chi è umano», 命者,暴王所作,穷人所术,非仁者之言也.nota 4Un argomento pratico: credere nel fato distrugge l'impegno.
Mencio, IV secolo a.C.Tutto è mandato, ma c'è un mandato giusto: quello che si riceve facendo il proprio dovere.«Non c'è nulla che non sia mandato; si riceva il suo giusto. […] Chi muore in catene non muore del mandato giusto», 莫非命也,顺受其正……桎梏死者,非正命也.nota 5Compatibilismo: la responsabilità dentro ciò che non dipende da noi.
Xunzi, III secolo a.C.Il cielo ha le sue regole e non si cura di noi: sta a noi usarle.«Lodare il cielo e seguirlo, o regolare il mandato del cielo e servirsene?», 从天而颂之,孰与制天命而用之.nota 6Naturalismo, con un forte senso dell'azione umana.
Zhuangzi, IV secolo a.C.Ciò che non si può cambiare si accoglie in pace.«Sapere che non c'è nulla da fare e accettarlo come destino: è il colmo della virtù», 知其不可奈何而安之若命,德之至也.nota 7Vicino all'accettazione degli stoici.
Wang Chong, I secolo d.C.Ricchezza e povertà, vita lunga o breve sono fissate dal soffio ricevuto alla nascita.Il capitolo «Il significato del destino», 命义, del Lunheng.nota 8Determinismo forte.
Wang Yangming, XVI secoloLa coscienza morale innata decide; conoscere e agire sono una cosa sola.致良知 e 知行合一, «estendere la conoscenza innata del bene» e «unità di conoscenza e azione».Una teoria del soggetto morale.

Sei risposte italiane

Fatto: Boezio, nel 524, risponde alla prescienza divina con l'eternità che vede tutto come presente: vedere non è costringere.nota 9 Otto secoli dopo, nel Purgatorio, Marco Lombardo rimprovera i vivi che riportano «ogne cagion» al cielo, come se tutto si muovesse per necessità: se così fosse, dice, sarebbe distrutto il libero arbitrio e non ci sarebbe giustizia nel premio e nella pena. Il cielo dà inizio ai nostri movimenti, «non dico tutti»; e ci è dato il lume per distinguere il bene dal male, e il libero volere.nota 1

Fatto: Verso il 1439 Lorenzo Valla, nel dialogo Sul libero arbitrio, immagina Apollo che predice a Sesto Tarquinio la sua sorte: il dio sa, ma non è la sua conoscenza a causare il delitto.nota 10 Leibniz, nel 1710, riprende e continua quel dialogo nelle ultime pagine della Teodicea.nota 11 È lo stesso Leibniz che, come si vedrà nel prossimo capitolo, riconobbe i numeri binari negli esagrammi cinesi.

Fatto: Nel 1486 Pico della Mirandola fa dire a Dio, rivolto ad Adamo: non ti ho dato una sede fissa, né un volto tuo, né un compito tuo; tu stesso, come libero e sovrano artefice, plastes et fictor, ti darai la forma che preferirai.nota 12

Nondimanco, perché el nostro libero arbitrio non sia spento, iudico potere essere vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l'altra metà, o presso, a noi.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, capitolo XXVnota 13

Fatto: Machiavelli paragona la fortuna a uno di quei fiumi rovinosi che, quando si adirano, allagano i piani e abbattono alberi ed edifici. Non si può fermarli; ma nei tempi quieti si possono preparare ripari e argini, perché la piena successiva faccia meno danni.nota 13 Pochi anni dopo la cristianità si divide anche su questo: Lutero, nel 1525, scrive Il servo arbitrio; il Concilio di Trento, nel 1547, risponde che il libero arbitrio non si è spento con il peccato di Adamo.nota 14

Argini e correnti

Ipotesi: Confrontate, le due serie di risposte mostrano tre cose. La prima: gli avversari sono diversi. Gli italiani hanno davanti un Dio che sa tutto e le stelle, e la loro domanda è logica: la prescienza è compatibile con la libertà? I cinesi hanno davanti il cielo e la forza delle circostanze, e la loro domanda è pratica: in ciò che non dipende da me, qual è la mia parte?

Ipotesi: La seconda: le conclusioni sono sorprendentemente vicine. Il «mandato giusto» di Mencio, il «regolare il mandato del cielo» di Xunzi, il «non dico tutti» di Dante e la «metà» di Machiavelli sono, nel lessico di oggi, forme di compatibilismo: non negano ciò che ci determina, ma ritagliano un'area di responsabilità. «Il cielo dà l'inizio, non fissa la fine»: la formula vale per Dante, e potrebbe stare accanto al 顺受其正 di Mencio.

Fatto: La terza differenza è la più profonda, ed è di postura. Mencio cita un proverbio dello Stato di Qi: «Anche se hai saggezza, meglio cavalcare la propensione delle cose; anche se hai la zappa, meglio aspettare la stagione», 虽有智慧,不如乘势;虽有镃基,不如待时.nota 5 E l'Arte della guerra: «L'acqua impetuosa che arriva a far rotolare le pietre: questa è la propensione», 激水之疾,至于漂石者,势也.nota 15

Consenso: Machiavelli costruisce argini contro il fiume; Sunzi si fa portare dalla corrente nel punto in cui la sua forza è massima. Il sinologo François Jullien ha fatto di questa differenza la chiave di una storia dell'efficacia in Cina: non imporre un piano alla realtà, ma trovare in essa la propensione, 势, che lavora per noi.nota 16

Nel cinese

乘势

chéng shì · cavalcare la propensione delle cose

势 è la forza di una situazione: la pendenza del terreno, il peso di un masso in cima a un pendio, il momento in cui un esercito ha il vento alle spalle. Il saggio non la crea, la riconosce; e la sua libertà sta nel tempo giusto con cui le si affida.

La fisica rende esatta la domanda

Fatto: Gli esperimenti di Bell, quelli che hanno escluso le variabili nascoste locali, si reggono su un'ipotesi: che la scelta di che cosa misurare non sia determinata in anticipo insieme alle particelle misurate. Il 30 novembre 2016 il BIG Bell Test ha affidato quelle scelte a circa centomila volontari di tutto il mondo, che hanno prodotto con un videogioco più di 97 milioni di bit casuali, usati in tredici esperimenti in dodici laboratori di cinque continenti. I risultati, pubblicati nel 2018, contraddicono il realismo locale.nota 17

Fatto: John Conway e Simon Kochen hanno dimostrato nel 2006 un teorema che chiamarono, con un po' di malizia, «teorema del libero arbitrio»: se le scelte degli sperimentatori non sono funzioni del passato, allora non lo sono nemmeno le risposte delle particelle.nota 18

Dibattito: Resta aperta una via d'uscita, il «superdeterminismo»: tutte le correlazioni, comprese le nostre scelte, sarebbero fissate fin dall'inizio. Pochi fisici la prendono sul serio, ma nessun esperimento può escluderla del tutto. È, curiosamente, la versione fisica del destino di Wang Chong, già fissato nel soffio ricevuto alla nascita.

Dibattito: Anche le neuroscienze sono entrate nella disputa. Nel 1983 Benjamin Libet misurò un «potenziale di prontezza» nel cervello qualche centinaio di millisecondi prima che i volontari dicessero di aver deciso di muovere la mano.nota 19 Nel 2012 Aaron Schurger e colleghi hanno mostrato che quel potenziale può essere spiegato come l'accumularsi di fluttuazioni casuali che superano una soglia: non la prova che «il cervello decide prima di noi».nota 20

Si dice«Le neuroscienze hanno dimostrato che il libero arbitrio è un'illusione.»

In realtàL'esperimento di Libet riguarda il momento di movimenti semplici e senza conseguenze, e il suo segnale è stato reinterpretato come rumore che si accumula fino a una soglia. Nessuno studio ha mostrato che le scelte che contano siano decise a nostra insaputa.nota 20

Ipotesi: La fisica non ha risolto il problema del libero arbitrio. Ha fatto una cosa forse più interessante: lo ha spostato dalla teologia al disegno degli esperimenti, dove è diventato un'ipotesi scritta con precisione.

Non ancora scelto

Dante chiude la sua risposta con un verbo agricolo: il libero volere, se fatica nelle prime battaglie con il cielo, «poi vince tutto, se ben si notrica», se viene nutrito bene. Mencio usa un'immagine simile per la natura umana, un germoglio da coltivare senza tirarlo per farlo crescere più in fretta. In entrambi la libertà non è un dato da dimostrare, ma una pianta da far crescere: un'altra forma di 未济.

Mettiti alla prova 3 domande

  1. Che cosa significava in origine 命, nelle iscrizioni dei Zhou?

    Mostra la risposta

    Un ordine ricevuto, un incarico. 命 e 令 avevano lo stesso segno: una persona che riceve un ordine. Il mandato del cielo è un incarico che si può onorare o perdere.

  2. Con quale immagine Machiavelli descrive il rapporto fra fortuna e virtù?

    Mostra la risposta

    Un fiume in piena, contro cui si preparano argini nei tempi quieti. La fortuna è come un fiume rovinoso: non la si ferma, ma la si può contenere con ripari e argini preparati per tempo.

  3. Che cosa ha mostrato lo studio di Schurger e colleghi (2012) sull'esperimento di Libet?

    Mostra la risposta

    Che il potenziale di prontezza può nascere da fluttuazioni casuali che superano una soglia. Il segnale misurato da Libet si spiega anche come rumore che si accumula: non è la prova che la decisione sia presa prima e a nostra insaputa.

Per andare a fondo

  • Libro

    François Jullien, La propension des choses, Seuil, 1992. Il 势 come chiave dell'arte della guerra, della calligrafia e della politica cinese.

  • Libro

    Herbert Fingarette, Confucius: The Secular as Sacred, Harper & Row, 1972. Un piccolo libro che ha cambiato il modo di leggere Confucio in Occidente.

  • Articolo

    The BIG Bell Test Collaboration, Challenging Local Realism with Human Choices (si apre in una nuova scheda), Nature, 2018. Centomila persone, un videogioco e la fisica quantistica.

Note

  1. Dante, Purgatorio XVI. Versi 67–78, citati sul testo di Petrocchi.
  2. Fingarette 1972.
  3. Shijing (Libro delle Odi). «Daya», «Wen Wang» 文王.
  4. Mozi, «Fei ming». «Fei ming xia» 非命下.
  5. Mengzi. «Jinxin shang» 尽心上 per il mandato giusto; «Gongsun Chou shang» 公孙丑上 per il proverbio di Qi.
  6. Xunzi, cap. 17.
  7. Zhuangzi. Capitolo 4, «Renjian shi» 人间世.
  8. Wang Chong, Lunheng.
  9. Boezio, Consolatio. V, prosa 6.
  10. Valla, De libero arbitrio.
  11. Leibniz, Teodicea.
  12. Pico, Oratio. «tui ipsius quasi arbitrarius honorariusque plastes et fictor».
  13. Machiavelli, Principe XXV.
  14. Concilio di Trento, sess. VI. Sulla posizione di Lutero: Lutero, De servo arbitrio.
  15. Sunzi, cap. 5.
  16. Jullien 1992.
  17. BIG Bell Test 2018.
  18. Conway e Kochen 2006.
  19. Libet et al. 1983.
  20. Schurger, Sitt e Dehaene 2012.
Bibliografia di questo capitolo 21 opere e fonti citate

Ogni affermazione rimanda, con un numero, alla sua nota; ogni nota porta qui. Gli studi sono citati dalla pubblicazione originale; le prepubblicazioni non ancora sottoposte a revisione sono indicate come tali. Le traduzioni dall'inglese e dal cinese sono di Simon Luo Wei. Dati e collegamenti controllati a ottobre 2026. La bibliografia completa della sezione è nella pagina introduttiva.

Testi classici e documenti storici

  • Boezio, Consolatio Severino Boezio. De consolatione philosophiae, V, prosa 6, 524 circa. Ed. Claudio Moreschini, Monaco e Lipsia, Saur, 2005.
  • Concilio di Trento, sess. VI Concilio di Trento. Decretum de iustificatione, sessione VI, 13 gennaio 1547, canone 5.
  • Dante, Purgatorio XVI Dante Alighieri. Commedia, Purgatorio, canto XVI, vv. 67–78. Ed. Giorgio Petrocchi, La Commedia secondo l'antica vulgata, Milano, Mondadori, 1966–67. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Leibniz, Teodicea Leibniz, Gottfried Wilhelm. Essais de Théodicée sur la bonté de Dieu, la liberté de l'homme et l'origine du mal, Amsterdam, 1710, §§ 405–417.
  • Lutero, De servo arbitrio Martin Lutero. De servo arbitrio, Wittenberg, 1525.
  • Machiavelli, Principe XXV Niccolò Machiavelli. De principatibus (Il Principe), cap. XXV, 1513; prima ed. Roma, Blado, 1532. Ed. Giorgio Inglese, Torino, Einaudi, 1995.
  • Mengzi Mengzi 孟子, capp. «Gongsun Chou shang» 公孙丑上, «Gaozi shang» 告子上, «Gaozi xia» 告子下, «Jinxin shang» 尽心上. Ed. Jiao Xun 焦循, Mengzi zhengyi 孟子正义, Pechino, Zhonghua shuju, 1987. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Mozi, «Fei ming» Mozi 墨子, capp. 35–37, «Fei ming» 非命 [Contro il destino], in particolare «Fei ming xia» 非命下. Ed. Sun Yirang 孙诒让, Mozi jiangu 墨子间诂, Pechino, Zhonghua shuju, 2001. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Pico, Oratio Giovanni Pico della Mirandola. Oratio de hominis dignitate, 1486. Ed. Eugenio Garin, De hominis dignitate, Firenze, Vallecchi, 1942.
  • Shijing (Libro delle Odi) Shijing 诗经 [Libro delle Odi]. Ed. Cheng Junying 程俊英 e Jiang Jianyuan 蒋见元, Shijing zhuxi 诗经注析, Pechino, Zhonghua shuju, 1991.
  • Sunzi, cap. 5 Sunzi bingfa 孙子兵法 [L'arte della guerra], cap. 5, «Shi» 势 [La propensione], V secolo a.C. circa. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Valla, De libero arbitrio Lorenzo Valla. De libero arbitrio, 1439 circa. Ed. Maria Anfossi, Firenze, Olschki, 1934.
  • Wang Chong, Lunheng Wang Chong 王充. Lunheng 论衡 [Discorsi bilanciati], c. 80 d.C., cap. 6, «Ming yi» 命义 [Il significato del destino]. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Xunzi, cap. 17 Xunzi 荀子, cap. 17, «Tianlun» 天论 [Sul cielo]. Ed. Wang Xianqian 王先谦, Xunzi jijie 荀子集解, Pechino, Zhonghua shuju, 1988. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Zhuangzi Zhuangzi 庄子, capp. 2 «Qiwu lun» 齐物论, 4 «Renjian shi» 人间世, 17 «Qiushui» 秋水, 18 «Zhile» 至乐. Ed. Guo Qingfan 郭庆藩, Zhuangzi jishi 庄子集释, Pechino, Zhonghua shuju, 1961. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)

Studi

  • BIG Bell Test 2018 The BIG Bell Test Collaboration. 2018. «Challenging Local Realism with Human Choices». Nature 557: 212–216. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Conway e Kochen 2006 Conway, John, e Simon Kochen. 2006. «The Free Will Theorem». Foundations of Physics 36 (10): 1441–1473. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Fingarette 1972 Fingarette, Herbert. 1972. Confucius: The Secular as Sacred. New York, Harper & Row, cap. 2, «A Way without a Crossroads».
  • Jullien 1992 Jullien, François. 1992. La propension des choses. Pour une histoire de l'efficacité en Chine. Parigi, Seuil.
  • Libet et al. 1983 Libet, Benjamin, Curtis A. Gleason, Elwood W. Wright e Dennis K. Pearl. 1983. «Time of Conscious Intention to Act in Relation to Onset of Cerebral Activity (Readiness-Potential)». Brain 106 (3): 623–642. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Schurger, Sitt e Dehaene 2012 Schurger, Aaron, Jacobo D. Sitt e Stanislas Dehaene. 2012. «An Accumulator Model for Spontaneous Neural Activity Prior to Self-Initiated Movement». PNAS 109 (42): E2904–E2913. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)

Testi di Simon Luo Wei, su fonti primarie e studi pubblicati. Le citazioni sono confrontate con le edizioni indicate in bibliografia; le traduzioni dal cinese classico, dal latino, dal tedesco e dal francese, dove non è indicato altro, sono sue. Ottobre 2026.

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