Vai al contenuto
Intelligenza artigianaleCinese online con Simon Luo Wei

Filosofia, fisica, Cina e Italia · Capitolo 4 di 4

桥 qiáo Ponti e miraggi

Ponti e miraggi

Il Libro dei mutamenti aveva anticipato la fisica quantistica? Quali somiglianze reggono, e quali svaniscono da vicino?

Leibniz vide nei sessantaquattro esagrammi i numeri binari; Bohr mise il simbolo del taiji nel suo stemma; un libro del 1975 vendette milioni di copie promettendo che la fisica moderna e la mistica orientale dicono la stessa cosa. Alcune di queste somiglianze sono ponti, che reggono il peso di un ragionamento. Altre sono miraggi: da lontano brillano, da vicino non c'è niente. Questo capitolo prova a distinguerli, con la matematica alla mano.

In breve

  1. I contatti storici sono veri: Leibniz e gli esagrammi (1703), Bohr e il taiji (1947), Jung e Pauli, il Tao della fisica (1975).
  2. Un esagramma è un numero binario classico, non uno stato quantistico; le probabilità della divinazione sono classiche; yin e yang non sono la complementarità di Bohr; la risonanza non è l'entanglement.
  3. I ponti che reggono stanno nel metodo, non nei contenuti: cercare ciò che non cambia nel cambiamento, conoscere i limiti del linguaggio, mettere le relazioni prima delle cose.
  4. Il pensiero cinese ha posto presto molte domande; l'Europa moderna le ha rese calcolabili e verificabili. Le due cose vanno dette insieme.

È sbagliato pensare che il compito della fisica sia scoprire com'è la natura. La fisica riguarda ciò che possiamo dire della natura.

Niels Bohr, nel ricordo del suo assistente Aage Petersennota 1

Quanto è certo ciò che leggiOgni passo porta il suo grado. Tocca un grado per trovarlo nel testo.

I contatti, cioè i fatti

Fatto: Gottfried Wilhelm Leibniz descrive l'aritmetica binaria in un manoscritto del 1679. Nel 1701 il gesuita Joachim Bouvet gli manda da Pechino la disposizione degli esagrammi attribuita a Fuxi e trasmessa da Shao Yong. Nel 1703 Leibniz pubblica la Spiegazione dell'aritmetica binaria, dove mostra che i sessantaquattro esagrammi, letti con 0 per la linea spezzata e 1 per quella intera, sono i numeri da 0 a 63.nota 2 Il binario c'era già prima degli esagrammi: è un incontro, non un'origine.

Fatto: Niels Bohr visita la Cina nel 1937. Dieci anni dopo, quando riceve l'Ordine dell'Elefante, la più alta onorificenza danese, disegna il proprio stemma: al centro il taijitu, il simbolo dello yin e dello yang, e il motto Contraria sunt complementa, «gli opposti sono complementari».nota 3

Fatto: Nel 1950 Carl Gustav Jung firma la prefazione alla traduzione inglese del Libro dei mutamenti di Richard Wilhelm; nel 1952 pubblica con il fisico Wolfgang Pauli un volume su natura e psiche.nota 4 Nel 1975 Fritjof Capra pubblica Il Tao della fisica, che diventa un caso editoriale mondiale.nota 5

Consenso: Il libro di Capra fu accolto dai fisici e dagli storici della scienza con critiche severe: le somiglianze sono costruite su parole, «unità», «vuoto», «danza», più che su strutture, e un'analogia viene presentata come se fosse un argomento.nota 6

Cinque non-corrispondenze esatte

Fatto: 1. Un esagramma è un bit, non un qubit. Lo si è visto nel dettaglio qui sopra: sei linee sono una stringa di sei cifre binarie classiche. Non c'è sovrapposizione né fase, e quindi non c'è interferenza.

Fatto: 2. Le probabilità della divinazione sono classiche. Con il metodo degli steli di millefoglio si ottiene una linea yin mutevole con probabilità 1/16, yang stabile 5/16, yin stabile 7/16, yang mutevole 3/16; con le tre monete, 1/8, 3/8, 3/8, 1/8. Qualunque modello di probabilità classica, nella disuguaglianza CHSH, non supera il valore 2; la meccanica quantistica arriva a 2√2, ed è questo scarto che gli esperimenti misurano.nota 7 Il Libro dei mutamenti è un raffinato generatore casuale classico, non un sistema quantistico.

Fatto: 3. Yin e yang non sono la complementarità. Per Bohr due descrizioni sono complementari quando si escludono a vicenda e richiedono apparati di misura incompatibili: posizione e quantità di moto non si possono conoscere insieme con precisione arbitraria, Δx·Δp ≥ ħ/2.nota 8 Yin e yang, invece, si contengono e si generano a vicenda, crescono uno a spese dell'altro, e possono essere presenti insieme: lo yin nello yang, lo yang nello yin.

Ipotesi: Se proprio si vuole una somiglianza matematica, l'alternanza dello yin e dello yang, che cresce da una parte quanto cala dall'altra, assomiglia di più alla dualità di Fourier: più si stringe un segnale nel tempo, più si allarga nelle frequenze. Ma resta un'analogia, non una corrispondenza.

Fatto: 4. La risonanza non è l'entanglement. Dong Zhongshu, nel II secolo a.C., descrive le cose che si muovono per affinità: «si accordino due cetre e le si separi; si pizzichi la nota gong dell'una, e la gong dell'altra risponde».nota 9 È una risonanza causale, un'onda che passa. Le correlazioni quantistiche non trasmettono nessun segnale e nessuna causa: lo vieta il teorema di non-segnalazione.

Consenso: 5. L'osservatore non è la mente. La teoria della decoerenza spiega come emerge il mondo classico dall'interazione dei sistemi quantistici con l'ambiente, senza bisogno di una coscienza.nota 10 L'idea che sia la coscienza a far «collassare» lo stato è minoritaria fra i fisici: usare la meccanica quantistica per dimostrare l'unità di mente e materia non ha fondamento nella fisica corrente.

Si dice«Il Libro dei mutamenti aveva anticipato la fisica quantistica.»

In realtàIl Libro dei mutamenti contiene una combinatoria binaria classica e un sistema di probabilità classiche; la fisica quantistica richiede numeri complessi, sovrapposizioni e correlazioni che violano i limiti classici. Le somiglianze reali stanno nel metodo, non nei contenuti.

Tre ponti che reggono

Ipotesi: Il primo ponte: ciò che non cambia nel cambiamento. Un apocrifo degli Han dice che la parola 易 «ha un nome e tre significati», 易一名而含三义: facile, mutamento, immutabile.nota 11 Il programma della fisica moderna si può riassumere quasi con le stesse parole: cercare nel mutamento, la dinamica, ciò che non muta, le leggi di conservazione e le simmetrie, e preferire la teoria più semplice. Nel 1918 Emmy Noether ha dimostrato che a ogni simmetria continua corrisponde una grandezza che si conserva.nota 12 Ciò che coincide è il programma, non il contenuto.

Ipotesi: Il secondo ponte: i limiti del linguaggio. «Il Dao che si può dire non è il Dao costante» sta bene accanto alla frase di Bohr in testa a questo capitolo. La matematica della meccanica quantistica è accettata da tutti; che cosa essa dica del mondo, no. Ci sono l'interpretazione di Copenaghen, i molti mondi di Everett (1957), le onde guida di Bohm (1952), il QBism, l'interpretazione relazionale di Rovelli (1996).nota 13 Molti fisici seguono il motto attribuito a David Mermin: «Zitto e calcola!».nota 14 La meccanica quantistica è, si potrebbe dire, calcolabile ma difficile da dire: 可算而难道.

Ipotesi: Il terzo ponte: le relazioni prima delle cose. «Il generare e rigenerare: questo si chiama mutamento», 生生之谓易, dice il Grande commento al Libro dei mutamenti.nota 11 La filosofia del processo e la meccanica quantistica relazionale mettono anch'esse le relazioni e gli eventi prima delle sostanze. Carlo Rovelli racconta, in Helgoland, di aver trovato un'eco della sua interpretazione nel filosofo buddhista Nāgārjuna: un'ispirazione dichiarata, non una prova.nota 15

I nomi dei satelliti

Fatto: C'è una continuità che si vede nei nomi. Il primo satellite cinese per la scienza quantistica, lanciato nel 2016, si chiama Mozi, 墨子号: nel 2017 ha distribuito coppie di fotoni entangled fra stazioni a terra distanti 1200 chilometri.nota 16 Il prototipo di calcolatore quantistico fotonico del 2020 si chiama 九章, Jiuzhang, come i Nove capitoli della matematica antica; quello superconduttore, 祖冲之号, porta il nome del matematico che nel V secolo calcolò π con sette decimali.nota 17 E nel Canone moista c'è davvero la descrizione della camera oscura: l'immagine si capovolge passando per un punto.nota 18

Consenso: I nomi dicono un orgoglio e una continuità culturale; non dicono che gli antichi avessero scoperto la fisica quantistica. Da qui la «domanda di Needham»: perché la scienza moderna, matematica e sperimentale, è nata in Europa e non in Cina, che per secoli era stata più avanti in molte tecniche?nota 19

Ipotesi: Due frasi vanno dette insieme. Nel porre le domande il pensiero cinese è spesso arrivato presto: il cavallo bianco che non è un cavallo, le definizioni e l'ottica del Canone moista, il mutamento e le sue regole. Nel trasformarle in forme calcolabili e verificabili, l'Europa moderna è arrivata prima. Togliere una delle due frasi produce o un mito della superiorità o un mito del ritardo.

Come riconoscere un miraggio

In pratica

Cinque domande da fare a ogni «ponte» fra scienza e tradizione

  • La stessa domanda o la stessa parola? «Vuoto», «energia», «unità» possono essere parole comuni a due testi che parlano di cose diverse.
  • Regge la matematica? Se l'analogia scompare quando si scrivono le equazioni o si contano le probabilità, è un miraggio.
  • Sono dette le differenze? Un ponte onesto indica anche dove le due rive non si toccano.
  • Produce una domanda nuova? Le analogie migliori non confermano ciò che si sapeva già: aprono un problema da studiare.
  • A chi serve? Un'analogia che vende un libro, una terapia o un'identità nazionale va guardata due volte.

Il ponte non finito

Il Libro dei mutamenti finisce con una piccola volpe che ha quasi attraversato il fiume. Non dice se arriverà dall'altra parte: dice che si bagna la coda, e che conviene stare attenti. Un ponte fra due pensieri è fatto così: non è mai finito, e chi lo attraversa deve guardare dove mette i piedi.

Ipotesi: Se esistesse davvero un occhio di Dio, forse la prima cosa che direbbe sarebbe il capitolo 71 del Daodejing: «Sapere di non sapere è il meglio; non sapere di non sapere è la malattia», 知不知,上;不知知,病.nota 20

Mettiti alla prova 3 domande

  1. Perché un esagramma non è uno stato quantistico?

    Mostra la risposta

    Perché è una stringa di bit classici, senza sovrapposizioni né fasi. Sei qubit descrivono uno spazio a 64 dimensioni complesse; i 64 esagrammi ne sono solo i vertici, senza lo spazio continuo fra di essi.

  2. Che cosa mostrò Leibniz nel 1703?

    Mostra la risposta

    Che i 64 esagrammi, letti con 0 e 1, sono i numeri binari da 0 a 63. Leibniz conosceva già l'aritmetica binaria dal 1679: negli esagrammi vide una conferma, non un'origine.

  3. Quale di questi è un «ponte che regge» fra fisica e Libro dei mutamenti?

    Mostra la risposta

    La ricerca di ciò che non cambia nel cambiamento. «Mutamento» e «immutabile» sono due dei tre significati di 易; la fisica cerca le simmetrie e le grandezze conservate dentro la dinamica.

Per andare a fondo

  • Libro

    Carlo Rovelli, Helgoland, Adelphi, 2020. La meccanica quantistica relazionale e il dialogo, dichiarato come ispirazione, con Nāgārjuna.

  • Articolo

    Eric R. Scerri, Eastern Mysticism and the Alleged Parallels with Physics, American Journal of Physics, 1989. Una critica precisa alle analogie del Tao della fisica.

  • Libro

    Joseph Needham, Science and Civilisation in China, Cambridge University Press, dal 1954. L'opera monumentale da cui nasce la «domanda di Needham».

Note

  1. Petersen 1963.
  2. Leibniz 1703. Il manoscritto De progressione dyadica è del 15 marzo 1679; la lettera di Bouvet con il diagramma degli esagrammi è del 4 novembre 1701.
  3. Pais 1991.
  4. Jung 1950. E Jung e Pauli 1952.
  5. Capra 1975.
  6. Scerri 1989.
  7. Clauser et al. 1969. Il limite quantistico 2√2 è dimostrato in Cirel'son 1980. Le probabilità della divinazione con gli steli e con le monete si ricavano dal procedimento descritto nel Xici 系辞: Zhouyi.
  8. Heisenberg 1927. La disuguaglianza nella forma Δx·Δp ≥ ħ/2 è dimostrata in Kennard 1927.
  9. Dong Zhongshu, Chunqiu fanlu. 鼓其宫则他宫应之.
  10. Zurek 2003.
  11. Yiwei Qianzaodu. Il Xici 系辞, il «Grande commento», è nelle Dieci ali: Zhouyi.
  12. Noether 1918.
  13. Everett 1957. E Bohm 1952, Rovelli 1996.
  14. Mermin 2004. Mermin racconta di aver usato la frase per la prima volta nel 1989, e di essersi poi accorto che molti la attribuivano a Feynman.
  15. Rovelli 2020.
  16. Yin et al. 2017.
  17. Zhong et al. 2020.
  18. Mojing. «Jing xia» 经下: 景到,在午有端.
  19. Needham et al. 1954–.
  20. Laozi. Capitolo 71, nel testo di Wang Bi.
Bibliografia di questo capitolo 26 opere e fonti citate

Ogni affermazione rimanda, con un numero, alla sua nota; ogni nota porta qui. Gli studi sono citati dalla pubblicazione originale; le prepubblicazioni non ancora sottoposte a revisione sono indicate come tali. Le traduzioni dall'inglese e dal cinese sono di Simon Luo Wei. Dati e collegamenti controllati a ottobre 2026. La bibliografia completa della sezione è nella pagina introduttiva.

Testi classici e documenti storici

  • Dong Zhongshu, Chunqiu fanlu Dong Zhongshu 董仲舒. Chunqiu fanlu 春秋繁露 [Le rugiade abbondanti degli Annali], cap. 57, «Tonglei xiangdong» 同类相动, II secolo a.C. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Laozi Laozi 老子 (Daodejing 道德经), testo di Wang Bi 王弼. Lou Yulie 楼宇烈 (a cura di), Wang Bi ji jiaoshi 王弼集校释, Pechino, Zhonghua shuju, 1980. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Leibniz 1703 Leibniz, Gottfried Wilhelm. 1703. «Explication de l'arithmétique binaire». Mémoires de l'Académie royale des sciences (1703): 85–89.
  • Mojing Mojing 墨经 [Il canone moista], nei capitoli 40–45 del Mozi 墨子, «Jing xia» 经下 e «Jingshuo xia» 经说下, IV–III secolo a.C. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Yiwei Qianzaodu Yiwei Qianzaodu 易纬乾凿度 [Apocrifo del Libro dei mutamenti], I secolo a.C.–I d.C., con il commento di Zheng Xuan 郑玄.
  • Zhouyi Zhouyi 周易 [I mutamenti dei Zhou], con le «Dieci ali» (Shiyi 十翼): Tuanzhuan 彖传, Xici 系辞, Xugua 序卦. Ed. Ruan Yuan 阮元, Shisanjing zhushu 十三经注疏, 1816; rist. Pechino, Zhonghua shuju, 1980. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)

Studi

  • Bohm 1952 Bohm, David. 1952. «A Suggested Interpretation of the Quantum Theory in Terms of “Hidden” Variables. I». Physical Review 85 (2): 166–179. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Capra 1975 Capra, Fritjof. 1975. The Tao of Physics. Berkeley, Shambhala. Trad. it. Il Tao della fisica, Milano, Adelphi, 1982.
  • Cirel'son 1980 Cirel'son (Tsirelson), Boris S. 1980. «Quantum Generalizations of Bell's Inequality». Letters in Mathematical Physics 4 (2): 93–100.
  • Clauser et al. 1969 Clauser, John F., Michael A. Horne, Abner Shimony e Richard A. Holt. 1969. «Proposed Experiment to Test Local Hidden-Variable Theories». Physical Review Letters 23 (15): 880–884. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Everett 1957 Everett, Hugh III. 1957. «“Relative State” Formulation of Quantum Mechanics». Reviews of Modern Physics 29 (3): 454–462. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Heisenberg 1927 Heisenberg, Werner. 1927. «Über den anschaulichen Inhalt der quantentheoretischen Kinematik und Mechanik». Zeitschrift für Physik 43: 172–198. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Jung 1950 Jung, Carl Gustav. 1950. «Foreword», in The I Ching or Book of Changes, trad. di Richard Wilhelm e Cary F. Baynes. New York, Pantheon (Bollingen Series XIX).
  • Jung e Pauli 1952 Jung, Carl Gustav, e Wolfgang Pauli. 1952. Naturerklärung und Psyche. Zurigo, Rascher.
  • Kennard 1927 Kennard, Earle H. 1927. «Zur Quantenmechanik einfacher Bewegungstypen». Zeitschrift für Physik 44: 326–352. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Mermin 2004 Mermin, N. David. 2004. «Could Feynman Have Said This?». Physics Today 57 (5): 10–11.
  • Needham et al. 1954– Needham, Joseph, et al. 1954–. Science and Civilisation in China. Cambridge, Cambridge University Press. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Noether 1918 Noether, Emmy. 1918. «Invariante Variationsprobleme». Nachrichten von der Gesellschaft der Wissenschaften zu Göttingen, Mathematisch-Physikalische Klasse: 235–257.
  • Pais 1991 Pais, Abraham. 1991. Niels Bohr's Times, in Physics, Philosophy, and Polity. Oxford, Clarendon Press. Sullo stemma del 1947 con il taijitu e il motto «Contraria sunt complementa». Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Petersen 1963 Petersen, Aage. 1963. «The Philosophy of Niels Bohr». Bulletin of the Atomic Scientists 19 (7): 8–14.
  • Rovelli 1996 Rovelli, Carlo. 1996. «Relational Quantum Mechanics». International Journal of Theoretical Physics 35 (8): 1637–1678. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Rovelli 2020 Rovelli, Carlo. 2020. Helgoland. Milano, Adelphi.
  • Scerri 1989 Scerri, Eric R. 1989. «Eastern Mysticism and the Alleged Parallels with Physics». American Journal of Physics 57 (8): 687–692.
  • Yin et al. 2017 Yin, Juan, et al. 2017. «Satellite-Based Entanglement Distribution over 1200 Kilometers». Science 356 (6343): 1140–1144. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Zhong et al. 2020 Zhong, Han-Sen, et al. 2020. «Quantum Computational Advantage Using Photons». Science 370 (6523): 1460–1463. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Zurek 2003 Zurek, Wojciech H. 2003. «Decoherence, Einselection, and the Quantum Origins of the Classical». Reviews of Modern Physics 75 (3): 715–775. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)

Testi di Simon Luo Wei, su fonti primarie e studi pubblicati. Le citazioni sono confrontate con le edizioni indicate in bibliografia; le traduzioni dal cinese classico, dal latino, dal tedesco e dal francese, dove non è indicato altro, sono sue. Ottobre 2026.

Gratis per tutti

Continua a scoprire

Il percorso, gratis

Dal primo tono all'esame HSK

Tre pagine per chi comincia: un piano di due settimane sul volume 1, la pronuncia da ascoltare e i livelli dell'esame ufficiale.

  1. Da dove cominciareQuattordici giorni, dieci-venti minuti al giorno
  2. La pronunciaIl pinyin e i quattro toni, da ascoltare
  3. L'esame HSKI nove livelli e un test: da dove cominci?

Neuroscienze, linguistica, filosofia, religioni

La mente, il linguaggio, il credere, il tempo

Diciassette capitoli fondati sulla ricerca più autorevole, con tutte le fonti: come impara il cervello, che cos'è il linguaggio, come credono le menti nelle grandi tradizioni, e che cosa resta aperto quando nessuno può guardare il mondo dall'alto.

E se vuoi impararlo davvero, con un insegnante: l'Anno Uno comincia il 6 febbraio 2027, con il Capodanno cinese.

Scopri il corso