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Il Libro dei mutamenti · approfondimento · Capitolo 1 di 5

极 jí I cinque maestri

Cinque maestri e un diagramma

Come rinasce una tradizione? Nell'XI secolo cinque uomini ripensarono il confucianesimo, e lo fecero partendo dal Libro dei mutamenti.

Nell'XI secolo il confucianesimo era una tradizione di riti, di esami e di commenti, mentre le grandi domande sul cosmo e sulla mente le ponevano i buddhisti e i daoisti. Cinque pensatori, Zhou Dunyi, Shao Yong, Zhang Zai e i fratelli Cheng Hao e Cheng Yi, risposero costruendo una metafisica confuciana. La trovarono in due testi: il Libro dei mutamenti e il Giusto mezzo. Un secolo dopo Zhu Xi li raccolse in una genealogia e ne fece il fondamento di tutto il suo pensiero.

In breve

  1. Il «Rinnovamento confuciano» dei Song nasce come risposta alla filosofia buddhista: una metafisica che desse fondamento all'etica di ogni giorno.
  2. Zhou Dunyi fa discendere l'uomo dal «Supremo culmine» in un diagramma di cinque piani, e indica come via la quiete e l'assenza di desideri egoistici.
  3. Shao Yong legge il cosmo in numeri e chiede di «guardare le cose con le cose», non con i propri umori; Zhang Zai riduce tutto a un solo soffio e chiama fratelli tutti gli uomini.
  4. Cheng Hao insegna un'umanità che sente il mondo come il proprio corpo; Cheng Yi fa del «principio» la chiave di tutto e unisce coltivazione e studio.
  5. Da loro vengono tre idee che hanno ancora senso: l'unità fra conoscere e agire, la parentela con tutti gli esseri, l'attenzione come disciplina.

无极而太极。太极动而生阳,动极而静,静而生阴。 Senza culmine, e Supremo culmine. Il Supremo culmine si muove e genera lo yang; il movimento giunto al colmo si fa quiete, e la quiete genera lo yin.

Zhou Dunyi, Spiegazione del diagramma del Supremo culmine, XI secolo

Quanto è certo ciò che leggiOgni passo porta il suo grado. Tocca un grado per trovarlo nel testo.

Il secolo che ricominciò

Fatto: La dinastia Song, dal 960, fu un'epoca di stampa, di città e di esami. I concorsi per diventare funzionari si allargarono, i libri stampati si moltiplicarono, e nacque un ceto di letterati che non dovevano tutto alla nascita. Fu fra loro, spesso lontano dalla corte, nelle province e nelle accademie private, che prese forma il movimento che si chiamò «Studio della Via», 道学, e che in Occidente si chiama neoconfucianesimo.nota 1

Consenso: La sfida era intellettuale. Da secoli le domande più profonde, che cos'è la mente, da dove vengono le cose, come ci si libera dalla sofferenza, avevano le risposte più raffinate nel buddhismo e nel daoismo. I confuciani avevano un'etica della famiglia e dello Stato, ma non una metafisica altrettanto potente. I maestri dei Song la costruirono attingendo al Libro dei mutamenti e al Giusto mezzo, 中庸, i due testi classici che parlano del cielo e della natura umana insieme.nota 2

Fatto: Il gruppo dei «cinque maestri dei Song del Nord», 北宋五子, è in parte una costruzione di Zhu Xi. Fu lui, nel Registro delle origini della scuola di Yi e Luo del 1173 e poi nelle Riflessioni sulle cose vicine del 1175, a disegnare la genealogia che da Zhou Dunyi passa ai Cheng e arriva a lui; le Riflessioni si aprono proprio con la Spiegazione del diagramma del Supremo culmine.nota 3

Zhou Dunyi: dal Supremo culmine all'uomo

Fatto: Zhou Dunyi (1017–1073) fu un funzionario di provincia, ricordato per l'integrità più che per l'ambizione. Lasciò due testi brevi. La Spiegazione del diagramma del Supremo culmine, 太极图说, descrive in poco più di duecento caratteri l'intera cosmogonia: dal «senza culmine» al «Supremo culmine», dal movimento e dalla quiete allo yin e allo yang, poi alle cinque fasi, all'uomo e alla donna, alle diecimila cose.nota 4

Fatto: Il punto d'arrivo è morale. «Solo l'uomo riceve il meglio e il più spirituale» di questo processo, e il saggio «stabilisce il culmine dell'uomo» fissandosi sul «giusto e retto, umano e giusto, e facendo della quiete il principale», 圣人定之以中正仁义而主静. Zhou annota: quiete perché «senza desideri», 无欲故静. Nel Tongshu, il suo secondo testo, alla domanda se la santità si possa imparare risponde di sì, e che la chiave è l'unità: «l'unità è essere senza desideri», 一者,无欲也.nota 5

Dibattito: Il diagramma ha un'origine discussa. Una tradizione lo fa risalire al maestro daoista Chen Tuan, e la parola d'apertura, 无极, il «senza culmine», viene dal Laozi. Nel 1188 Zhu Xi e Lu Jiuyuan ne discussero per lettera con asprezza: per Lu quel «senza culmine» era daoista e superfluo, per Zhu era il modo di dire che il principio non è una cosa fra le cose.nota 6

Nel cinese

出淤泥而不染

chū yūní ér bù rǎn · esce dal fango e non se ne macchia

Dal Discorso sull'amore del loto di Zhou Dunyi: il loto cresce nel fango, «si lava nelle acque limpide e non è civettuolo». Ogni scolaro cinese lo impara a memoria. È il ritratto di un'integrità che non ha bisogno di fuggire dal mondo: sta nel fango, e resta pulita.

Shao Yong: guardare le cose con le cose

Fatto: Shao Yong (1011–1077) rifiutò ogni incarico e visse a Luoyang in una casa che chiamava «il nido della quiete felice». Costruì un sistema numerico del cosmo, il Supremo principio che ordina il mondo, 皇极经世, in cui le epoche si succedono secondo cicli calcolati, e gli si attribuiscono i diagrammi del «Cielo anteriore» che la mappa dei 64 esagrammi riproduce: il quadrato e il cerchio di Fuxi, letti poi da Leibniz come numeri binari.nota 7

Fatto: Più dei suoi numeri, resta una frase. «Guardare le cose con le cose è la natura; guardare le cose con sé stessi è l'emozione. La natura è imparziale e chiara, l'emozione è parziale e oscura», 以物观物,性也;以我观物,情也。性公而明,情偏而暗.nota 8

Ipotesi: È un programma di oggettività che anticipa, a suo modo, la regola della ricerca moderna: non far parlare i propri desideri al posto dei fatti. Non chiede di non avere emozioni, chiede di non usarle come lente. È la stessa disciplina che oggi la psicologia della saggezza misura nella capacità di guardare un problema «da fuori», come se fosse di un altro: un tema su cui torna la mappa delle decisioni.

Zhang Zai: un solo soffio, una sola famiglia

Fatto: Zhang Zai (1020–1077), cugino del padre dei fratelli Cheng, insegnava a Hengqu, nello Shaanxi, e commentò il Libro dei mutamenti. Per lui tutto è soffio, 气, che si condensa e si disperde: «il Grande vuoto non ha forma, è la sostanza originaria del soffio; il suo condensarsi e disperdersi non sono che forme passeggere del mutamento», 太虚无形,气之本体;其聚其散,变化之客形尔. Contro i buddhisti, che chiamavano il mondo illusione, e contro i daoisti, che cercavano l'immortalità, Zhang Zai dice: niente si annienta, tutto si trasforma.nota 9

乾称父,坤称母;予兹藐焉,乃混然中处。故天地之塞,吾其体;天地之帅,吾其性。民吾同胞,物吾与也。 Il Cielo lo chiamo padre e la Terra la chiamo madre; e io, così piccolo, sto in mezzo a loro. Ciò che riempie il cielo e la terra è il mio corpo; ciò che guida il cielo e la terra è la mia natura. Gli uomini sono miei fratelli, le cose mie compagne.

Zhang Zai, Iscrizione occidentale, 西铭nota 10

Ipotesi: Padre e madre sono 乾 e 坤, i primi due esagrammi del Libro dei mutamenti. L'Iscrizione occidentale trasforma una cosmologia in un'etica di parentela universale, e lo fa senza un dio personale e senza negare le differenze: il figlio deve più ai suoi genitori che a uno sconosciuto. È uno dei testi dell'Asia orientale che più si avvicinano, per ampiezza, all'idea moderna di una responsabilità verso tutti gli uomini e verso la natura.

Fatto: A Zhang Zai si attribuiscono anche le quattro frasi che generazioni di studenti cinesi hanno copiato sui quaderni: «dare un cuore al cielo e alla terra, dare una via al popolo, continuare lo studio interrotto dei saggi, aprire la pace per diecimila generazioni». Nella versione delle sue Conversazioni la seconda frase dice «via», 道; in quella più nota, tramandata più tardi, dice «destino», 命.nota 11

I fratelli Cheng: l'umanità e il principio

Fatto: Cheng Hao (1032–1085) e Cheng Yi (1033–1107) da ragazzi studiarono con Zhou Dunyi, che li mandava a cercare «dove stava la gioia di Confucio e di Yan Hui, e di che cosa godessero». Insegnarono a Luoyang e dettero il nome alla scuola, «Cheng-Zhu», che Zhu Xi avrebbe completato.nota 12

Fatto: Cheng Hao disse di sé: «Ciò che ho imparato l'ho ricevuto da altri; ma le due parole 天理, «principio celeste», le ho trovate io, assaporandole da me». La sua umanità, 仁, è un sentire: «chi è umano forma un solo corpo con le cose», 仁者,浑然与物同体; e i medici, osservava, chiamano «non umano», 不仁, l'arto paralizzato che non si sente più.nota 13

Fatto: Nella Lettera sul calmare la natura, a Zhang Zai che gli chiedeva come non farsi trascinare dalle cose, Cheng Hao risponde con una formula che è insieme psicologia e cosmologia: il saggio è come il cielo e la terra, che abbracciano tutto senza un cuore proprio; «nulla vale per lo studio dell'uomo nobile quanto essere vasto e imparziale, e rispondere alle cose come vengono», 莫若廓然而大公,物来而顺应.nota 14

Fatto: Cheng Yi è il fratello sistematico. Nella prefazione al suo commento al Libro dei mutamenti, del 1099, scrive: «I mutamenti sono mutare: mutare secondo i tempi per seguire la Via», e: «sostanza e funzione hanno una sola origine; il manifesto e il nascosto non hanno intervallo», 体用一源,显微无间. Ogni cosa ha il suo principio, e i principi sono uno: «il principio è uno, le sue articolazioni molte», 理一分殊. E la via pratica sta in due frasi: «la coltivazione richiede il rispetto attento; il progresso nello studio sta nell'estendere la conoscenza», 涵养须用敬,进学则在致知.nota 15

Dibattito: La storia della filosofia cinese del Novecento ha visto nei due fratelli l'origine delle due grandi scuole successive: Cheng Hao, con il suo sentire, padre della «scuola del cuore» di Lu Jiuyuan e Wang Yangming; Cheng Yi, con il suo principio, padre della «scuola del principio» di Zhu Xi. La lettura viene da Feng Youlan ed è stata ripresa da Mou Zongsan; molti studiosi oggi la trovano troppo schematica, perché i due fratelli insegnarono insieme e i loro detti sono spesso indistinguibili.nota 16

Che cosa resta di cinque maestri

Ipotesi: Tolta la cosmologia delle cinque fasi, che nessuno oggi difende come fisica, restano tre idee che reggono ancora. La prima: conoscere e agire non sono separati; la sincerità, 诚, è la coincidenza fra ciò che si sa, ciò che si dice e ciò che si fa. La seconda: siamo imparentati con tutto, «gli uomini miei fratelli, le cose mie compagne», un'intuizione che l'ecologia e la biologia evolutiva rendono meno poetica e più letterale. La terza: l'attenzione è una disciplina, il «rispetto attento», 敬, di Cheng Yi, cioè la capacità di essere presenti a ciò che si fa.

Ipotesi: E resta un rischio, che i maestri stessi non vedevano: la parola «senza desideri», 无欲, di Zhou Dunyi. Nei suoi testi vuol dire senza desideri egoistici, che deformano lo sguardo; ma una tradizione può dimenticare la precisazione e tenere solo la parola. È quello che è successo alla formula più famosa e più fraintesa della scuola, a cui è dedicato il terzo capitolo.

In pratica

Cinque esercizi dai cinque maestri

  • Da Zhou Dunyi: il loto. Prima di una decisione, chiediti che cosa faresti se nessuno ti guardasse e nessuno ti premiasse. Quella è la tua integrità; il resto è reputazione.
  • Da Shao Yong: guardare con le cose. Descrivi il problema come lo descriverebbe un osservatore neutrale, in terza persona, senza aggettivi. Poi rileggi la descrizione con le tue emozioni: vedrai dove stavano deformando.
  • Da Zhang Zai: la famiglia larga. Una volta alla settimana fai qualcosa per qualcuno che non ti restituirà nulla. È il modo più semplice di sentire che «gli uomini sono fratelli».
  • Da Cheng Hao: sentire l'arto addormentato. Nota dove sei diventato insensibile: una persona, un problema, una parte della tua vita che non senti più. L'umanità comincia dal ricominciare a sentire.
  • Da Cheng Yi: le due ali. Ogni giorno un poco di coltivazione, attenzione a ciò che fai, e un poco di studio, una cosa che non sapevi. Una sola ala non vola.

Mettiti alla prova 3 domande

  1. Con quale frase si apre la Spiegazione del diagramma del Supremo culmine di Zhou Dunyi?

    Mostra la risposta

    «Senza culmine, e Supremo culmine», 无极而太极. Sono le prime parole del testo: il «senza culmine» che è anche Supremo culmine, da cui il diagramma fa discendere lo yin e lo yang, le cinque fasi e le diecimila cose.

  2. Chi scrisse «Gli uomini sono miei fratelli, le cose mie compagne», 民吾同胞,物吾与也?

    Mostra la risposta

    Zhang Zai, nell'Iscrizione occidentale. È il cuore dell'Iscrizione occidentale di Zhang Zai, che chiama padre e madre 乾 e 坤, il Cielo e la Terra.

  3. Che cosa vuol dire, per Cheng Yi, «sostanza e funzione hanno una sola origine», 体用一源?

    Mostra la risposta

    Che il principio non sta fuori dalle cose: si manifesta in esse senza intervallo. La formula, dalla prefazione al commento del Libro dei mutamenti, dice che il principio nascosto e il fenomeno manifesto sono una cosa sola vista da due lati.

Per andare a fondo

  • Antologia

    Wing-tsit Chan, A Source Book in Chinese Philosophy, Princeton University Press, 1963. Le traduzioni inglesi di riferimento di Zhou Dunyi, Shao Yong, Zhang Zai e dei due Cheng, con introduzioni chiare.

  • Libro

    Peter K. Bol, Neo-Confucianism in History, Harvard University Asia Center, 2008. Il movimento dei Song come storia sociale e intellettuale, non soltanto come filosofia.

  • Libro

    Stephen C. Angle e Justin Tiwald, Neo-Confucianism: A Philosophical Introduction, Polity, 2017. Il neoconfucianesimo letto per temi, con un occhio costante alla filosofia di oggi.

Note

  1. Bol 2008. Capitoli 1–3: la società dei letterati e la nascita del movimento.
  2. Feng Youlan 1948. E Angle e Tiwald 2017, capitolo 1.
  3. Zhu Xi e Lü Zuqian, Jinsilu. Il Yi Luo yuanyuan lu 伊洛渊源录 è del 1173; il primo capitolo delle Riflessioni, «La sostanza della Via», 道体, comincia con la Spiegazione di Zhou Dunyi.
  4. Zhou Dunyi, Taiji tushuo e Tongshu. Taiji tushuo 太极图说, testo completo.
  5. Zhou Dunyi, Taiji tushuo e Tongshu. Taiji tushuo, nota di Zhou Dunyi «无欲故静»; Tongshu 通书, capitolo 20, «Shengxue» 圣学: «圣可学乎?曰:可。……一为要。一者,无欲也。».
  6. Lu Jiuyuan ji. Le lettere a Zhu Xi sul «senza culmine», 1188, nel Lu Jiuyuan ji, juan 2; le risposte di Zhu Xi in Zhu Xi, Wenji, juan 36.
  7. Shao Yong, Huangji jingshi. Per i diagrammi del Cielo anteriore e la loro trasmissione: Smith 2008, capitolo 4.
  8. Shao Yong, Guanwu pian. «Guanwu waipian» 观物外篇.
  9. Zhang Zai ji. Zhengmeng 正蒙, capitolo 1, «Taihe» 太和.
  10. Zhang Zai ji. Ximing 西铭, in Zhengmeng, capitolo 17, «Qiancheng» 乾称.
  11. Zhang Zai ji. Zhangzi yulu 张子语录, parte II: «为天地立心,为生民立道,为去圣继绝学,为万世开太平»; la forma con 立命 e 往圣 si diffonde dall'età Song meridionale in poi.
  12. Er Cheng ji. Henan Chengshi yishu 河南程氏遗书, juan 2 parte I: «昔受学于周茂叔,每令寻颜子、仲尼乐处,所乐何事».
  13. Er Cheng ji. Henan Chengshi waishu 河南程氏外书, juan 12: «吾学虽有所受,天理二字却是自家体贴出来»; Yishu, juan 2 parte I, il «Shiren pian» 识仁篇.
  14. Er Cheng ji. Mingdao wenji 明道文集, juan 3, «Da Hengqu Zhang Zihou xiansheng shu» 答横渠张子厚先生书, detto Dingxing shu 定性书.
  15. Cheng Yi, Yichuan Yizhuan. La prefazione del 1099; per 理一分殊, la risposta a Yang Shi sull'Iscrizione occidentale, e per 涵养须用敬 lo Yishu, juan 18, in Er Cheng ji.
  16. Feng Youlan 1948. Capitolo 24; Mou Zongsan 1968; per una visione critica dello schema, Angle e Tiwald 2017, capitolo 2.
Bibliografia di questo capitolo 14 opere e fonti citate

Ogni affermazione rimanda, con un numero, alla sua nota; ogni nota porta qui. Gli studi sono citati dalla pubblicazione originale; le prepubblicazioni non ancora sottoposte a revisione sono indicate come tali. Le traduzioni dall'inglese e dal cinese sono di Simon Luo Wei. Dati e collegamenti controllati a ottobre 2026. La bibliografia completa della sezione è nella pagina introduttiva.

Testi classici e documenti storici

  • Cheng Yi, Yichuan Yizhuan Cheng Yi 程颐. Zhouyi Chengshi zhuan 周易程氏传 (Yichuan Yizhuan 伊川易传), con la prefazione Yizhuan xu 易传序, 1099.
  • Er Cheng ji Cheng Hao 程颢 e Cheng Yi 程颐. Er Cheng ji 二程集 [Opere dei due Cheng], a cura di Wang Xiaoyu 王孝鱼, Pechino, Zhonghua shuju, 1981; contiene Henan Chengshi yishu 河南程氏遗书, Wenji 文集 e Zhouyi Chengshi zhuan 周易程氏传.
  • Lu Jiuyuan ji Lu Jiuyuan 陆九渊. Lu Jiuyuan ji 陆九渊集 [Opere], a cura di Zhong Zhe 钟哲, Pechino, Zhonghua shuju, 1980.
  • Shao Yong, Guanwu pian Shao Yong 邵雍. Huangji jingshi 皇极经世, sezioni «Guanwu neipian» 观物内篇 e «Guanwu waipian» 观物外篇 [Osservare le cose], XI secolo.
  • Shao Yong, Huangji jingshi Shao Yong 邵雍. Huangji jingshi 皇极经世 [Il supremo principio che ordina il mondo], XI secolo.
  • Zhang Zai ji Zhang Zai 张载. Zhang Zai ji 张载集 [Opere], Pechino, Zhonghua shuju, 1978: Zhengmeng 正蒙, Ximing 西铭, Hengqu Yishuo 横渠易说, Zhangzi yulu 张子语录.
  • Zhou Dunyi, Taiji tushuo e Tongshu Zhou Dunyi 周敦颐. Taiji tushuo 太极图说 [Spiegazione del diagramma del Supremo culmine] e Tongshu 通书 [Il libro che penetra i Mutamenti], XI secolo. In Zhou Dunyi ji 周敦颐集, Pechino, Zhonghua shuju, 1990.
  • Zhu Xi e Lü Zuqian, Jinsilu Zhu Xi 朱熹 e Lü Zuqian 吕祖谦. Jinsilu 近思录 [Riflessioni sulle cose vicine], 1175. Trad. ingl. di Wing-tsit Chan, Reflections on Things at Hand, New York, Columbia University Press, 1967.
  • Zhu Xi, Wenji Zhu Xi 朱熹. Hui'an xiansheng Zhu Wengong wenji 晦庵先生朱文公文集 [Scritti], in Zhuzi quanshu 朱子全书, voll. 20–25, Shanghai, Shanghai guji chubanshe, e Hefei, Anhui jiaoyu chubanshe, 2002.

Studi

  • Angle e Tiwald 2017 Angle, Stephen C., e Justin Tiwald. 2017. Neo-Confucianism: A Philosophical Introduction. Cambridge, Polity.
  • Bol 2008 Bol, Peter K. 2008. Neo-Confucianism in History. Cambridge (MA), Harvard University Asia Center.
  • Feng Youlan 1948 Feng Youlan 冯友兰. 1948. A Short History of Chinese Philosophy, a cura di Derk Bodde. New York, Macmillan, capp. 24–25.
  • Mou Zongsan 1968 Mou Zongsan 牟宗三. 1968–1969. Xinti yu xingti 心体与性体 [La sostanza del cuore e la sostanza della natura]. Taipei, Zhengzhong shuju.
  • Smith 2008 Smith, Richard J. 2008. Fathoming the Cosmos and Ordering the World: The Yijing (I Ching, or Classic of Changes) and Its Evolution in China. Charlottesville, University of Virginia Press.

Testi di Simon Luo Wei, su fonti primarie e studi pubblicati. Le citazioni sono confrontate con le edizioni indicate in bibliografia o con gli studi che le riportano con la pagina; le traduzioni dal cinese classico, dal greco, dal latino e dal tedesco, dove non è indicato altro, sono sue. Ottobre 2026.

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