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Il Libro dei mutamenti · approfondimento · Capitolo 2 di 5

理 lǐ Zhu Xi e il suo secolo

Zhu Xi e il suo secolo

Come può un uomo messo al bando come «falso maestro» diventare, un secolo dopo, la dottrina ufficiale di un impero per seicento anni?

Zhu Xi visse settant'anni, quasi tutti lontano dalla corte, a leggere, scrivere e insegnare. Raccolse i maestri dei Song in una genealogia, scelse quattro testi brevi e ne fece il cuore dell'educazione cinese, commentò il Libro dei mutamenti restituendolo alla sua origine di libro per la divinazione. Discusse con amici e avversari, fu messo al bando e morì in disgrazia. Poi, dal 1313 al 1905, chiunque volesse diventare funzionario in Cina dovette rispondere con le sue parole.

In breve

  1. Zhu Xi (1130–1200) fu soprattutto un maestro e uno scrittore: servì lo Stato pochi anni, insegnò e scrisse per mezzo secolo.
  2. Il suo sistema si regge su due nozioni: il principio, 理, la trama per cui ogni cosa è ciò che è e deve essere; e il soffio, 气, la materia-energia in cui il principio si incarna. Non si danno mai l'uno senza l'altro.
  3. La via pratica è «studiare le cose», 格物: conoscere a fondo, una cosa dopo l'altra, finché tutto si illumina; insieme al «rispetto attento», 敬.
  4. Per lui il Libro dei mutamenti era nato come libro per la divinazione e andava letto così, senza perdere le lezioni morali dei commentari: da qui il Significato originale e le regole per le linee mutevoli.
  5. Discusse con Lu Jiuyuan sul cuore e sul metodo, con Chen Liang sull'utile e sul giusto; nello stesso secolo, a ovest, Averroè e Maimonide facevano un lavoro sorprendentemente simile sulle loro tradizioni.

半亩方塘一鉴开,天光云影共徘徊。问渠那得清如许?为有源头活水来。 Mezzo mu di stagno quadrato si apre come uno specchio: la luce del cielo e l'ombra delle nuvole vi passeggiano insieme. Gli chiedo: come fai a restare così limpido? Perché dalla sorgente viene acqua viva.

Zhu Xi, Sentimenti leggendo i libri, 观书有感

Quanto è certo ciò che leggiOgni passo porta il suo grado. Tocca un grado per trovarlo nel testo.

Una vita fra libri e accademie

Fatto: Zhu Xi nacque nel 1130 a Youxi, nel Fujian, figlio di un funzionario. Superò il concorso di Stato a diciotto anni, studiò con Li Tong, un allievo della scuola dei Cheng, e da allora scelse quasi sempre incarichi minori o posti onorari nei templi, che gli lasciavano il tempo per studiare. La sua biografia ufficiale riassume così la sua carriera: in cinquant'anni, pochi anni di servizio in provincia e appena quaranta giorni a corte.nota 1

Fatto: Fu un costruttore di istituzioni per l'educazione. Nel 1175 compilò con Lü Zuqian le Riflessioni sulle cose vicine, 近思录, un'antologia dei maestri del Nord per i principianti. Nel 1179 restaurò l'Accademia della Grotta del Cervo Bianco, sul monte Lu, e nel 1180 vi affisse le regole che per secoli le accademie dell'Asia orientale avrebbero copiato: «studiare ampiamente, interrogare con cura, riflettere con attenzione, distinguere con chiarezza, agire con costanza».nota 2

Fatto: Nel 1190 fece stampare i Commenti ai Quattro libri: i Dialoghi di Confucio, il Mencio, il Grande studio e il Giusto mezzo, questi ultimi due estratti dal Libro dei riti. Fu una scelta rivoluzionaria: quattro testi brevi, leggibili da un ragazzo, al posto dei Cinque classici voluminosi e difficili. Su questi quattro libri, con i suoi commenti, si sarebbe formata l'intera classe dirigente cinese, coreana e in parte giapponese.nota 3

Il principio e il soffio

Fatto: Il centro del sistema è una coppia. Il principio, 理, è ciò per cui una cosa è quella che è e ciò che deve essere: il principio del bambù, del padre, dell'acqua, della giustizia. Il soffio, 气, è la materia-energia in cui ogni principio prende corpo, più o meno limpida, più o meno torbida. «Nel mondo non c'è soffio senza principio, né principio senza soffio», 天下未有无理之气,亦未有无气之理; eppure, dice Zhu Xi, logicamente il principio viene prima.nota 4

本只是一太极,而万物各有禀受,又自各全具一太极尔。如月在天,只一而已;及散在江湖,则随处而见,不可谓月已分也。 In origine c'è un solo Supremo culmine, e ognuna delle diecimila cose lo riceve, e ciascuna lo possiede intero. È come la luna in cielo: è una sola; ma si sparge nei fiumi e nei laghi e si vede ovunque, e non si può dire che la luna si sia divisa.

Zhu Xi, Conversazioni, juan 94nota 5

Dibattito: Il paragone con l'Europa viene subito: principio e soffio come forma e materia di Aristotele? Joseph Needham lo respinse e propose invece la «filosofia dell'organismo» di Whitehead, per cui l'ordine non è imposto alle cose da fuori ma è la loro stessa trama. Altri studiosi trovano entrambi i paragoni fuorvianti: il principio di Zhu Xi è insieme legge naturale e norma morale, una cosa che la filosofia europea moderna ha imparato a separare.nota 6

Studiare le cose, una alla volta

Fatto: Il Grande studio dice che la conoscenza si estende «studiando le cose», 格物致知, ma non spiega come. Zhu Xi scrisse lui stesso il paragrafo mancante: estendere la conoscenza «vuol dire andare alle cose e indagarne a fondo il principio»; e dopo un lungo sforzo, «un giorno, all'improvviso, tutto si collega», 一旦豁然贯通焉, e il cuore vede chiaro il suo intero.nota 7

Fatto: Lo studio non basta da solo. Zhu Xi riprende da Cheng Yi le due ali: «stare nel rispetto attento», 居敬, e «indagare fino in fondo il principio», 穷理. E sulla lettura dette consigli che i discepoli raccolsero in due capitoli delle Conversazioni e che la tradizione riassunse in sei regole: procedere per gradi; leggere a fondo e riflettere; leggere con mente sgombra; applicare a sé ciò che si legge; impegnarsi senza allentare; restare attenti e fermi nel proposito.nota 8

Nel cinese

循序渐进

xún xù jiàn jìn · seguire l'ordine, avanzare per gradi

La prima delle sei regole di lettura attribuite a Zhu Xi è diventata un modo di dire per qualunque apprendimento. La psicologia di oggi le dà ragione con altre parole: conoscenze ben ordinate e ripassate a intervalli restano; quelle accumulate in fretta svaniscono.

Il Libro dei mutamenti, rimesso con i piedi per terra

Fatto: Sul Libro dei mutamenti Zhu Xi fece una scelta controcorrente. Wang Bi e Cheng Yi lo avevano letto come un trattato di principi; Zhu Xi ricordò che «il Libro dei mutamenti era in origine un libro per la divinazione», 易本为卜筮之书, e che bisognava capirlo come i suoi autori lo usavano, prima di cercarvi la morale.nota 9

Fatto: Ne vennero due opere. Il Significato originale del Zhouyi, 周易本义, aperto dai diagrammi del Cielo anteriore attribuiti a Shao Yong, fra cui il quadrato nel cerchio che sarebbe arrivato fino a Leibniz; e l'Introduzione allo studio dei Mutamenti, 易学启蒙, del 1186, con Cai Yuanding, che fissa il metodo con gli steli e le regole per le linee mutevoli, ancora oggi le più citate nei manuali.nota 10

Ipotesi: In questa doppia fedeltà c'è forse la lezione più moderna di Zhu Xi lettore: prima capire un testo per quello che era, poi chiedersi che cosa può dire a noi. È la stessa regola che oggi separa la filologia dalla predica, e che questa guida prova a seguire.

Amici e avversari

Fatto: Nel 1175 Lü Zuqian organizzò un incontro al tempio del Lago dell'Oca, nello Jiangxi, fra Zhu Xi e i fratelli Lu. Lu Jiuyuan vi recitò una poesia con un verso rimasto famoso: «La fatica semplice e facile alla fine è grande; l'impresa frammentata e dispersa alla fine affonda», 易简工夫终久大,支离事业竟浮沉. Il «frammentato» era Zhu Xi, con la sua indagine delle cose una per una; per Lu bastava rischiarare il proprio cuore, perché «il cuore è il principio».nota 11

Fatto: Con Chen Liang, fra il 1184 e il 1186, Zhu Xi discusse per lettera di storia e di politica. Chen Liang difendeva i grandi sovrani Han e Tang per ciò che avevano realizzato; Zhu Xi rispondeva che i loro risultati non bastavano a giustificarli, se le loro intenzioni erano state guidate dall'interesse e non dal giusto. È la stessa disputa che in Europa oppone l'etica dei risultati a quella delle intenzioni.nota 12

Fatto: Tre secoli dopo Wang Yangming raccontò di aver provato da giovane a «studiare» con il metodo di Zhu Xi i bambù del cortile: dopo sette giorni di contemplazione si ammalò, senza aver capito nulla. Ne trasse la conclusione opposta: il principio non sta nelle cose ma nel cuore, e «conoscere e agire sono una cosa sola», 知行合一.nota 13

Ipotesi: La lezione dei due litigi non è che uno avesse ragione e l'altro torto. Lu e Wang ricordano che lo studio senza un cuore vivo diventa erudizione; Zhu ricorda che il cuore senza studio diventa presunzione, e che chi crede di trovare tutto in sé trova soprattutto sé stesso. Una vita ben orientata ha bisogno di entrambi gli avvertimenti.

Nello stesso secolo, dall'altra parte del mondo

Fatto: Zhu Xi nacque nel 1130 e morì nel 1200. Averroè nacque a Cordova nel 1126 e morì nel 1198; Maimonide, nato anche lui a Cordova nel 1138, completò la Guida dei perplessi verso il 1190, lo stesso anno dei Commenti ai Quattro libri. Averroè, nel Trattato decisivo, verso il 1179, sostenne che la filosofia è non solo lecita ma doverosa per chi legge la rivelazione con intelligenza.nota 14

Ipotesi: Tre uomini che non seppero nulla l'uno dell'altro fecero lo stesso gesto: prendere un canone ricevuto, il Corano, la Torah, i classici confuciani, e rileggerlo con un sistema razionale completo, Aristotele per i primi due, il principio e il soffio per il terzo. Tutti e tre furono attaccati dai contemporanei e diventarono, dopo la morte, autorità. Il paragone non dice che pensassero le stesse cose; dice che il XII secolo, in tre civiltà, sentì lo stesso bisogno di tenere insieme fede nei testi e ragione.

Fatto: Il pensiero di Zhu Xi viaggiò. In Corea, fra il 1559 e il 1566, Yi Hwang e Gi Daeseung discussero per lettera del rapporto fra i «quattro germogli» morali di Mencio e le «sette emozioni», cioè fra principio ed emozione, con una finezza che la psicologia morale contemporanea riconosce. In Giappone lo shogunato Tokugawa ne fece la dottrina delle sue scuole. In Europa Leibniz, nel 1716, gli dedicò il Discorso sulla teologia naturale dei Cinesi, sostenendo contro alcuni missionari che il principio dei confuciani non era ateismo ma una forma di ragione del mondo.nota 15

Da falso maestro a dottrina dell'impero

Fatto: Negli ultimi anni Zhu Xi cadde vittima di una lotta di fazione. Dal 1196 il suo insegnamento fu bollato come «falso studio», 伪学, e nel 1197 il suo nome fu messo in un elenco di cinquantanove «ribelli»; morì nel 1200, ancora in disgrazia. Nel 1241 l'imperatore Lizong lo onorò nel tempio di Confucio.nota 16

Fatto: Nel 1313 la dinastia mongola degli Yuan stabilì che i concorsi di Stato si basassero sui Quattro libri con i commenti di Zhu Xi; i primi esami si tennero nel 1315. Le dinastie Ming e Qing mantennero la regola: fino all'abolizione dei concorsi, nel 1905, il suo commento fu la risposta ufficiale.nota 17

Dibattito: Che cosa ne venne? Per molti storici, una straordinaria unità culturale: per sei secoli i funzionari di un impero immenso condivisero un linguaggio morale. Per altri, un irrigidimento: un pensiero nato come ricerca, e perseguitato come eresia, diventò una griglia di risposte da imparare a memoria. Yu Ying-shih ha mostrato quanto Zhu Xi fosse anche un uomo politico, che voleva limitare il potere del sovrano con la morale dei letterati; l'ortodossia di Stato usò spesso le sue parole nel senso opposto.nota 18

Si dice«Zhu Xi fu il filosofo del potere imperiale.»

In realtàVisse quasi sempre lontano dalla corte, criticò gli imperatori nei suoi memoriali e morì messo al bando. Diventò dottrina di Stato più di un secolo dopo, per decisione di una dinastia straniera: il suo pensiero fu usato dal potere più di quanto lui lo avesse servito.

Che cosa resta di Zhu Xi

Ipotesi: Resta un'idea di formazione: diventare migliori si impara, con un metodo, con libri scelti, con l'attenzione e con il tempo. Resta un'idea di ragione: il mondo ha una trama che si può conoscere, e quella trama riguarda anche il bene. Resta un modello di lettore: prima capire il testo, poi applicarlo a sé, 切己体察. E resta un avvertimento, che il suo destino postumo rende evidente: anche il pensiero più libero, quando diventa obbligatorio, rischia di diventare la gabbia di chi viene dopo.

Mettiti alla prova 3 domande

  1. Che cosa sono, per Zhu Xi, il principio, 理, e il soffio, 气?

    Mostra la risposta

    La trama per cui ogni cosa è ciò che è e deve essere, e la materia-energia in cui quella trama prende corpo, mai l'uno senza l'altro. «Nel mondo non c'è soffio senza principio, né principio senza soffio»: sono distinti nel pensiero, inseparabili nelle cose.

  2. Perché il Significato originale di Zhu Xi è una lettura controcorrente del Libro dei mutamenti?

    Mostra la risposta

    Perché ricorda che era nato come libro per la divinazione e va capito prima così, poi nelle sue lezioni morali. «易本为卜筮之书»: prima capire il testo come lo usavano i suoi autori, poi cercarne il significato morale.

  3. Chi, nello stesso secolo di Zhu Xi, rilesse il proprio canone religioso con un sistema filosofico completo?

    Mostra la risposta

    Averroè e Maimonide. Averroè (1126–1198) e Maimonide (1138–1204) furono esatti contemporanei di Zhu Xi (1130–1200); Tommaso nacque nel 1225.

Per andare a fondo

  • Libro

    Wing-tsit Chan, Chu Hsi: New Studies, University of Hawaii Press, 1989. Il grande studioso di Zhu Xi in inglese: la vita, le amicizie, i concetti.

  • Antologia

    Daniel K. Gardner, Learning to Be a Sage, University of California Press, 1990. Le Conversazioni sullo studio e sulla lettura, tradotte e ordinate per argomento.

  • Libro

    Yu Ying-shih 余英时, 朱熹的历史世界, Yunchen, 2003; Sanlian, 2004. Zhu Xi nella politica e nella cultura dei letterati dei Song: un classico della storiografia cinese.

Note

  1. Songshi, Daoxue zhuan. Juan 429, biografia di Zhu Xi; per la vita, Chan 1989 e Qian Mu 1971.
  2. Zhu Xi, Bailudong shuyuan jieshi. Le cinque frasi vengono dal Giusto mezzo, capitolo 20: «博学之,审问之,慎思之,明辨之,笃行之»; per le Riflessioni, Zhu Xi e Lü Zuqian, Jinsilu.
  3. Zhu Xi, Sishu zhangju jizhu. E Gardner 1990, introduzione.
  4. Zhuzi yulei. Juan 1: «天下未有无理之气,亦未有无气之理» e «未有天地之先,毕竟也只是理».
  5. Zhuzi yulei. Juan 94.
  6. Needham 1956. La parte sul neoconfucianesimo e la «filosofia dell'organismo»; per la critica dei paragoni, Angle e Tiwald 2017, capitolo 2.
  7. Zhu Xi, Sishu zhangju jizhu. Daxue zhangju 大学章句, il «paragrafo aggiunto» 格物补传: «所谓致知在格物者,言欲致吾之知,在即物而穷其理也……一旦豁然贯通焉».
  8. Zhuzi yulei. Juan 9 per 居敬穷理; juan 10–11, «Dushu fa» 读书法, per i consigli di lettura.
  9. Zhuzi yulei. Juan 66.
  10. Zhu Xi, Zhouyi benyi. E Zhu Xi, Yixue qimeng; per Leibniz e il diagramma, Leibniz 1703.
  11. Lu Jiuyuan ji. Juan 25, la poesia «Ehu he jiaoshou xiong yun» 鹅湖和教授兄韵; per 心即理, juan 11 e 36.
  12. Zhu Xi, Wenji. Juan 36, le lettere a Chen Liang; Yu Ying-shih 2003, parte II.
  13. Wang Yangming, Chuanxi lu. Chuanxi lu, parte III.
  14. Averroè, Trattato decisivo. E Maimonide, Guida I.58.
  15. Kalton 1994, Four-Seven Debate. E Leibniz 1716.
  16. Songshi, Daoxue zhuan. Juan 429; Yu Ying-shih 2003, per la persecuzione del «falso studio».
  17. Yuanshi, Xuanju zhi. Juan 81, «Xuanju zhi» 选举志, anno 皇庆二年.
  18. Yu Ying-shih 2003. E Bol 2008, capitolo 7, sull'ortodossia di Stato.
Bibliografia di questo capitolo 23 opere e fonti citate

Ogni affermazione rimanda, con un numero, alla sua nota; ogni nota porta qui. Gli studi sono citati dalla pubblicazione originale; le prepubblicazioni non ancora sottoposte a revisione sono indicate come tali. Le traduzioni dall'inglese e dal cinese sono di Simon Luo Wei. Dati e collegamenti controllati a ottobre 2026. La bibliografia completa della sezione è nella pagina introduttiva.

Testi classici e documenti storici

  • Averroè, Trattato decisivo Ibn Rushd (Averroè). Faṣl al-maqāl [Il trattato decisivo sull'accordo della religione con la filosofia], 1179 circa. Trad. it. a cura di Massimo Campanini, Milano, BUR, 1994.
  • Kalton 1994, Four-Seven Debate Kalton, Michael C., e altri. 1994. The Four-Seven Debate: An Annotated Translation of the Most Famous Controversy in Korean Neo-Confucian Thought. Albany, State University of New York Press. Il carteggio fra Yi Hwang 李滉 (Toegye) e Gi Daeseung 奇大升 (Gobong), 1559–1566.
  • Leibniz 1703 Leibniz, Gottfried Wilhelm. 1703. «Explication de l'arithmétique binaire». Mémoires de l'Académie royale des sciences (1703): 85–89.
  • Leibniz 1716 Gottfried Wilhelm Leibniz. «Discours sur la théologie naturelle des Chinois», 1716. Trad. ingl. di Henry Rosemont Jr. e Daniel J. Cook, Discourse on the Natural Theology of the Chinese, Honolulu, University of Hawaii Press, 1977.
  • Lu Jiuyuan ji Lu Jiuyuan 陆九渊. Lu Jiuyuan ji 陆九渊集 [Opere], a cura di Zhong Zhe 钟哲, Pechino, Zhonghua shuju, 1980.
  • Maimonide, Guida I.58 Mosè Maimonide. Dalālat al-ḥā'irīn (Guida dei perplessi), I, 58, 1190 circa. Trad. it. a cura di Mauro Zonta, Torino, UTET, 2003.
  • Songshi, Daoxue zhuan Tuotuo 脱脱 e altri. Songshi 宋史 [Storia dei Song], juan 427–430, «Daoxue zhuan» 道学传 [Biografie dello Studio della Via], 1345. Pechino, Zhonghua shuju, 1977.
  • Wang Yangming, Chuanxi lu Wang Yangming 王阳明. Chuanxi lu 传习录 [Istruzioni per la pratica], 1518–1556. In Wang Yangming quanji 王阳明全集, a cura di Wu Guang 吴光 e altri, Shanghai, Shanghai guji chubanshe, 1992.
  • Yuanshi, Xuanju zhi Song Lian 宋濂 e altri. Yuanshi 元史 [Storia degli Yuan], cap. 81, «Xuanju zhi» 选举志 [Trattato sulla selezione dei funzionari], 1370. Pechino, Zhonghua shuju, 1976.
  • Zhu Xi e Lü Zuqian, Jinsilu Zhu Xi 朱熹 e Lü Zuqian 吕祖谦. Jinsilu 近思录 [Riflessioni sulle cose vicine], 1175. Trad. ingl. di Wing-tsit Chan, Reflections on Things at Hand, New York, Columbia University Press, 1967.
  • Zhu Xi, Bailudong shuyuan jieshi Zhu Xi 朱熹. «Bailudong shuyuan jieshi» 白鹿洞书院揭示 [Le regole affisse all'Accademia della Grotta del Cervo Bianco], 1180. In Hui'an xiansheng Zhu Wengong wenji, juan 74, in Zhuzi quanshu, 2002.
  • Zhu Xi, Sishu zhangju jizhu Zhu Xi 朱熹. Sishu zhangju jizhu 四书章句集注 [I Quattro libri, divisi in capitoli e frasi, con i commenti raccolti], 1190. Pechino, Zhonghua shuju, 1983.
  • Zhu Xi, Wenji Zhu Xi 朱熹. Hui'an xiansheng Zhu Wengong wenji 晦庵先生朱文公文集 [Scritti], in Zhuzi quanshu 朱子全书, voll. 20–25, Shanghai, Shanghai guji chubanshe, e Hefei, Anhui jiaoyu chubanshe, 2002.
  • Zhu Xi, Yixue qimeng Zhu Xi 朱熹 e Cai Yuanding 蔡元定. Yixue qimeng 易学启蒙 [Introduzione allo studio dei Mutamenti], 1186, cap. 4, «Kao bian zhan» 考变占. In Zhuzi quanshu 朱子全书, vol. 1, Shanghai, Shanghai guji chubanshe, e Hefei, Anhui jiaoyu chubanshe, 2002.
  • Zhu Xi, Zhouyi benyi Zhu Xi 朱熹. Zhouyi benyi 周易本义, 1177–1188; Yixue qimeng 易学启蒙 (con Cai Yuanding), 1186. Ed. Liao Mingchun 廖名春, Pechino, Zhonghua shuju, 2009.
  • Zhuzi yulei Li Jingde 黎靖德 (a cura di). Zhuzi yulei 朱子语类 [Le conversazioni del maestro Zhu, per argomenti], 1270. Ed. Wang Xingxian 王星贤, Pechino, Zhonghua shuju, 1986, 8 voll.

Studi

  • Angle e Tiwald 2017 Angle, Stephen C., e Justin Tiwald. 2017. Neo-Confucianism: A Philosophical Introduction. Cambridge, Polity.
  • Bol 2008 Bol, Peter K. 2008. Neo-Confucianism in History. Cambridge (MA), Harvard University Asia Center.
  • Chan 1989 Chan, Wing-tsit. 1989. Chu Hsi: New Studies. Honolulu, University of Hawaii Press.
  • Gardner 1990 Gardner, Daniel K. 1990. Learning to Be a Sage: Selections from the Conversations of Master Chu, Arranged Topically. Berkeley, University of California Press.
  • Needham 1956 Needham, Joseph. 1956. Science and Civilisation in China, vol. 2, History of Scientific Thought. Cambridge, Cambridge University Press, sez. 16.
  • Qian Mu 1971 Qian Mu 钱穆. 1971. Zhuzi xin xue'an 朱子新学案 [Nuovi studi su Zhu Xi]. Taipei, Sanmin shuju.
  • Yu Ying-shih 2003 Yu Ying-shih 余英时. 2003. Zhu Xi de lishi shijie 朱熹的历史世界 [Il mondo storico di Zhu Xi]. Taipei, Yunchen wenhua; Pechino, Sanlian shudian, 2004.

Testi di Simon Luo Wei, su fonti primarie e studi pubblicati. Le citazioni sono confrontate con le edizioni indicate in bibliografia o con gli studi che le riportano con la pagina; le traduzioni dal cinese classico, dal greco, dal latino e dal tedesco, dove non è indicato altro, sono sue. Ottobre 2026.

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