Philosophy Atlas · La Cina e le altre tradizioni · Confronto 8 di 9
复杂 fùzá I Mutamenti e la complessità
Il Libro dei mutamenti e i sistemi complessi
Un libro di tremila anni fa che parla soltanto di cambiamento, e una scienza di oggi che studia i sistemi che cambiano da sé. Si parlano davvero?
La scienza dei sistemi complessi studia ciò che nasce dall'interazione di molte parti: uno stormo, un mercato, un cervello, il clima. Il Libro dei mutamenti è un sistema di sessantaquattro situazioni e dei passaggi fra l'una e l'altra. Il confronto è seducente, e proprio per questo pericoloso. Questo capitolo dice che cosa regge, una struttura matematica e alcune intuizioni sul cambiamento, e che cosa no: il libro non contiene la teoria del caos, e non prevede nulla.
In breve
- I sessantaquattro esagrammi, con i passaggi di una linea alla volta, formano una struttura matematica precisa: un ipercubo a sei dimensioni.
- Alcune intuizioni del libro somigliano a idee della complessità: il cambiamento come stato normale, il rovescio che arriva al colmo, l'attenzione al momento.
- Ma la scienza della complessità misura, modella e mette alla prova; il Libro dei mutamenti interpreta. Un'analogia non è un modello.
- Il libro non contiene la teoria del caos e non prevede il futuro: può servire, al più, come lingua per pensare le situazioni.
Quanto è certo ciò che leggiOgni passo porta il suo grado. Tocca un grado per trovarlo nel testo.
Che cos'è un sistema complesso
Consenso: Un sistema complesso è fatto di molte parti che interagiscono senza un comando centrale: da queste interazioni nascono comportamenti che nessuna parte ha da sola, come la forma di uno stormo o l'andamento di un mercato. Le parole chiave sono retroazione, non linearità, emergenza, adattamento.nota 1nota 2
Fatto: Nel 1963 Edward Lorenz mostrò che un sistema di equazioni deterministiche può essere imprevedibile a lungo termine, perché piccolissime differenze iniziali crescono rapidamente: è la nascita della teoria del caos.nota 3 Nel 1977 Ilya Prigogine ricevette il premio Nobel per la chimica per le strutture dissipative, sistemi lontani dall'equilibrio che si organizzano da sé; con Isabelle Stengers ne trasse una «nuova alleanza» fra le scienze e l'idea di un mondo in divenire.nota 4
Sessantaquattro stati e i loro passaggi
Fatto: Ogni esagramma è fatto di sei linee, intere o spezzate: 2 alla sesta, sessantaquattro combinazioni. Nella divinazione una o più linee possono «mutare» e trasformare l'esagramma in un altro.nota 5 Se si collegano gli esagrammi che differiscono per una sola linea, ognuno ha sei vicini, e l'insieme forma un ipercubo a sei dimensioni: una struttura matematica precisa, che il libro non descrive ma che i suoi segni permettono.
Fatto: Leibniz, nel 1703, lesse gli esagrammi come numeri binari: il capitolo Ponti e miraggi racconta che cosa regge di quella lettura, e che cosa no.
Le intuizioni che reggono
穷则变,变则通,通则久。
Quando una cosa è giunta al limite, cambia; cambiando, si apre una via; aprendosi una via, dura.
Xici, parte II, cap. 2nota 5
Ipotesi: Il Libro dei mutamenti tratta il cambiamento come lo stato normale delle cose, e ogni situazione come un passaggio. È un punto di vista vicino a quello della complessità, che studia i sistemi lontani dall'equilibrio e le loro transizioni, più che gli stati fermi.
Ipotesi: «Il ritorno è il movimento del Dao», 反者道之动, dice il Laozi:nota 6 le cose giunte al colmo si rovesciano. Somiglia alla retroazione negativa che riporta un sistema verso l'equilibrio, e alle transizioni di fase in cui un piccolo cambiamento rovescia lo stato. Ma è una somiglianza di immagini: il libro non dice quando, né quanto.
Che cosa non regge
Consenso: La scienza della complessità costruisce modelli, li confronta con i dati e accetta di essere smentita. Il Libro dei mutamenti non ha equazioni, non misura nulla, e le sue risposte si interpretano: nessuna osservazione potrebbe dimostrarle false. È un'altra cosa, e non è un difetto: è un libro di saggezza, non di fisica.
Si dice«Il Libro dei mutamenti contiene già la teoria del caos.»
In realtàContiene un'idea forte del cambiamento e una struttura combinatoria elegante. La teoria del caos è un risultato matematico del Novecento, fatto di equazioni e di misure: la somiglianza è un'analogia, non un'anticipazione.nota 3
Una lingua per pensare le situazioni
Ipotesi: Che cosa resta, allora? Un vocabolario per guardare le situazioni come processi: chiedersi a che punto di un passaggio ci si trova, che cosa sta crescendo e che cosa sta per rovesciarsi, quale sia il momento giusto per agire. È così che la guida al Libro dei mutamenti propone di usarlo, e così che lo usavano già molti pensatori antichi: per pensare, non per prevedere.
| Aspetto | Il Libro dei mutamenti | La scienza della complessità |
|---|---|---|
| Che cosa studia | Le situazioni umane e il loro mutare | Sistemi di molte parti che interagiscono |
| La struttura | 64 esagrammi; i passaggi formano un ipercubo | Reti, equazioni, simulazioni |
| Il cambiamento | Lo stato normale; al colmo, il rovescio | Retroazione, transizioni di fase, caos |
| Il metodo | Interpretazione, commento, saggezza pratica | Modelli, dati, verifiche |
| Che cosa promette | Un modo di pensare il momento | Spiegazioni, a volte previsioni, sempre smentibili |
Mettiti alla prova 3 domande
Quanti vicini ha ogni esagramma, se si cambia una sola linea?
Mostra la risposta
Sei. Sei linee, sei modi di cambiarne una: l'insieme è un ipercubo a sei dimensioni.
Che cosa mostrò Edward Lorenz nel 1963?
Mostra la risposta
Che equazioni deterministiche possono essere imprevedibili a lungo termine. La sensibilità alle condizioni iniziali: la nascita della teoria del caos.
Perché il Libro dei mutamenti non è una teoria scientifica?
Mostra la risposta
Perché non ha modelli né misure, e le sue risposte non si possono smentire. È un libro di saggezza: per pensare, non per prevedere.
Domande: 0 su 3 · Risposte giuste: 0
Per andare a fondo
- Libro
Melanie Mitchell, Complexity: A Guided Tour, Oxford University Press, 2009. Un'introduzione chiara alla scienza della complessità.
- Libro
Ilya Prigogine e Isabelle Stengers, La nuova alleanza, Einaudi, 1981. Le strutture dissipative e l'idea di un mondo in divenire.
Note
- Holland 1995.
- Mitchell 2009.
- Lorenz 1963.
- Prigogine e Stengers 1979.
- Zhouyi. Xici, parte II, cap. 2.
- Laozi. Cap. 40.
Bibliografia di questo confronto 6 opere e fonti citate
Ogni affermazione rimanda, con un numero, alla sua nota; ogni nota porta qui. Gli studi sono citati dalla pubblicazione originale; le prepubblicazioni non ancora sottoposte a revisione sono indicate come tali. Le traduzioni dall'inglese e dal cinese sono di Simon Luo Wei. Dati e collegamenti controllati a ottobre 2026. La bibliografia completa dei confronti è nella pagina introduttiva.
Testi classici e documenti storici
- Laozi Laozi 老子 (Daodejing 道德经), testo di Wang Bi 王弼. Lou Yulie 楼宇烈 (a cura di), Wang Bi ji jiaoshi 王弼集校释, Pechino, Zhonghua shuju, 1980. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Zhouyi Zhouyi 周易 [I mutamenti dei Zhou], con le «Dieci ali» (Shiyi 十翼): Tuanzhuan 彖传, Xici 系辞, Xugua 序卦. Ed. Ruan Yuan 阮元, Shisanjing zhushu 十三经注疏, 1816; rist. Pechino, Zhonghua shuju, 1980. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
Studi
- Holland 1995 Holland, John H. 1995. Hidden Order: How Adaptation Builds Complexity. Reading (MA), Addison-Wesley.
- Lorenz 1963 Lorenz, Edward N. 1963. «Deterministic Nonperiodic Flow». Journal of the Atmospheric Sciences 20 (2): 130–141. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
- Mitchell 2009 Mitchell, Melanie. 2009. Complexity: A Guided Tour. New York, Oxford University Press.
- Prigogine e Stengers 1979 Prigogine, Ilya, e Isabelle Stengers. 1979. La Nouvelle Alliance. Métamorphose de la science. Parigi, Gallimard. Trad. it. La nuova alleanza, Torino, Einaudi, 1981.
Capitoli di Simon Luo Wei. Le traduzioni dal cinese classico, dove non è indicato altro, sono sue; le altre citazioni rimandano all'edizione indicata nella bibliografia. Ottobre 2026.
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