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Filosofia e traduzione

哲学 zhéxué Zhéxué 哲学, filosofia

哲学 zhéxué: lo studio del saggio

Confucio, Laozi, Zhuangzi: per duemila anni nessuno li ha chiamati filosofi, perché la parola non c'era. Quando è arrivata, e che cosa ha cambiato?

哲 è il saggio, chi capisce gli uomini; 学 è lo studio. 哲学, «lo studio della saggezza», è una parola giovane: l'ha coniata in Giappone Nishi Amane per tradurre philosophy, e il cinese l'ha accolta alla fine dell'Ottocento. Prima, i maestri cinesi avevano scuole, insegnamenti, studi del principio o della via; non una «filosofia». Con la parola è arrivata anche una domanda che dura ancora: quella che chiamiamo filosofia cinese è filosofia nello stesso senso di quella greca?

Nella mappa dei concetti

La parola 哲学 zhéxué sta nel gruppo «Le parole venute dall'Europa», legata a 理性, 智, 学 e 科学. La mappa mostra 60 parole e i legami fra loro; il lessico ne approfondisce 36, voce per voce.

In breve

  1. 哲 nei classici è il saggio che capisce gli uomini: «conoscere gli uomini è saggezza», dice il Libro dei documenti.
  2. 哲学 è una parola giapponese di Nishi Amane (1874), entrata in cinese alla fine dell'Ottocento.
  3. Hu Shi (1919) e Feng Youlan (1931–1934) scrivono le prime storie della «filosofia cinese», ordinando i maestri antichi come i filosofi europei.
  4. Con la stessa parola si dicono tre cose diverse: la philosophia greca, un modo di vivere; la filosofia europea moderna, una disciplina universitaria; il 哲学 cinese, una disciplina moderna che ha riordinato i maestri antichi, dentro uno stato in cui la filosofia marxista è quella ufficiale.
  5. Il pensiero dei maestri cinesi è più vicino alla filosofia antica, come «esercizio» e cura di sé, che alla filosofia accademica di oggi.
  6. Il dibattito sulla «legittimità» della filosofia cinese, da Hegel ai giorni nostri, è ancora aperto: è filosofia, o un pensiero di altro genere?
  7. Questo sito dice «filosofia cinese» e «pensiero cinese», a seconda di ciò che si vuole sottolineare: l'argomentazione o la tradizione.

Quanto è certo ciò che leggiOgni passo porta il suo grado. Tocca un grado per trovarlo nel testo.

Il saggio che capisce gli uomini

Fatto: Lo Shuowen spiega 哲 come «sapere», 知也. Nel Libro dei documenti il ministro Gaoyao dice che il buon governo sta in due cose, conoscere gli uomini e dare pace al popolo: «conoscere gli uomini è saggezza», 知人则哲.nota 1

Fatto: Il Libro dei riti racconta che Confucio, sette giorni prima di morire, si alzò all'alba e cantò camminando davanti alla porta:nota 2

泰山其颓乎!梁木其坏乎!哲人其萎乎!

Il monte Tai crolla! La trave maestra si spezza! Il saggio appassisce!

Liji, «Tangong»nota 2

Consenso: 哲人, «il saggio», è dunque una parola antica e solenne. Ma nessun testo antico parla di 哲学: i cinesi dicevano «gli insegnamenti», 教, «le scuole», 家, «lo studio della via», 道学, «lo studio del principio», 理学.

1874: Nishi Amane

Fatto: Il giapponese Nishi Amane, che aveva studiato a Leida, cercò per anni la parola per philosophy. Nel Nuovo discorso sulle cento dottrine del 1874 la fissò: 哲学, tetsugaku.nota 3 Coniò nello stesso periodo molte altre parole della filosofia moderna, che il cinese ha poi accolto.

Consenso: La parola arriva in Cina alla fine dell'Ottocento, con i libri giapponesi e gli studenti che tornano da Tokyo; Liu 1995 la elenca fra i prestiti di ritorno, parole scritte con caratteri cinesi, nate in Giappone, rientrate in Cina con un senso nuovo.nota 4

La «filosofia cinese»: una storia scritta nel Novecento

Fatto: Nel 1919 Hu Shi, che aveva studiato con John Dewey alla Columbia, pubblica i Lineamenti di storia della filosofia cinese: comincia da Laozi e Confucio, e legge i testi antichi con i metodi della filosofia e della filologia europee.nota 5 Fra il 1931 e il 1934 Feng Youlan pubblica la sua Storia della filosofia cinese in due volumi, che diventa per decenni il libro di riferimento.nota 6

Dibattito: Da allora la domanda torna periodicamente: la filosofia è una forma di pensiero greca ed europea, fatta di argomenti e di sistemi, o è un nome che spetta anche alla tradizione cinese? Intorno al 2001 gli studiosi cinesi l'hanno chiamata «la legittimità della filosofia cinese», 中国哲学的合法性. Chi risponde di sì indica gli argomenti dei moisti e di Xunzi, la logica dei nomi, le dispute dei Song; chi esita ricorda che i maestri cinesi non separavano il pensare dal vivere.

È la stessa cosa? Tre filosofie con un nome solo

Consenso: Quando un cinese dice 哲学, quando un greco del IV secolo a.C. diceva philosophia e quando un professore europeo di oggi dice «filosofia», non parlano esattamente della stessa cosa. Le differenze sono di tre ordini: accademiche, storiche, politiche e culturali.

Consenso: La filosofia antica. Per i Greci la philosophia, «amore della sapienza», era insieme una ricerca e un modo di vivere: si entrava in una scuola, l'Accademia, il Liceo, il Giardino, il Portico, e la si praticava ogni giorno. Pierre Hadot ha mostrato che gli «esercizi spirituali» dei filosofi antichi, l'esame di sé, la meditazione, il dialogo, contavano quanto le dottrine.nota 7 La ricerca, però, aveva una domanda sua: che cos'è ciò che è, qual è il principio di tutte le cose, come si dimostra; e una forma sua, l'argomentazione e la definizione.

Consenso: La filosofia moderna. Da Cartesio e da Kant la filosofia europea diventa sempre più una disciplina teorica, insegnata nelle università, separata dalla teologia e poi dalle scienze naturali: conoscenza, linguaggio, mente, morale, politica. È la filosofia dei dipartimenti, delle riviste, della distinzione fra analitici e continentali. È questa la filosofia che il Giappone e la Cina incontrano nell'Ottocento.

Consenso: Il 哲学 cinese. I maestri antichi, Confucio, Mencio, Laozi, Zhuangzi, Xunzi, partono da un'altra domanda: come si vive bene, come si governa, come si coltiva sé stessi, 修身. Le loro forme sono il detto, il dialogo breve, l'aneddoto, il commento ai classici. Hanno anche argomenti, logica e dispute, i moisti, i nominalisti, Xunzi, i maestri dei Song; ma il fine resta pratico. Il 哲学 come disciplina è nato nel Novecento, quando le università cinesi hanno riordinato questa tradizione con le categorie europee: ontologia, teoria della conoscenza, etica.

Ipotesi: Ne viene un paradosso: il pensiero dei maestri cinesi assomiglia più alla filosofia antica di Hadot, una pratica per trasformare sé stessi, che alla filosofia accademica moderna, con cui pure condivide il nome.

Il giudizio europeo, e la risposta cinese

Fatto: Hegel, nelle Lezioni sulla storia della filosofia, pose la Cina all'inizio della storia e quasi fuori dalla filosofia: Confucio gli sembrava un maestro di morale pratica, senza filosofia speculativa.nota 8 Un secolo prima Leibniz aveva giudicato il contrario, e aveva visto nel Libro dei mutamenti un'anticipazione del suo calcolo binario: il grafo racconta il legame.

Fatto: La scelta dei nomi è ancora oggi un modo di prendere posizione. La sinologa Anne Cheng, nel 1997, ha intitolato la sua grande storia Histoire de la pensée chinoise, in italiano Storia del pensiero cinese: «pensiero», non «filosofia».nota 9 Nel 1958 Mou Zongsan, Tang Junyi, Xu Fuguan e Zhang Junmai pubblicarono a Hong Kong un Manifesto per la cultura cinese: la Cina ha una filosofia, scrivevano, ma il suo centro è lo studio del cuore e della natura, 心性之学, non la metafisica.nota 10

Il quadro politico e culturale, in Cina e in Italia

Fatto: Nella Repubblica popolare la filosofia è una delle discipline ufficiali dell'università, con otto rami: la filosofia marxista, la filosofia cinese, la filosofia straniera, la logica, l'etica, l'estetica, gli studi religiosi, la filosofia della scienza e della tecnica.nota 11 La filosofia marxista, il materialismo dialettico e storico, ha un posto particolare, perché il marxismo è indicato nella Costituzione come pensiero guida dello stato; nei licei la filosofia si studia dentro il corso di educazione politica, 思想政治.

Fatto: Anche in Italia la filosofia ha un posto unico e una storia politica: dalla riforma di Giovanni Gentile del 1923 la storia della filosofia si studia per tre anni nei licei, e Gentile fu anche il filosofo del regime fascista.nota 12 La filosofia come materia scolastica è dunque, in tutti e due i paesi, anche una scelta dello stato su che cosa debba sapere un cittadino.

Consenso: Nella lingua di tutti i giorni, infine, 哲学 e «filosofia» si somigliano molto: 人生哲学 è la «filosofia di vita», 经营哲学 la «filosofia aziendale», e «这句话很哲学», «questa frase è molto filosofica», si dice come in italiano, con un po' di ironia.

Tre filosofie a confronto
AspettoLa philosophia grecaLa filosofia europea modernaIl 哲学 in Cina
Il nome«Amore della sapienza», parola grecaLa stessa parola, nelle lingue europeeParola giapponese del 1874, entrata in cinese intorno al 1900
La domanda di partenzaChe cosa è, qual è il principio, come si dimostraChe cosa possiamo conoscere, che cosa dobbiamo fareCome si vive e si governa bene, come si coltiva sé stessi
La formaIl dialogo, il trattato, la definizioneIl trattato, l'articolo, la dimostrazioneIl detto, il commento ai classici; poi il manuale universitario
Il luogoLe scuole: Accademia, Liceo, PorticoLe universitàLe scuole dei maestri e le accademie, 书院; dal Novecento le università
Il rapporto con la vitaUn modo di vivere, con i suoi eserciziSoprattutto una disciplina teoricaLa coltivazione di sé, 修身; come disciplina, teoria
Il rapporto con lo statoLa città, e i suoi processi: SocrateUniversità autonome; in Italia, la filosofia nei liceiLa filosofia marxista come pensiero guida; otto discipline ufficiali
Filosofia e 哲学: le parole
CineseItalianoNota
哲学filosofiadal giapponese tetsugaku, Nishi Amane, 1874
哲人saggiola parola antica, nel Libro dei riti
思想pensiero«il pensiero cinese», 中国思想: il nome più largo
中国哲学filosofia cineseil nome delle storie di Hu Shi e Feng Youlan
哲学家filosofoConfucio, nei libri di oggi, è 思想家, «pensatore», più spesso che 哲学家

La scelta di questo sito

Ipotesi: Diciamo «filosofia cinese» quando parliamo di argomenti, definizioni, dispute; «pensiero cinese» quando parliamo di una tradizione intera, con i riti, la medicina, la pittura. Le due espressioni non si escludono, e il capitolo Capire la Cina: la filosofia le usa tutte e due.

Dove se ne parla nel sito

Mettiti alla prova 3 domande

  1. Chi coniò la parola 哲学 per «filosofia»?

    Mostra la risposta

    Nishi Amane, in Giappone, nel 1874. Tetsugaku, nel Nuovo discorso sulle cento dottrine.

  2. Che cosa canta Confucio prima di morire?

    Mostra la risposta

    Il monte Tai crolla, la trave si spezza, il saggio appassisce. 泰山其颓乎!梁木其坏乎!哲人其萎乎!

  3. Chi scrisse una Storia della filosofia cinese in due volumi (1931–1934)?

    Mostra la risposta

    Feng Youlan. Il libro di riferimento per decenni.

Per andare a fondo

  • Libro

    Feng Youlan, A Short History of Chinese Philosophy, Macmillan, 1948. La versione breve, scritta in inglese, della sua storia.

  • Libro

    A. C. Graham, Disputers of the Tao, Open Court, 1989. La filosofia cinese antica come argomentazione.

Note

  1. Shangshu, «Gaoyao mo». «知人则哲,能官人;安民则惠,黎民怀之».
  2. Liji, «Tangong». L'episodio della morte di Confucio, nella seconda parte del capitolo.
  3. Nishi Amane 1874. Sul lungo lavoro di Nishi Amane sulla parola, e sulle altre parole della filosofia: Howland 2002.
  4. Liu 1995. Appendici sui neologismi e sui prestiti di ritorno.
  5. Hu Shi 1919.
  6. Feng Youlan 1934.
  7. Hadot 1995.
  8. Hegel, Lezioni sulla storia della filosofia. La parte sulla filosofia orientale, all'inizio delle lezioni.
  9. Cheng 1997.
  10. Manifesto del 1958.
  11. Catalogo delle discipline, 2011. Si veda anche il preambolo della Costituzione della RPC, sul pensiero guida.
  12. Riforma Gentile, 1923.
Bibliografia di questa voce 14 opere e fonti citate

Ogni affermazione rimanda, con un numero, alla sua nota; ogni nota porta qui. Gli studi sono citati dalla pubblicazione originale; le prepubblicazioni non ancora sottoposte a revisione sono indicate come tali. Le traduzioni dall'inglese e dal cinese sono di Simon Luo Wei. Dati e collegamenti controllati a ottobre 2026. La bibliografia completa del lessico è nella pagina introduttiva.

Testi classici e documenti storici

  • Hegel, Lezioni sulla storia della filosofia Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Vorlesungen über die Geschichte der Philosophie, ed. Karl Ludwig Michelet, Berlino, 1833; si cita la parte sulla filosofia orientale, su Confucio e sul Libro dei mutamenti.
  • Liji, «Tangong» Liji 礼记, cap. 3, «Tangong shang» 檀弓上. Ed. Sun Xidan 孙希旦, Liji jijie 礼记集解, Pechino, Zhonghua shuju, 1989. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Shangshu, «Gaoyao mo» Shangshu 尚书 [Libro dei documenti], «Gaoyao mo» 皋陶谟 [I consigli di Gaoyao]. Ed. Ruan Yuan 阮元, Shisanjing zhushu 十三经注疏, 1816; rist. Pechino, Zhonghua shuju, 1980. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)

Studi

  • Cheng 1997 Anne Cheng. Histoire de la pensée chinoise. Parigi, Seuil, 1997; trad. it. Storia del pensiero cinese, 2 voll., Torino, Einaudi, 2000.
  • Feng Youlan 1934 Feng Youlan 冯友兰. Zhongguo zhexue shi 中国哲学史 [Storia della filosofia cinese], 2 voll. Shanghai, Shangwu yinshuguan, 1931–1934.
  • Hadot 1995 Pierre Hadot. Qu'est-ce que la philosophie antique? Parigi, Gallimard, 1995; trad. it. Che cos'è la filosofia antica?, Torino, Einaudi, 1998.
  • Howland 2002 Douglas R. Howland. Translating the West: Language and Political Reason in Nineteenth-Century Japan. Honolulu, University of Hawai'i Press, 2002.
  • Hu Shi 1919 Hu Shi 胡适. Zhongguo zhexue shi dagang 中国哲学史大纲 [Lineamenti di storia della filosofia cinese]. Shanghai, Shangwu yinshuguan, 1919.
  • Liu 1995 Lydia H. Liu. Translingual Practice: Literature, National Culture, and Translated Modernity — China, 1900–1937. Stanford, Stanford University Press, 1995; con le appendici dei neologismi entrati nel cinese dal giapponese.
  • Manifesto del 1958 Mou Zongsan 牟宗三, Xu Fuguan 徐复观, Zhang Junmai 张君劢 e Tang Junyi 唐君毅. «Wei Zhongguo wenhua jinggao shijie renshi xuanyan» 为中国文化敬告世界人士宣言 [Manifesto per la cultura cinese, rivolto al mondo]. Minzhu pinglun 民主评论, 1° gennaio 1958.
  • Nishi Amane 1874 Nishi Amane 西周. Hyakuichi shinron 百一新論 [Nuovo discorso sulle cento dottrine e una sola]. Tokyo, 1874.

Dati, rapporti e documenti ufficiali

  • Catalogo delle discipline, 2011 Comitato per i titoli accademici del Consiglio di Stato e Ministero dell'istruzione della RPC. Xuewei shouyu he rencai peiyang xueke mulu 学位授予和人才培养学科目录 [Catalogo delle discipline per i titoli accademici], 2011: la filosofia (01) e le sue otto discipline.
  • Costituzione della RPC Zhonghua renmin gongheguo xianfa 中华人民共和国宪法 [Costituzione della Repubblica popolare cinese], 1982, con le revisioni del 1988, 1993, 1999, 2004 e 2018; si citano il preambolo e gli artt. 1, 2, 5, 33, 35–38, 47. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Riforma Gentile, 1923 Regio decreto 6 maggio 1923, n. 1054, «Ordinamento della istruzione media e dei convitti nazionali» (la riforma della scuola di Giovanni Gentile).

Voci di Simon Luo Wei, traduttore e interprete asseverato. Le rese italiane sono attribuite a un autore soltanto dove sono state verificate nel suo testo o in uno studio che le riporta; le traduzioni dal cinese classico, dove non è indicato altro, sono sue. Ottobre 2026.

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