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Filosofia e traduzione

仁 rén Rén 仁, l'umanità

仁 rén: umanità, benevolenza

Confucio non ne dà mai una definizione, e i discepoli gliela chiedono di continuo. Come si traduce una virtù che il maestro descrive in modo diverso a ogni domanda?

仁 è la virtù che Confucio mette sopra tutte, e che non definisce mai una volta per tutte: a un discepolo risponde «amare gli altri», a un altro «vincere sé stessi e tornare ai riti». Il carattere unisce una persona, 人, e il numero due, 二: si è umani in relazione. L'italiano oscilla fra «umanità» e «benevolenza», l'inglese ha provato quasi tutto, da perfect virtue ad authoritative conduct. Questa voce spiega perché nessuna resa basta da sola, e come scegliere.

Nella mappa dei concetti

La parola 仁 rén sta nel gruppo «Le virtù e le relazioni», legata a 礼, 义, 心, 孝 e 德. La mappa mostra 60 parole e i legami fra loro; il lessico ne approfondisce 36, voce per voce.

In breve

  1. Il carattere unisce 人, persona, e 二, due; lo Shuowen lo spiega con «affetto», 亲. Si è umani nella relazione.
  2. «Umanità» conserva il legame con 人 («仁 è l'essere umano»), ma in italiano è anche il genere umano.
  3. «Benevolenza» dice il volere bene, ma suona come una concessione dall'alto, mentre 仁 è reciproco.
  4. Le rese inglesi mostrano il ventaglio: perfect virtue (Legge), humanity (Chan), authoritative conduct (Ames e Rosemont).
  5. Regola pratica: «umanità» come resa di base, «benevolenza» quando il testo parla di come si governa e si tratta chi sta sotto, e il carattere accanto la prima volta.

Quanto è certo ciò che leggiOgni passo porta il suo grado. Tocca un grado per trovarlo nel testo.

Una persona, e due

Fatto: Lo Shuowen jiezi spiega 仁 con 亲, «affetto, vicinanza», e lo scompone in 人, persona, e 二, due.nota 1 Nei manoscritti su bambù di Guodian, sepolti verso il 300 a.C., la parola compare anche in un'altra grafia, con il corpo, 身, sopra il cuore, 心.nota 2

Ipotesi: Le due grafie dicono due cose vere del 仁: è una relazione fra persone, ed è un sentire che abita il corpo. Ogni traduzione dovrebbe tenerle insieme; quasi nessuna ci riesce.

Fatto: Confucio non lo definisce mai una volta per tutte. A Fan Chi, che gli chiede che cosa sia, risponde: «amare gli altri», 爱人; a Yan Hui: «vincere sé stessi e tornare ai riti è 仁», 克己复礼为仁.nota 3 Il Giusto mezzo, e quasi con le stesse parole Mencio, lo legano alla parola che lo compone: «仁 è l'essere umano», 仁者人也.nota 4

«Umanità»

Fatto: «Umanità» è la resa più comune negli studi italiani recenti. Tiziana Lippiello la alterna con «benevolenza» e con «umana benevolenza», e avverte che il 仁 copre un'ampia gamma di significati.nota 5 È anche la resa di questo sito, per esempio nello sguardo sulla filosofia.

Ipotesi: Il guadagno è grande: «umanità» tiene il legame con la persona che sta nel carattere e nella frase «仁 è l'essere umano», e dice che la virtù non è un ornamento ma il compimento di ciò che siamo. Il rischio è l'ambiguità: in italiano «umanità» è anche il genere umano, e «l'umanità di Confucio» può voler dire due cose diverse.

«Benevolenza», e le rese inglesi

Ipotesi: «Benevolenza» porta in primo piano il volere bene, ed è adatta dove il testo parla del sovrano verso il popolo. Ma ha un'aria di concessione dall'alto: si è benevoli verso chi sta sotto. Il 仁, invece, Confucio lo chiede anche ai figli verso i padri e agli amici fra loro.

Fatto: Le traduzioni inglesi mostrano quanto sia largo il ventaglio. James Legge scrisse perfect virtue nei Dialoghi e benevolence in Mencio; Wing-tsit Chan, nel 1963, humanity; Roger Ames e Henry Rosemont, nel 1998, authoritative conduct, la condotta di chi diventa autorevole agendo bene fra gli altri.nota 6

Dibattito: Ogni resa sceglie un lato. Perfect virtue fa del 仁 la somma delle virtù, e in alcuni passi lo è; benevolence lo riduce a un sentimento; humanity lo lega alla natura umana; authoritative conduct lo rende un'azione nel mondo, ma è un'espressione che nessuno userebbe parlando. Il dibattito non si chiude, e forse non deve: le rese diverse sono già un commento al testo.

Le rese di 仁 a confronto
ResaDove si usaChe cosa guadagnaChe cosa perde
umanitàGli studi italiani (Lippiello); questo sitoIl legame con la persona, 人; la virtù come compimentoL'ambiguità con «il genere umano»
benevolenza, umana benevolenzaLippiello, accanto a «umanità»Il volere bene, l'affettoLa reciprocità: sa di concessione dall'alto
virtù perfettaLegge, perfect virtueIl 仁 come somma delle virtùLa concretezza della relazione
condotta autorevoleAmes e Rosemont, authoritative conductL'azione nel mondo, il diventare umaniLa naturalezza: nessuno parla così

La scelta di questo sito

Ipotesi: Qui scriviamo «umanità», con il carattere accanto la prima volta, e «benevolenza» quando il contesto è il governo e il modo di trattare chi sta sotto. Nella mappa dei concetti il 仁 sta al centro di una costellazione: i riti, 礼, la giustizia, 义, il cuore, 心.

Dove se ne parla nel sito

Mettiti alla prova 3 domande

  1. In quali due elementi lo Shuowen jiezi scompone 仁?

    Mostra la risposta

    Persona, 人, e due, 二. «仁,亲也。从人从二»: si è umani nella relazione. Nei manoscritti di Guodian c'è anche una grafia con il corpo sopra il cuore.

  2. Che cosa risponde Confucio a Fan Chi, che gli chiede del 仁?

    Mostra la risposta

    «Amare gli altri», 爱人. 樊迟问仁。子曰:「爱人。」 La risposta più breve, e forse la più profonda.

  3. Quale resa del 仁 scelsero Ames e Rosemont nel 1998?

    Mostra la risposta

    Authoritative conduct. Perfect virtue è di Legge; authoritative conduct vuole dire che si diventa umani agendo bene fra gli altri.

Per andare a fondo

  • Traduzione

    Confucio, a cura di Tiziana Lippiello, Dialoghi, Einaudi, 2003. La traduzione italiana di riferimento, con il testo cinese.

  • Traduzione

    Roger T. Ames e Henry Rosemont Jr., The Analects of Confucius: A Philosophical Translation, Ballantine, 1998. Una traduzione che rinuncia alle parole consuete per far sentire la differenza.

Note

  1. Xu Shen, Shuowen jiezi. Voce 仁, juan 8: «仁,亲也。从人从二».
  2. Guodian Chumu zhujian.
  3. Lunyu. 12.22 e 12.1.
  4. Zhongyong. Capitolo 20; e Mengzi, 7B16: «仁也者,人也».
  5. Lippiello 2009. Nel capitolo «Verso l'umana benevolenza»; e Lippiello 2012.
  6. Legge 1861. E Chan 1963; Ames e Rosemont 1998.
Bibliografia di questa voce 10 opere e fonti citate

Ogni affermazione rimanda, con un numero, alla sua nota; ogni nota porta qui. Gli studi sono citati dalla pubblicazione originale; le prepubblicazioni non ancora sottoposte a revisione sono indicate come tali. Le traduzioni dall'inglese e dal cinese sono di Simon Luo Wei. Dati e collegamenti controllati a ottobre 2026. La bibliografia completa del lessico è nella pagina introduttiva.

Testi classici e documenti storici

  • Ames e Rosemont 1998 Ames, Roger T., e Henry Rosemont Jr. 1998. The Analects of Confucius: A Philosophical Translation. New York, Ballantine.
  • Guodian Chumu zhujian Jingmen shi bowuguan 荆门市博物馆 (a cura di). 1998. Guodian Chu mu zhujian 郭店楚墓竹简 [I manoscritti su bambù della tomba Chu di Guodian]. Pechino, Wenwu chubanshe.
  • Legge 1861 Legge, James. 1861. The Chinese Classics, vol. 1, Confucian Analects, The Great Learning, and The Doctrine of the Mean, e vol. 2, The Works of Mencius. Hong Kong e Londra, Trübner.
  • Lunyu Lunyu 论语 [I dialoghi di Confucio]. Ed. Yang Bojun 杨伯峻, Lunyu yizhu 论语译注, Pechino, Zhonghua shuju, 1980; si cita secondo la numerazione di capitolo e paragrafo in uso negli studi. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Mengzi Mengzi 孟子. Ed. Yang Bojun 杨伯峻, Mengzi yizhu 孟子译注, Pechino, Zhonghua shuju, 1960; si cita secondo la numerazione in uso negli studi (2A6, 6A15, 7B16). Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Xu Shen, Shuowen jiezi Xu Shen 许慎. Shuowen jiezi 说文解字 [Spiegazione dei segni semplici e analisi dei caratteri composti], c. 100 d.C. Ed. in facsimile, Pechino, Zhonghua shuju, 1963; si citano le voci 理 (juan 1), 道 (juan 2), 天 (juan 1), 仁 (juan 8).
  • Zhongyong Zhongyong 中庸 [Il giusto mezzo], nel Liji 礼记, capp. 1 e 20. Ed. Zhu Xi 朱熹, Sishu zhangju jizhu 四书章句集注, Pechino, Zhonghua shuju, 1983. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)

Studi

  • Chan 1963 Chan, Wing-tsit. 1963. A Source Book in Chinese Philosophy. Princeton, Princeton University Press, capp. 28–34.
  • Lippiello 2009 Lippiello, Tiziana. 2009. Il confucianesimo. Bologna, il Mulino. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Lippiello 2012 Lippiello, Tiziana. 2012. «Il perfezionamento del sé nella cultura cinese e l'interpretazione di Matteo Ricci». In Trasformazioni religiose e trasformazioni sociali dell'Asia contemporanea, vol. 4, Roma, Bulzoni, pp. 9–21. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)

Voci di Simon Luo Wei, traduttore e interprete asseverato. Le rese italiane sono attribuite a un autore soltanto dove sono state verificate nel suo testo o in uno studio che le riporta; le traduzioni dal cinese classico, dove non è indicato altro, sono sue. Ottobre 2026.

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