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Filosofia e traduzione

理 lǐ Lǐ 理, il principio

理 lǐ: principio, ragione, ordine

Una parola nata dal lavoro della giada è diventata, per Zhu Xi, la ragione d'essere di ogni cosa. Come si dice in italiano?

理 è forse la parola più difficile da tradurre del pensiero cinese, perché in duemila anni ha cambiato peso senza cambiare forma. All'origine indica le venature della giada e il lavoro che le segue; per i maestri dei Song diventa ciò per cui ogni cosa è quella che è e ciò che deve essere. L'italiano la rende soprattutto con «principio», a volte con «ragione», più di rado con «ordine»: tre parole che portano con sé tre filosofie diverse. Questa voce le mette a confronto.

Nella mappa dei concetti

La parola 理 lǐ sta nel gruppo «Il cielo e il mondo», legata a 气, 性, 心, 格物, 太极 e 欲. La mappa mostra 60 parole e i legami fra loro; il lessico ne approfondisce 36, voce per voce.

In breve

  1. All'origine 理 è «lavorare la giada» seguendone le venature: un ordine che sta dentro la materia, non sopra.
  2. «Principio» è la resa più diffusa per il 理 dei neoconfuciani: dice bene la priorità logica, ma suggerisce qualcosa che sta prima e fuori delle cose.
  3. «Ragione» viene dai gesuiti: Matteo Ricci usò 理 per la ratio scolastica. Il prezzo è far pensare a una facoltà della mente, mentre 理 sta anche nelle cose.
  4. «Ordine», «trama», «coerenza» recuperano il senso antico e piacciono agli studiosi di oggi, ma perdono la forza normativa: 理 è anche ciò che deve essere.
  5. Regola pratica: «principio» per Zhu Xi e i suoi, «ragione» dove il testo oppone 理 all'arbitrio, «ordine» o «trama» per i testi antichi e per i composti come 条理.

Quanto è certo ciò che leggiOgni passo porta il suo grado. Tocca un grado per trovarlo nel testo.

Il carattere: la giada e le sue venature

Fatto: Il primo dizionario cinese, lo Shuowen jiezi, scritto verso il 100 d.C., spiega 理 con tre parole: «lavorare la giada», 治玉也. Il carattere unisce la giada, 王 cioè 玉, e un elemento fonetico, 里.nota 1 Nei testi più antichi 理 è dunque un'azione artigianale e il suo oggetto: le linee della pietra, che chi taglia deve seguire.

Fatto: Già nel III secolo a.C. la parola passa dalla pietra al mondo. Nel commento a Laozi contenuto nel Han Feizi si legge che «il 理 è il disegno che compie le cose», 理者,成物之文也, e che le distinzioni fra quadrato e rotondo, corto e lungo, duro e fragile sono i 理 delle cose; il Dao, invece, è ciò per cui tutte le cose sono come sono.nota 2 Il 理 è la forma particolare di ogni cosa, il suo disegno.

Ipotesi: È l'immagine che regge tutta la storia della parola, e ogni traduzione va misurata su di essa. Quando i filosofi dei Song faranno di 理 la chiave del cosmo non penseranno a una legge scritta da un legislatore, ma a qualcosa di simile alla venatura: una struttura che sta dentro le cose e che chi agisce bene impara a riconoscere. Il capitolo Zhu Xi e il suo secolo lo racconta con un'immagine: chi taglia contro la venatura spacca la pietra.

Il 理 dei maestri dei Song

Fatto: Con i fratelli Cheng e con Zhu Xi, fra l'XI e il XII secolo, 理 diventa il centro di una metafisica. Cheng Yi formula due tesi destinate a durare: «la natura è il 理», 性即理也, e «il 理 è uno, le sue articolazioni sono molte», 理一而分殊.nota 3 Zhu Xi lo definisce con una coppia: per ogni cosa c'è la ragione per cui è così e la regola di come deve essere.nota 4

至于天下之物,则必各有所以然之故,与其所当然之则,所谓理也。

Quanto alle cose del mondo, ciascuna ha necessariamente la ragione per cui è così e la regola di come deve essere: è ciò che si chiama lǐ.

Zhu Xi, Domande e risposte sul Grande studionota 4

Consenso: Due tratti rendono il 理 di Zhu Xi difficile da tradurre. È insieme descrittivo e normativo: spiega perché l'acqua scorre e perché un figlio deve rispettare il padre, due cose che la filosofia europea moderna ha imparato a separare. Ed è inseparabile dal soffio, 气: «nel mondo non c'è soffio senza 理, né 理 senza soffio», 天下未有无理之气,亦未有无气之理.nota 5 Ogni resa italiana ne salva uno e ne sacrifica un altro.

«Principio»: la resa di casa

Fatto: In italiano la resa più comune del 理 dei neoconfuciani è «principio»: il «principio celeste», 天理, si oppone ai «desideri umani», 人欲. È anche la scelta di questo sito, e corrisponde al principle che domina gli studi in inglese, dalle traduzioni di A. C. Graham e di Wing-tsit Chan in poi.nota 6

Dibattito: Il guadagno è chiaro: «principio» dice che il 理 viene logicamente prima, come Zhu Xi sosteneva, ed è una parola filosofica italiana con una lunga storia. Il rischio l'ha descritto Willard Peterson nel 1986: «principio» fa pensare a ciò che viene per primo e sta separato dalle cose di cui è principio, e costringe a decidere ogni volta se si parla di un solo principio o di molti, mentre il cinese non sceglie. Per questo Peterson propose coherence, «coerenza».nota 7

«Ragione»: l'eredità dei gesuiti

Fatto: «Ragione» ha una storia italiana precisa. Matteo Ricci, nel Vero significato del Signore del Cielo (1603), usa 理 per la ratio della filosofia scolastica: nel passo di Ricci tradotto da Tiziana Lippiello, 以理為主 diventa «governati dalla ragione».nota 8 Ma lo stesso Ricci nega che il 理 dei neoconfuciani possa essere l'origine del mondo: lo classifica fra gli accidenti, non fra le sostanze, e un accidente non crea nulla.nota 9

Fatto: Il suo successore alla guida della missione, il siciliano Niccolò Longobardo, andò oltre. In un trattato che ebbe un peso decisivo nella controversia sui nomi di Dio sostenne che i cinesi non conoscevano due sostanze, una spirituale e una corporea, ma una sola, più o meno materiale; identificò il soffio, 气, con la materia prima, e a volte confuse 理 e 气.nota 10 Pubblicato in francese nel 1701, il trattato arrivò a Leibniz, che nel 1716 gli rispose: il 理 dei cinesi è la sostanza suprema che noi veneriamo con il nome di Dio, non una materia passiva.nota 11

Ipotesi: «Ragione» guadagna ciò che «principio» perde: dice che il mondo si può capire e che chi segue il 理 non obbedisce a un capriccio. Funziona dove il testo oppone 理 alla forza o all'arbitrio, come nell'espressione di tutti i giorni 讲理, «stare alla ragione». Il prezzo è far pensare a una facoltà della mente umana, mentre il 理 di Zhu Xi sta anche nel bambù e nell'acqua. «La ragione del bambù» suona strano in italiano, e la stranezza è un buon avvertimento.

«Ordine», «trama», «coerenza»: tornare alla giada

Consenso: Negli ultimi decenni molti studiosi hanno cercato rese che restituiscano il senso antico. Peterson ricorda che nei testi preimperiali e Han il 理 indica spesso disegni e ordine, e che il senso più stretto è «lavorare la giada, le linee della giada»; Brook Ziporyn ha ricostruito la storia del dibattito, da form e principle a pattern e coherence.nota 12 In italiano le parole corrispondenti sono «ordine», «trama», «coerenza», «struttura».

Ipotesi: «Ordine» è la più naturale ed è giusta per i testi antichi e per i composti di tutti i giorni: 条理, l'ordine con cui una cosa è articolata, 纹理, la venatura. Perde però la forza normativa: un ordine si constata, mentre il 理 di Zhu Xi chiede anche di essere seguito. «Trama» conserva l'immagine artigianale della giada; «coerenza» piace ai filosofi, ma in italiano sa di logica formale.

Le rese di 理 a confronto
ResaDove si usaChe cosa guadagnaChe cosa perde
principioGli studi sul neoconfucianesimo; questo sito (天理, «principio celeste»)La priorità logica; una parola filosofica italianaFa pensare a qualcosa che sta prima e fuori delle cose; costringe a scegliere fra uno e molti
ragioneMatteo Ricci e i gesuiti (理 per la ratio); l'uso corrente (讲理)L'intelligibilità del mondo; il contrasto con la forza e l'arbitrioFa pensare a una facoltà della mente, non a una struttura delle cose
ordine, trama, coerenzaGli studi recenti (pattern, coherence); i testi antichi; 条理, 纹理Il senso originario della venatura: il 理 sta dentro le coseLa forza normativa: ciò che deve essere
lǐ, non tradottoGli studi specialisticiNessuna falsa equivalenzaAl lettore non dice nulla, se non lo si spiega

La scelta di questo sito

Ipotesi: In questo sito il 理 dei Song è «principio» e il 天理 è «principio celeste», perché sono le parole che il lettore ritrova negli studi e perché la priorità del principio sul soffio è una tesi di Zhu Xi. La prima volta, però, spieghiamo la venatura della giada. E in un caso «ragione» sarebbe un errore: nel capitolo Il principio e il desiderio l'accusa di Dai Zhen, 以理杀人, diventa «uccidere con il principio». Con «ragione» perderebbe il suo bersaglio, che è un principio proclamato da chi ha il potere di imporlo.

Dove se ne parla nel sito

Mettiti alla prova 3 domande

  1. Che cosa vuol dire 理 nel primo dizionario cinese, lo Shuowen jiezi?

    Mostra la risposta

    Lavorare la giada. «理,治玉也»: lavorare la giada seguendone le venature. Da qui «trama», «ordine» e poi il «principio» dei filosofi.

  2. Perché Matteo Ricci rifiutava che il 理 dei neoconfuciani fosse l'origine del mondo?

    Mostra la risposta

    Perché per lui era un accidente, non una sostanza, e non poteva creare. Ricci usava 理 per la ratio scolastica, ma lo classificava fra gli accidenti: una qualità delle cose, non qualcosa che possa crearle.

  3. Quale limite di «principio» segnalò Willard Peterson nel 1986?

    Mostra la risposta

    Che fa pensare a qualcosa che viene prima e sta separato dalle cose, e costringe a scegliere fra uno e molti. Per questo propose coherence, «coerenza»: la qualità di ciò che sta insieme.

Per andare a fondo

  • Articolo

    Brook Ziporyn, Form, Principle, Pattern, or Coherence? Li in Chinese Philosophy, Philosophy Compass, 2008. La storia delle traduzioni di 理 e una proposta per leggerlo nei testi antichi.

  • Articolo

    Yijing Zhang e Thierry Meynard, The Jesuit Longobardo's Interpretation of the Neo-Confucian Concepts of li and qi (si apre in una nuova scheda), Religions, 2025. Come un gesuita siciliano lesse 理 e 气, e perché il suo trattato pesò tanto.

  • Libro

    Tiziana Lippiello, Il confucianesimo, il Mulino, 2009. Un'introduzione italiana chiara, con le scelte di traduzione dichiarate.

Note

  1. Xu Shen, Shuowen jiezi. Voce 理, juan 1: «理,治玉也。从玉,里声».
  2. Han Feizi, cap. 20. «道者,万物之所然也,万理之所稽也。理者,成物之文也» e «凡理者,方圆、短长、粗靡、坚脆之分也».
  3. Er Cheng ji.
  4. Zhu Xi, Daxue huowen.
  5. Zhuzi yulei. Juan 1.
  6. Graham 1958. E Chan 1963.
  7. Peterson 1986. Peterson ricorda che principle era già la resa di Derk Bodde.
  8. Lippiello 2012. Il passo di Ricci è nel Ricci, Tianzhu shiyi.
  9. Zhang e Meynard 2025. Sul riassunto latino del Tianzhu shiyi inviato a Roma, dove il 理 è classificato fra gli accidenti; il testo cinese è Ricci, Tianzhu shiyi.
  10. Zhang e Meynard 2025. Il trattato, una Breve risposta sulle controversie intorno a Shangdi, agli spiriti e all'anima, è stato pubblicato a cura di Daniel Canaris e Thierry Meynard (Palgrave Macmillan, 2021).
  11. Leibniz 1716. Lettera incompiuta a Nicolas de Rémond, in risposta ai trattati di Longobardo e di Antonio de Santa María Caballero. Per la tesi sul 理 e il rifiuto della lettura come materia prima, Edamura 2016, che cita la trad. ingl., pp. 83–85.
  12. Ziporyn 2008. E Peterson 1986.
Bibliografia di questa voce 14 opere e fonti citate

Ogni affermazione rimanda, con un numero, alla sua nota; ogni nota porta qui. Gli studi sono citati dalla pubblicazione originale; le prepubblicazioni non ancora sottoposte a revisione sono indicate come tali. Le traduzioni dall'inglese e dal cinese sono di Simon Luo Wei. Dati e collegamenti controllati a ottobre 2026. La bibliografia completa del lessico è nella pagina introduttiva.

Testi classici e documenti storici

  • Er Cheng ji Cheng Hao 程颢 e Cheng Yi 程颐. Er Cheng ji 二程集 [Opere dei due Cheng], a cura di Wang Xiaoyu 王孝鱼, Pechino, Zhonghua shuju, 1981: Yishu 遗书, juan 22 parte I (性即理也) e la lettera a Yang Shi sull'Iscrizione occidentale (理一而分殊).
  • Han Feizi, cap. 20 Han Feizi 韩非子, cap. 20, «Jie Lao» 解老 [Spiegare Laozi], III secolo a.C. Ed. Wang Xianshen 王先慎, Han Feizi jijie 韩非子集解, Pechino, Zhonghua shuju, 1998.
  • Leibniz 1716 Gottfried Wilhelm Leibniz. «Discours sur la théologie naturelle des Chinois», 1716. Trad. ingl. di Henry Rosemont Jr. e Daniel J. Cook, Discourse on the Natural Theology of the Chinese, Honolulu, University of Hawaii Press, 1977.
  • Ricci, Tianzhu shiyi Ricci, Matteo (Li Madou 利玛窦). 1603. Tianzhu shiyi 天主实义 [Il vero significato del Signore del Cielo]. Pechino. Trad. ingl. di Douglas Lancashire e Peter Hu Kuo-chen, The True Meaning of the Lord of Heaven, St. Louis, Institute of Jesuit Sources, 1985.
  • Xu Shen, Shuowen jiezi Xu Shen 许慎. Shuowen jiezi 说文解字 [Spiegazione dei segni semplici e analisi dei caratteri composti], c. 100 d.C. Ed. in facsimile, Pechino, Zhonghua shuju, 1963; si citano le voci 理 (juan 1), 道 (juan 2), 天 (juan 1), 仁 (juan 8).
  • Zhu Xi, Daxue huowen Zhu Xi 朱熹. Daxue huowen 大学或问 [Domande e risposte sul Grande studio], XII secolo. In Zhuzi quanshu 朱子全书, vol. 6, Shanghai, Shanghai guji chubanshe, e Hefei, Anhui jiaoyu chubanshe, 2002.
  • Zhuzi yulei Li Jingde 黎靖德 (a cura di). Zhuzi yulei 朱子语类 [Le conversazioni del maestro Zhu, per argomenti], 1270, juan 1. Ed. Wang Xingxian 王星贤, Pechino, Zhonghua shuju, 1986.

Studi

  • Chan 1963 Chan, Wing-tsit. 1963. A Source Book in Chinese Philosophy. Princeton, Princeton University Press, capp. 28–34.
  • Edamura 2016 Edamura, Shohei. 2016. «Leibnizian Philosophy and the Pluralism of Religion and Culture: The Case of China». Metafísica y persona 8 (16). Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Graham 1958 Graham, A. C. 1958. Two Chinese Philosophers: Ch'eng Ming-tao and Ch'eng Yi-ch'uan. Londra, Lund Humphries.
  • Lippiello 2012 Lippiello, Tiziana. 2012. «Il perfezionamento del sé nella cultura cinese e l'interpretazione di Matteo Ricci». In Trasformazioni religiose e trasformazioni sociali dell'Asia contemporanea, vol. 4, Roma, Bulzoni, pp. 9–21. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Peterson 1986 Peterson, Willard J. 1986. «Another Look at Li». Bulletin of Sung-Yüan Studies 18. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Zhang e Meynard 2025 Zhang, Yijing, e Thierry Meynard. 2025. «The Jesuit Longobardo's Interpretation of the Neo-Confucian Concepts of li and qi». Religions 16 (12): 1559. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Ziporyn 2008 Ziporyn, Brook. 2008. «Form, Principle, Pattern, or Coherence? Li in Chinese Philosophy». Philosophy Compass 3 (3): 401–422.

Voci di Simon Luo Wei, traduttore e interprete asseverato. Le rese italiane sono attribuite a un autore soltanto dove sono state verificate nel suo testo o in uno studio che le riporta; le traduzioni dal cinese classico, dove non è indicato altro, sono sue. Ottobre 2026.

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