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Filosofia e traduzione

道 dào Dào 道, la via

道 dào: via, Dao, Verbo

La stessa parola è la strada di casa, il metodo di un maestro, l'innominabile di Laozi e, nella Bibbia cinese, il Verbo di Giovanni. Come la si porta in italiano?

道 è una strada, prima di tutto: lo Shuowen la spiega come «la via per cui si cammina». Da lì diventa il modo giusto di fare una cosa, l'insegnamento di un maestro e, in Laozi, ciò che sta prima del cielo e della terra e che nessun nome trattiene. È anche un verbo: 道 vuol dire «dire». L'italiano oscilla fra «via», con la maiuscola o senza, e il prestito «Tao» o «Dao». Questa voce confronta le scelte e le loro conseguenze.

Nella mappa dei concetti

La parola 道 dào sta nel gruppo «Il cielo e il mondo», legata a 德, 无为, 自然 e 天. La mappa mostra 60 parole e i legami fra loro; il lessico ne approfondisce 36, voce per voce.

In breve

  1. 道 è insieme strada, metodo, insegnamento e, come verbo, «dire»: nessuna parola italiana tiene tutto.
  2. «Via» è la resa più comune negli studi e nei titoli italiani: rende il cammino e il metodo, ma con la maiuscola rischia di suonare come un nome divino.
  3. «Tao» e «Dao» non tradotti rispettano l'innominabile di Laozi, ma possono diventare un'etichetta esotica che non dice nulla.
  4. Nella Bibbia cinese del 1919 il Logos di Giovanni è 道: «In principio era il Verbo», 太初有道. Un ponte e insieme un'annessione.
  5. Regola pratica: «via» per Confucio e per gli usi comuni, «Dao» per Laozi e Zhuangzi, spiegato la prima volta.

Quanto è certo ciò che leggiOgni passo porta il suo grado. Tocca un grado per trovarlo nel testo.

Una strada, e il camminarla

Fatto: Lo Shuowen jiezi spiega 道 come «la via per cui si cammina», 所行道也.nota 1 Nei Dialoghi di Confucio il 道 è la via giusta del vivere e del governare, che si può conoscere e perdere: «Se al mattino ho udito della via, la sera posso morire», 朝闻道,夕死可矣.nota 2

Fatto: 道 è anche un verbo, «dire», e Laozi apre il suo libro giocando proprio su questo: la stessa parola è nome e verbo nella stessa frase.nota 3 Ogni traduzione deve rinunciare a uno dei due sensi, o spiegarlo in nota.

道可道,非常道。名可名,非常名。

Il Dao che si può dire non è il Dao costante; il nome che si può nominare non è il nome costante.

Laozi, Daodejing, capitolo 1nota 3

Fatto: Il Giusto mezzo lega il 道 alla natura umana e all'educazione: «ciò che il Cielo conferisce si chiama natura; seguire la natura si chiama via; coltivare la via si chiama insegnamento», 天命之谓性,率性之谓道,修道之谓教.nota 4

«Via»: il cammino e il metodo

Fatto: «Via» è la resa più diffusa negli studi italiani sul confucianesimo. Tiziana Lippiello scrive «Via», con la maiuscola, e spiega che Confucio interpretò il 道 come il percorso morale dell'uomo, mentre per Laozi è un principio ineffabile che precede l'universo.nota 5 La usano anche i titoli delle traduzioni del Daodejing: Il libro della Via e della Virtù nella versione di J. J. L. Duyvendak tradotta da Anna Devoto per Adelphi, Il canone della via e della virtù nell'edizione di Attilio Andreini per Einaudi.nota 6

Ipotesi: «Via» guadagna il movimento: un cammino si percorre, si smarrisce, si ritrova, ed è esattamente ciò che il 道 fa nei Dialoghi. Conserva anche il senso di metodo, come nella «via del tè», che in cinese e in giapponese è proprio un 道. Il rischio è la maiuscola: «la Via» suona come un nome divino, e un lettore cristiano sente l'eco di «Io sono la via, la verità e la vita». Per Confucio il 道 è una via da percorrere fra gli uomini, non una persona.

«Tao» o «Dao»: non tradurre

Fatto: Molti traduttori di Laozi lasciano la parola in cinese. Nella sua edizione del 2018 Andreini mantiene «Dao», presentato come un Assoluto ineffabile che il linguaggio non afferra.nota 7 Maurizio Paolillo, nella traduzione per Giunti del 2023, lascia non tradotta la prima occorrenza della prima frase, una «parola di comodo» per riferirsi all'indicibile, e rende la seconda con il verbo «intraprendere», che suggerisce un percorso da seguire.nota 8

Dibattito: «Tao» è la grafia del vecchio sistema Wade-Giles, rimasta nei titoli più venduti e in parole come «taoismo»; «Dao» è la grafia del pinyin, oggi lo standard internazionale. Non tradurre rispetta l'avvertimento di Laozi: se il Dao che si può dire non è il Dao costante, ogni parola italiana è una piccola infedeltà. Il rischio opposto è l'esotismo: «il Tao» può diventare un'etichetta per qualunque cosa, dalla fisica al management, come mostra il capitolo Ponti e miraggi.

Il «Senso» e il «Verbo»

Fatto: Due scelte europee mostrano fin dove può spingersi la traduzione. Nel 1911 Richard Wilhelm intitolò il suo Laozi tedesco Das Buch des Alten vom Sinn und Leben, «il libro del vecchio sul senso e sulla vita»: il 道 diventava Sinn, il senso.nota 9 Pochi anni dopo, nel 1919, la Bibbia cinese dell'Unione tradusse l'inizio del Vangelo di Giovanni con 太初有道, «In principio era il Verbo»: il Logos greco diventava 道.nota 10

Ipotesi: Le due scelte vanno in direzioni opposte e si illuminano a vicenda. Wilhelm prende una parola cinese e le dà un nome europeo; i traduttori della Bibbia prendono un concetto europeo e gli danno un nome cinese. Entrambe funzionano perché 道, come Logos, è insieme parola e ordine del mondo; entrambe rischiano di far credere che Laozi e Giovanni dicessero la stessa cosa. Per un traduttore è una lezione di metodo: un'equivalenza può essere un ponte e un'annessione nello stesso momento.

Le rese di 道 a confronto
ResaDove si usaChe cosa guadagnaChe cosa perde
via, ViaGli studi sul confucianesimo (Lippiello: «Via»); i titoli di Duyvendak-Devoto e di AndreiniIl cammino, il metodo, il percorso moraleCon la maiuscola, l'aria di un nome divino; il senso di «dire»
Dao, TaoLe traduzioni di Laozi (Andreini, Paolillo); «Tao» nella grafia Wade-GilesL'innominabile; nessuna falsa equivalenzaIl rischio dell'etichetta esotica
SensoRichard Wilhelm, 1911 (Sinn)Il 道 come significato del mondoIl cammino e la concretezza
VerboLa Bibbia cinese del 1919 (la direzione inversa: 道 per Logos)Il ponte fra parola e ordine del mondoFa credere che Laozi e Giovanni dicano la stessa cosa

La scelta di questo sito

Ipotesi: La regola che seguiamo è questa: «Dao» per Laozi, Zhuangzi e il pensiero daoista, come nel capitolo Heidegger e il Dao; «via» per Confucio, Mencio e gli usi comuni; «Via» con la maiuscola soltanto dove il testo ne fa un assoluto, o nei titoli altrui, di cui conserviamo sempre la grafia.

Dove se ne parla nel sito

Mettiti alla prova 3 domande

  1. Come spiega 道 lo Shuowen jiezi?

    Mostra la risposta

    «La via per cui si cammina». «道,所行道也»: prima di tutto una strada. Il metodo, l'insegnamento e l'Assoluto di Laozi vengono dopo.

  2. Che cosa fa Laozi con la parola 道 nella prima frase del Daodejing?

    Mostra la risposta

    La usa come nome e come verbo, «dire». 道可道: il Dao che si può «dire». Ogni traduzione deve sacrificare uno dei due sensi, o spiegarlo.

  3. Come traduce la Bibbia cinese del 1919 «In principio era il Verbo»?

    Mostra la risposta

    太初有道. Il Logos di Giovanni diventa 道: un ponte fra due tradizioni, e insieme un'annessione.

Per andare a fondo

  • Traduzione

    Laozi, a cura di Attilio Andreini, Daodejing. Il canone della via e della virtù, Einaudi, 2018. Testo cinese a fronte, con la filologia dei manoscritti scoperti negli ultimi decenni.

  • Traduzione

    Lao-tzu, a cura di Maurizio Paolillo, Tao Te Ching, Giunti, 2023. Una traduzione recente che dichiara le sue scelte, a partire dalla prima riga.

  • Libro

    Tiziana Lippiello, Il confucianesimo, il Mulino, 2009. La via di Confucio e quella di Laozi, a confronto.

Note

  1. Xu Shen, Shuowen jiezi. Voce 道, juan 2: «道,所行道也».
  2. Lunyu. 4.8.
  3. Laozi. Capitolo 1.
  4. Zhongyong. Capitolo 1.
  5. Lippiello 2009.
  6. Laozi, versione di Duyvendak. E Laozi, a cura di Andreini.
  7. Laozi, a cura di Andreini. Dalla presentazione dell'editore.
  8. Laozi, a cura di Paolillo. Introduzione, nell'estratto pubblicato dall'editore.
  9. Wilhelm 1911.
  10. Bibbia dell'Unione, 1919. Giovanni 1,1.
Bibliografia di questa voce 10 opere e fonti citate

Ogni affermazione rimanda, con un numero, alla sua nota; ogni nota porta qui. Gli studi sono citati dalla pubblicazione originale; le prepubblicazioni non ancora sottoposte a revisione sono indicate come tali. Le traduzioni dall'inglese e dal cinese sono di Simon Luo Wei. Dati e collegamenti controllati a ottobre 2026. La bibliografia completa del lessico è nella pagina introduttiva.

Testi classici e documenti storici

  • Bibbia dell'Unione, 1919 Guanhua heheben Shengjing 官话和合本圣经 [La Bibbia, versione dell'Unione in lingua mandarina], Shanghai, 1919. Vangelo di Giovanni 1,1: 太初有道.
  • Laozi Laozi 老子 (Daodejing 道德经), testo di Wang Bi 王弼. Lou Yulie 楼宇烈 (a cura di), Wang Bi ji jiaoshi 王弼集校释, Pechino, Zhonghua shuju, 1980. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Laozi, a cura di Andreini Laozi. 2018. Daodejing. Il canone della via e della virtù, a cura di Attilio Andreini. Torino, Einaudi (Piccola biblioteca Einaudi).
  • Laozi, a cura di Paolillo Lao-tzu. 2023. Tao Te Ching, traduzione, introduzione e note di Maurizio Paolillo. Firenze, Giunti. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Laozi, versione di Duyvendak Lao Tzu. 1973. Tao tê ching. Il libro della Via e della Virtù, versione e commento di J. J. L. Duyvendak, trad. it. di Anna Devoto dalla versione francese. Milano, Adelphi (9ª ed. 1990).
  • Lunyu Lunyu 论语 [I dialoghi di Confucio]. Ed. Yang Bojun 杨伯峻, Lunyu yizhu 论语译注, Pechino, Zhonghua shuju, 1980; si cita secondo la numerazione di capitolo e paragrafo in uso negli studi. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)
  • Wilhelm 1911 Wilhelm, Richard. 1911. Laotse. Tao te king. Das Buch des Alten vom Sinn und Leben. Jena, Diederichs.
  • Xu Shen, Shuowen jiezi Xu Shen 许慎. Shuowen jiezi 说文解字 [Spiegazione dei segni semplici e analisi dei caratteri composti], c. 100 d.C. Ed. in facsimile, Pechino, Zhonghua shuju, 1963; si citano le voci 理 (juan 1), 道 (juan 2), 天 (juan 1), 仁 (juan 8).
  • Zhongyong Zhongyong 中庸 [Il giusto mezzo], nel Liji 礼记, capp. 1 e 20. Ed. Zhu Xi 朱熹, Sishu zhangju jizhu 四书章句集注, Pechino, Zhonghua shuju, 1983. Apri la fonte (si apre in una nuova scheda)

Studi

Voci di Simon Luo Wei, traduttore e interprete asseverato. Le rese italiane sono attribuite a un autore soltanto dove sono state verificate nel suo testo o in uno studio che le riporta; le traduzioni dal cinese classico, dove non è indicato altro, sono sue. Ottobre 2026.

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